La Mizuno Neo Zen ha fatto colpo, riscuotendo un gran consenso nel mondo dei reviewer.
E’ una scarpa che va oltre i canoni tipici di Mizuno, seguendo la tendenza di fornire ai corridori scarpe che possano essere divertenti, esuberanti.

Caratteristiche:
Peso: 253gr US10 uomo / 194gr US 8 donna
Drop: 6mm, con 40mm di stacco al tallone
Intersuola in gomma Energy NTXT ( TPU c con infusione azoto) e tecnologia SMOOTH SPEED ASSIST
Suola gomma X10
Tomaia con costruzione a stivaletto con soletta interna rimovibile
Tomaia
La tomaia della Mizuno Neo Zen è praticamente una calza avvolgente, con collarino elasticizzato.
Dopo le prime difficoltà per calzarla, il piede siede comodo.
Il tessuto si stende sul piede, offrendo una sensazione non dissimile dagli altri modelli Mizuno, per quanto riguarda lo spazio per le dita, che restano compatte ma non compresse.

Mentre è molto diversa intorno al tallone.
Il contrafforte tallonare è dotato di una conchiglietta contenitiva molto flessibile, inserita tra il tessuto ed il rivestimento del collarino. Non ci sono imbottiture al collarino.

Personalmente mi ci son trovato molto bene, meglio che in altre scarpe dotate di una struttura simile.
La tomaia, per questa sua forma, è priva di linguetta para lacci.
Il sistema di allacciatura usufruisce di doppi occhielli passa lacci per evitare che questi vadano a soprapporsi su se stessi.
Il laccio entra ed esce da due fori “gemelli”.

Questo evita che si formi un punto di pressione intorno al singolo occhiello.
Naturalmente si percepisce la pressione dell’incrocio dei lacci sul collo del piede, ma non è una cosa fastidiosa.
All’altezza dell’ultimo incrocio, dove si esegue il nodo, è presente un cuscinetto di gomma che ammortizza la pressione, eliminando il fastidio.

Intersuola
L’intersuola della Mizuno Neo Zen è fatta con la mescola Energy NXT.
Negli ultimi anni Mizuno ha sviluppato questa mescola in TPU infusa di azoto, molto leggera, soffice e reattiva.

Naturalmente questo suo essere soffice comporta dei vantaggi come anche dei limiti.
Sull’ intersuola è stampata la frase “performance senza sforzo”.

Già correre senza far fatica, sarebbe già una gran bella performance!
E veramente in questo la Mizuno Neo Zen ci riesce, naturalmente – ripetiamo – per un certo tipo di runner: intersuola molto morbida, senza tecnologia che implementi la stabilità – come ad esempio la piastra in Pebax utilizzata nella Mizuno Neo Vista – cosa che comporta una possibile instabilità.
Quindi questa possibilità limita l’utilizzo di questa scarpa a corridori con passo neutro, meglio ancora se leggeri, meglio ancora se corridori evoluti, che corrono più di agilità di gamba che di potenza di spinta.
Corridori che non vanno a comprimere troppo la gomma in fase di appoggio né schiacciano pesanti sull’avampiede al momento della spinta.
Troppo peso, troppa forza, andrebbero a deformare la struttura, a inficiarne il funzionamento.
L’arte della corsa
Un intersuola non è solo una questione di tipo di gomma, ma di spessore, ampiezza, curvatura, geometria. Il tutto è un mezzo progettato per conseguire un fine. Quindi occorre usarla propriamente per massimizzare le sue potenzialità.
A scriverne sembra che la faccio difficile… alla fine, credetemi, è una cosa più semplice, quasi naturale, per un corridore evoluto.
E’ una questione di passo e di atteggiamento.
Occorre avere un attitudine ZEN, nel senso di entrare in uno stato di armonia ed equilibro con la scarpa.
All’inizio ho cercato di imporre il mio passo, appoggio di meso piede, quasi plantigrado, con spinta di avampiede, ed ho sentito la scarpa assorbire e rilanciare il gesto, ma senza sprizzare, senza produrre un moto dinamico, leggero.
A quel punto ho iniziato ad applicare un altro stile di passo.
Quello più normale, con appoggio di tallone, con diverso tipo di falcata. Allungando il passo, senza nemmeno alzare al massimo le ginocchia,.
Ed è così che la scarpa ha iniziato a dare il meglio di se. Così facendo è entrata in funzione la tecnologia Smooth Speed Assist.
Smooth Speed Assist
Lo Smooth Speed Assist consiste nella particolare geometria della curva della pianta di appoggio, studiata in relazione alle capacità elastiche della gomma.
La smussatura della parte posteriore permette di avanzare il punto di scarico rispetto al punto di appoggio del tallone.
Accorciando la distanza tra il fulcro e il punto di spinta, l’intersuola permette di sfruttare meglio l’energia della “caduta” per la fase di spinta.

Una volta impostato lo stile di passo “tallonato”, mi sono accorto che correvo senza appoggiare veramente il tallone a terra,. Sentivo toccare a terra nel punto appena un po’ più avanti, dove inizia l’arcata mediale.
In quel momento ho sentito la scarpa ammortizzare e “rimbalzare” , slanciare in avanti.
Ho iniziato a correre senza forzare coi quadricipiti e l’avampiede, al momento della spinta.
E di conseguenza, non voluta, correvo anche più svelto di quel che pensassi.
Senza impegnarmi tanto.
Con le Mizuno Neo Zen ci si può correre anche ben sotto i 4″/km, accarezzando il terreno. Io mi sono trovato a correrci bene intorno ai 4″10/km. Non riesco a tenere a lungo questa velocità, ma è quella a cui sono riuscito ad arrivare rimanendo in soglia.
In questo assomiglia molto alla New Balance Revel v4, una scarpa che ho provato un annetto fa, cuna scarpa che va oltre le mie capacità podistiche.
La Rebel V4 posso sfruttarla solo per allenamenti su brevi velocissime ripetute, non per correrci una decina di km con passo “lento” e leggero come posso fare con le Neo Zen (lento: sui 4e40/km)
C’è chi compara la Mizuno Neo Zen alla Asics Novablast.
Rispetto a questa ha un comportamento meno rimbalzoso, meno esplosivo, con uno slancio più armonioso.
E risulta più leggera e piacevole durante il passo, con una fase di contatto a terra più morbida.
Suola
La suola della Mizuno Neo Zen è fatta con la tipica gomma X10, che ricopre la pianta di appoggio per tutta la lunghezza, divisa in due parti dalla depressione che la percorre a tutta lunghezza, studiata per dissipare lo scarico di pressione del piede nelle zone a contatto col terreno.
Così come notato anche nella recente versione della Mizuno Wave Rider 28, le suole moderne non presentano più segmentazioni trasversali utili a migliorare la flessibilità dell’intersuola, che è già molto flessibile di suo, ed anzi serve a sfruttare meglio le capacità reattive della gomma evitando che questa si “spiattelli” sul fondo. Una funzione stabilizzatrice, oltre che motrice.
Conclusioni sulla Mizuno Neo Zen
Sarò noioso nel ripeterlo, questa è una gran bella scarpa, ma per pochi, o per un utilizzo “ristretto”, per quanto riguarda le distanza: meglio pochi ma svelti, che medie distanze sopra i 4’402/km: la scarpa, se si vuole, può accompagnare comodamente anche un passo plantigrado a 6″/km.. ma non è fatta per questo!
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