E’ da più di un anno che stiamo testando la Icebug Arcus, prima nella versione in GTX, adesso finalmente in quella con mesh normale, che si addice molto di più al contesto Italiano.
E ne siamo molto contenti.
Icebug Arcus.
Arcus: quei nuvoloni alti alti alti, che sembrano fatti di morbida panna…
che ti immagini di avere ai piedi tanta tanta morbidezza…
La Icebug Arcus, specie quella con mesh normale, vista di lato, assomiglia tanto ad una Hoka.
E probabilmente, al momento della progettazione, era Hoka il modello di riferimento della categoria, a cui ispirarsi.
Era.
Sapete quando si dice che l’allievo supera il maestro? In questo caso è così, ma c’è anche un po’ di demerito di Hoka, che non si è evoluta un gran chè negli ultimi anni, facendosi superare anche da altri Brand, con innovative tecnologie, per quanto riguarda quello che era il suo punto forte: l’ammortizzazione.
E anche questa Icebug Arcus, con la sua calzata più accomodante per le dita, riesce ad offrire qualcosina in più, anche se pesa qualche grammo in più. E forse anche grazie a quei grammi in più!

Caratteristiche:
Peso: 310gr
Differenziale: 6mm (35mm al tallone, 29mm all’avampiede)
Intersuola: Gomma Eva con 20% composto BLOOM, composto fatto di alga
Suola: Gomma RB9X con tasselli profondi 4mm
Tomaia: in mesh al 100% di materiale riciclato
TOMAIA
La tomaia della Icebug Arcus è molto semplice, fatta in un unico taglio di tessuto mesh traforato molto resistente, con non ha necessitato di inserti di rinforzo strutturale per fornire una calzata che riesce a contenere molto bene il piede, col tessuto che fascia in maniera decisa ma con la pianta di appoggio per le dita larga il giusto per stare compatte ma non compresse tra loro.

Il puntale è fatto con un materiale plastico spesso e molto avvolgente, assicura una protezione contro gli urti a livello di una scarpa anti infortunistica

Il contrafforte tallonare veste in maniera ben fasciante, con discrete imbottiture

Avete presente la Hoka Speedgoat? Ecco, qui si sta meglio. E allo stesso tempo ci si sente più rassicurati dalla tomaia. Son quei grammi in più, che secondo me valgono la “fatica”.
INTERSUOLA
L’intersuola della Icebug Arcus è molto semplice: un cuneo di gomma Eva, privo di piastra protettiva, apprezzabile per la capacità di fornire una buona ammortizzazione dell’impatto ed un ottima stabilità durante la rullata.

La superficie di appoggio è dotata di una buona capacità di copiare il fondo. Più di quanto attualmente offerto dalla Hoka Speedgoat 5, modello di cui avevo un ricordo più piacevole: si vede che nel tempo, provando tante altre scarpe, quella sensazione di comodità provata durante il passo è stata superata da altri modelli…

La Icebug Arcus appoggia in maniera solida a terra, ammortizza molto bene la caduta, senza essere spungosa.
Stabilizza il piede e accompagna bene la fase di spinta, grazie al rocker della superficie d’appoggio che facilita la distensione del piede, ed una zona avampiede che riesce ad essere flessibile ed allo stesso tempo meno smorzante rispetto alla zona del tallone.
SUOLA
Le suole della Icebug sono “fatta in casa”, e rinomati per la grande tenuta sui fondi invernali.
E anche qui non si fa eccezione.

La tenuta è impressionante! Se la gioca con VJ SPORT, che a ragione può proclamare di avere “the best grip on the planest”.
Ed è molto resistente: abbiamo confrontato la suola del campione in prova, la ARCUS GTX, dopo 700km, non presenta tasselli rotti, ma solo profili leggermente smussati. Ci sono segni di contatto sulla gomma dell’intersuola nella zona dove non c’è la suola. Ma nessun segno di “traumi” sulla suola.
Certo, la Arcus GTX è stata utilizzata solo in periodo invernale, e si sa che con il fondo caldo, la gomma stessa riscaldata, si consuma di più che non in inverno. Ma ho visto altre scarpe, usate nelle stesse situazioni, mostrarsi consumate più di questa già solo dopo 500km…
COMPORTAMENTO
La Icebug Arcus ci è era piaciuta già nella versione in GTX, che, nonostante certi rinforzi della tomaia, mancava un po nel fornire stabilità al piede durante il passo, specie nei passaggi tecnici.
La Arcus in versione mesh è priva di quei rinforzi collegati al sistema di allacciatura, ma riesce a fasciare in maniera più completa il piede, fornendo stabilità e fiducia.

E’ una scarpa che per quanto possa sembrare massiccia d’intersuola, non è poi così ingombrante, e riesce a seguire bene i movimenti senza fornire sensazione di pesantezza.
Compatta e salda al piede, per niente spugnosa, riesce a fornire una sensazione di contatto diretto col fondo, senza da ritardi di risposta nel gioco più svelto, permettendo di affrontare con sicurezza e anche una certa aggressività anche le discese più tecniche, permettendo un appoggio sicuro, sia di meso piede che d’avampiede.
Oppure permette di lasciare andare il passo spensierato quando ci si trova su tratturi corribili, dove rullare d’inerzia viene naturale.
Non è certo un fulmine di guerra, con l’intersuola che ammortizza e restituisce in maniera “neutra” la dinamica della corsa. Non da aiuto alla fase di spinta, ma nemmeno mortifica lo sforzo.
La Arcus Assorbe-accompagna-spingi.
CONCLUSIONI
La Icebug Arcus è una scarpa piacevole da tenere ai piedi. Da sicurezza, e da la sensazione che puoi veramente andarci lontano. In qualsiasi condizione.
La metti e ti fidi.
E’ proprio vero quello che dicono, scritto sulla scatola “Safe Grip, Safe Mind”
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