La Hoka Challenger 8 è una scarpa massimalista che ha preceduto di anni l’avvento delle scarpe Gravel.
Nata come una door-to-trail, All-Terrain, derivata idealmente dalla Clifton, di cui riprende il design generale, con lievi modifiche estetiche, sia alla tomaia che all’intersuola, più radicali alla suola, naturalmente.

E’ una scarpa pensata per corse di allenamento quotidiane, su strade asfaltate e fuori strada compatti e friabili, anche fangosi, per correre a ritmi moderati, anche su ultra distanze, dove l’ammortizzazione è fondamentale.
Una scarpa protettiva che ti può portare lontano.
Caratteristiche:
Peso 280gr
Drop 8mm, altezza al tallone 42mm
Intersuola in gomma EVA Suola con tasselli di 4mm
Tomaia in Mesh tecnico in rPET
Tipo di ammortizzazione: Bilanciata
Livello di ammortizzazione: Alto
Stabilità: Medio-Alta
Tipo di percorso: Strada / Fuori strada corribile
Distanza: Brevi distanze a ritmo spensierato, ultra distanze corsa lenta
Scarpe della stessa categoria:
Scott Pursuit, Gravel, Brooks Ghost Trail, Diadora Nucleo 2 GR, Salomon Aero Blaze 3 / Aero Glide 3 Grvl, Craft Xplor 2
TOMAIA
La tomaia della Hoka Challenger 8 è in tessuto mesh, al pari di quello con cui sono fatte le scarpe da running: avessi indossato questa scarpa ad occhi bendati, avrei creduto di mettere i piedi in una scarpa stradale.
Il tessuto è ben malleabile, e si conforma bene sul piede, in maniera confortevole.

Presenta zone a magliatura più compatta, molto più compatta, nei punti più sollecitati dalle torsioni meccaniche dovute ai movimenti della corsa. E altre zone invece sono molto più “leggere”, quasi trasparenti, che permettono ottima areazione interna.
Il puntale è ben rivestivo, la protezione data dal rivestimento si percepisce intorno alle dita, ma non infastidisce.

La zona avampiede non è larga come nelle nuova versioni della Mafate, ma assicura al piede un calzata compatta senza fastidiosi pressioni, solo il tessuto che avvolge, in maniera da farti sentire ben saldo.
Il contrafforte tallonare è ben rastremato con le imbottiture del collarino e la linguetta che avvolgono bene il piede, da farti sentire ben accolto.
Il sistema di allacciatura è semplice, tradizionale, con lacci in tessuto, linguetta para lacci adeguatamente imbottita, nessun tirante aggiuntivo a dar sostegno alla tenuta, che è adeguata per un utilizzo road-to-trail, meno per un utilizzo più montanaro, dove anche l’altezza e il drop dell’intersuola pongono il piede in una posizione meno redditizia ad un uso veloce su fondi molto dissestati.
INTERSUOLA
Tanta gomma ed un drop di 8mm, l’intersuola della Hoka Challenger 8 ha tutto il diritto di esser considerata quella di una scarpa maxi ammortizzazione stradale.
Non si discosta poi tanto dalle altre Hoka da trail, che hanno minimo 40mm di gomma sotto al tallone.

E considerando che la Mafate 5 ha solo 2 millimetri di gomma in più… Bastava mettere una suola Vibram per fare della Challenger 8 una Mafate! E forse non sarebbe stato poi così male, l’idea…
Una maxi scarpa da trail con un peso inferiore ai 300gr… Stiamo parlando di 40gr in meno dell Mafate!
40 gr che si sentono, quando si corre: la Hoka Challenger si comporta da vera daily trainer “cruiser”: imposti un passo sui 4e50/km, e vai spensierato con una scarpa che atterra morbida, che rolla piacevolmente, molto easy.
Non è certo la scarpa con cui fare grandi accelerazioni, comunque in progressione ci puoi andare, ad avvicinarti ai 4:30/km, con passo bello rotondo.
Nel momento in cui poggi il piede a terra, senti proprio la scarpa portarti in avanti a compiere la rullata, per inerzia.
La scarpa ammortizza bene l’impatto a terra ma non è morbida come si potrebbe pensare. E’ più solida rispetto alle Mafate 5.
Il poco peso poi la rende anche facile da portare su-giù-qua-e-là quando si affrontano sentieri veri.
Ci si spinge bene in salita, e le discese corribili diventano puro divertimento.
SUOLA
Certo non è suola Vibram, ma per l’utilizzo previsto, la suola di questa Hoka Challenger 8 fa il suo dovere.

Tra le scarpa gravel, è quella con i tasselli più pronunciati. Cosa che è ottima sul friabile e umido e che non infastidisce sui fondi compatti, grazie alla morbidezza della pianta di appoggio.
Ma quello che fa la differenza è la presenza di profondi solchi sulla pianta di appoggio che praticamente si suddivide in grandi tasselli che favoriscono la flessibilità di comportamento dell’intersuola ad adattarsi alla superficie del fondo.
CONCLUSIONI SULLA HOKA CHALLENGER 8
Considerando il prezzo, che costa poco sopra i cento euro, si potrebbe spenderne una quarantina per farla risuolare ed avere una scarpa più prestazione, da trail vero, se si vuole una scarpa ben ammortizzante, come le Mafate 5: la differenza di 3 mm di ammortizzazione è difficile, impossibile da percepire; mentre la differenza di peso si sente, e bene.
Fattore che può fare la differenza su particolari tipi di percorso dove si può correre con scioltezza, si vuole correre con scioltezza.

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