Icebug è da sempre considerato un produttore di scarpe per fondi invernali, non semplicemente scarpe fuori strada, ma proprio scarpe per specifici fondi, estremi.
Per cui fa strano vedere nella loro collezione un modello di scarpa per utilizzo stradale.

Ed è anche una scarpa sorprendente, non dico esaltante, ma ben fatta e fatta “per fare del bene”. In questa affermazione si può includere non solo i benefici che la corsa può dare, ma anche i benefici di un prodotto eco sostenibile, che vuole ridurre l’impatto, l’impronta negativa sull’ambiente.

“Non puoi salvare il pianeta solo acquistando le scarpe Icebug. Il consumo sfrutta risorse. Ma se hai bisogno di un paio di scarpe, stiamo facendo il possibile per ridurre il danno ambientale e la possibilità di scelta di un’opzione migliore che invia un segnale all’intero settore” cit. Icebug

Dal 2019 Icebug è il primo marchio di calzature outdoor positivo al clima. Dal 2020 in poi riesce a compensare il 200% delle emissioni di carbonio prodotte.

Un gran bel risultato, sia per quanto riguarda la produzione, che i prodotti: non è la prima scarpa Icebug che proviamo, e siamo rimasti molto soddisfatti dai loro modelli da trail running.

E questa Icebug Aura, scarpa stradale, non è da meno..

 

Caratteristiche

Intersuola: SuperC ad infusione di azoto
Suola: Gomma in mescola RB9X®
Peso: 253 gr (EU 44)
Drop: 6 mm

Tomaia

La tomaia della Icebug Aura è fatta con tessuto mesh cert. bluesign® 70 % da PET riciclato, con fodere interne in 100% poliestere da PET riciclato, cert.Bluesign® e GRS, tinto in massa.

Anche la soletta interna, rimovibile, è all’insegna della diminuzione dell’impatto ambientale: la Ortholite Hybridplus-Bio® ha una composizione biologica per il 57%, grazie all’impiego di oli di origine biologica derivati ​​dal ricino e riutilizzando il materiale di scarto di produzione.

 

Il design della tomaia è semplice, moderno, discreto, con colorazioni poco invadenti.

 

La tomaia veste in maniera molto aderente il piede, con spazio per le dita e una bella tenuta laterale, col collarino ben aderente e una conchiglia tallonare molto flessibile e ben imbottita.

 

Ci si sta comodi, da subito.

Ci si può correre senza stringere troppo i lacci, cosa che preferisco. Oppure stringere bene e sentire il collarino avvinghiare bene il piede sul collo, con gli ultimi occhielli posti proprio all’estremità.

 

La linguetta para lacci riesce a proteggere bene dalla pressione dei lacci: è ben imbottita, solida, e dotata di soffietti laterali che la fissano alla tomaia.

 

Ecco, forse l’unica cosa che cambierei è il tessuto dei lacci: è un tessuto consistente, rigido. Avrei preferito qualcosa di più morbido, che sarebbe stato più in sintonia col resto della scarpa. Secondo me.

Intersuola

L’intersuola della Icebug Aura è fatta con infusione di azoto nella mescola EVA.

Un tecnologia usata anche da Brooks e Puma per le intersuola di diversi dei loro modelli.

 

Questa tecnologia rende l’intersuola più leggera, senza rinunciare ad un elevato livello di capacità ammortizzante ben equilibrato dalla capacità reattiva della gomma che le permette così di non risultare “sgonfia”.

La Icebug Aura è una scarpa che cosi si pone a livello di modelli come la Hoka Clifton / Arahi e la Brooks Ghost, offrendo un ottimo livello di ammortizzazione dell’impatto a terra.

Ma con un peso di soli 253gr! contro i 285gr della Ghost

 

Il passo di dispiega in maniera molto fluida, fornendo anche una bella sensazione di appoggio all’avampiede, la cui distensione avviene su una piattaforma larga e che offre stabilità, e, soprattutto, una sensazione di equilibrio: il piede affonda nella gomma, ma non si percepisce maggior affondo nella parte interna, dove c’è maggior struttura ossea e peso dell’alluce.

E’ come se la gomma rispondesse in maniera diversificata alla pressione, punto per punto, per mantenere il piede in posizione allineata.

Tra i 4e50 e i 5e20 si va di gamba, nel senso che si appoggia, si compie la rullata, si stacca da terra senza dover metter forza col piede.

Se si vuole andare più forte, si deve spingere con l’avampiede, e nel farlo si ha la percezione del fondo.

L’intersuola flette, accompagna il piede, e fa sentire che il piede lavora, che il piede è attivo, che fa quello che deve fare: spingere con l’avampiede. Con comodità fino ai 4e20.

Poi, come mi è successo, se al cane al guinzaglio gli piglia il ruzzo e accelera e ti tira, la scarpa ti accompagna anche a 3e35! si spinge bene, la scarpa ti accompagna, per quanto “pesante”, sta compatta al piede, non si sente di avere zavorra… ma non esageriamo! : “piano Sky (il cane), sono uscito per godermi una corsetta!”

La cosa che mi ha stupido è l’uniformità del comportamento dell’avampiede, che ho percepito appena durante la corsa spinta, ben più profondamente quando dopo aver finito la corsa, ho fatto 3 volte i 5 piani del mio palazzo, come esercizio finale: appoggiando di avampiede, spingendo con le dita, si ha la sensazione che tutte le dita partecipino al lavoro, in egual maniera. O meglio, relativamente alle proprie possibilità. Si sente che anche il mignolo fa qualcosa!
Dopo uscite di 15-18km a velocità sui 5/km, il piede ne è uscito affatto stanco.

Suola

La suola della Icebug Arcus copre quasi tutta la superficie della pianta d’appoggio. Due cuscinetti di gomma, uno a ferro di cavallo nella parte posteriore, e una “piastra” intera sotto l’avampiede, della stessa gomma RB9X di cui sono dotate la scarpe da trail running.

 

E il grip c’è, notevole anche sugli sterrati erbosi e bagnati di un parco – dove appunto mi porta il cane …

Conclusione

La Icebug Aura è una scarpa comoda per corse di tutti giorni fatte con calma, per gustarsi il momento, spensierati. Incarna quel “free mind” che fa parte del motto Icebug “Safe Grip, Free mind”, anche se qui non è merito della suola, ma di una scarpa che mi ha sorpreso per esser nata così ben centrata, dotata di calzata comoda, ottima capacità ammortizzante, e leggerezza nell’accompagnare il passo.

La Icebug Aura è paragonabile ad una Brooks Ghost, una delle mie daily trainer preferite per la corsa spensierata, ma che non posso usare per il suo drop di 12mm! cosa che mi impedisce una corsa con appoggio mediale, mentre la Aura ha un drop di soli 6mm, più congeniale.

Come la Brooks Ghost è molto comoda da calzare e con un po’ di morbidità in più sotto il tallone, quasi una via di mezzo tra Ghost 17 e Glycerin 20, il modello com massima ammortizzazione della Brooks, che come la Icebug Aura ha l’intersuola con gomma infusa di Azoto.

 

 

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