Sono rimasto molto sorpreso dalla Scott Pursuit Ride 2.

Conoscevo solo modelli da trail del marchio Scott, di cui ho sempre ammirato la tecnologia, il livello qualitativo dei loro prodotti.

Scarpe che reputavo di alto livello.

Ma che non mi emozionavano.

Fino alla Scott Kinabalu 3.

E di nuovo con questa Scott Pursuit Ride 2.

2 come “seconda versione” o come le 2 anime che possiede?

Andiamolo a scoprire.

SCOTT PURSUIT RIDE 2

Caratteristiche:

Peso: 265gr
Differenziale 9mm, altezza al tallone 32.5mm
Intersuola in gomma Kinetic Nitrogen e Tecnologia Rocker Evoluta ER3
Suola Flat Traction

Scarpe simili:

Topo Athletic Specter 2, 361° Ventus, Asics Novablast,

 

TOMAIA

La tomaia della Scott Pursuit Ride 2 è molto semplice nel design a svela particolari tecnici di alto livello.

l tessuto della tomaia è molto elaborato, con zone a diversa tramatura.

In alcune molto zone è aperta, per migliorare l’aerazione. In altre zone è più densa, per migliorare la capacità di contenimento e la resistenza all’usura.

 

Sulla sua superficie sono presenti piccoli inserti in tessuto plastico che forniscono una maggiore resistenza strutturale senza aggiungere troppo peso o diminuire la capacità traspirante.

SCOTT PURSUIT RIDE 2

 

La zona del puntale è compatta ma non compressiva, col tessuto che si percepisce essere rinforzato. Avvolge l’alluce con una certa pressione, non fastidiosa, ma presente.  E si stende sulla parte esterna delle dita, anche qui fornendo una certa presa che ai lati del mignolo. La zona anteriore ha la tipica capacità Scott di farti sentire ben compatto, ma senza risultare scomoda.

 

Il sistema di allacciatura è molto semplice, con gli occhielli rinforzati da “cornici” di plastica, mentre l’occhiello passa lacci mediano è inserito sotto il bordo della tomaia.

E’ lo stesso design adottato dalla Scott Kinabalu 3, semplice ma molto efficace.

SCOTT PURSUIT RIDE 2

 

I lacci sono molto fini, in tessuto rigido, forniscono una capacità compressiva molto stabile, non soffrono l’umidità.

La linguetta para lacci ha un design da scarpa racing. Eì molto fine, fatta con un tessuto mesh solido ma ben traforato.

E’ dotata di soffietti laterali in tessuto che la collegano alla base della tomaia.

Non è il tipico tessuto a rete elastico, ma un tessuto ben più consistente, molto setoso.

 

Il  bordo della linguetta è ben sagomato e si distende sul collo del piede senza fornire alcuna sensazione di contatto.

Il collarino veste alto, con discrete imbottiture molto “elastiche” che avvolgono la caviglia con una morbida presa.

 

Il contrafforte  tallonare è dotato di conchiglia ben flessibile, è molto rastremato, veste avvolgente sul tallone, con la linguetta posteriore che avvolge amorevolmente il tendine.

 

La Scott Pursuit Ride 2 garantisce una calzata leggera e salda, che riesce a soddisfare allo stesso tempo il bisogno di chi cerca una calzata racing e chi invece vuole una scarpa più rilassante.

INTERSUOLA

L’intersuola della Scott Pursuit Ride 2 è fatta con un unico composto di gomma supercritica, infusa di azoto. Kinetic Nitrogen Foam.

 

Al tatto, facendo pressione con le dita, sembra avere la consistenza del sughero.

E’ molta “repulsiva” , si fa molta fatica a mantenere la pressione data.

Ma quando si va a impattare a terra col tallone, il comportamento è molto più confortevole di quanto ci si aspetterebbe. Sembra di stare in una scarpa di categoria A3.

Questo grazie anche alla particolare conformazione dell’intersuola.

Il codone che sporge oltre la seduta del piede, con un profilo di contatto ampio e quadrato, ed uno scivolo di caduta molto pronunciato, facilitano il momento del contatto a terra.

 

Questo design è parte integrante della tecnologia ER3, la tecnologia del rocker che Scott applica ai suoi modelli da running stradali, tecnologia la cui efficienza nell’accompagnare la dinamica del passo è determinata anche dalla solidità della gomma.

 

 

Comportamento

La tecnologia dell’infusione di azoto permette di avere una gomma ben ammortizzante e dotata di una elevata reattività.  Queste caratteristiche permettono di sfruttare al meglio la tecnologia del rocker ER3.

La Scott Pursuit Ride 2 riesce così ad esprimere una rullata molto molto fluida, che sembra accarezzare il fondo.

Al momento della spinta sembra di avere una scarpa piastrata, ai piedi.

Le qualità della scarpa sembrano non soffrire l’utilizzo prolungato,  le prestazioni non tendono a diminuire con l’utilizzo: a 20 a 30 o 40 km, la scarpa non perde affatto la sua vitalità.

E questa scarpa ne ha di vitalità, anzi ha proprio una doppia vita: riesce ad essere un scarpa performante per accompagnare un passo ai 3e45/km, come una scarpa brillante ad un passo più tranquillo sui 4e45/km.

Certo, ci si può andare anche a 5e25/km, dove ancora risulta una scarpa che accompagna confortevolmente il passo… ma non è il suo passo!

Potete tenere questo passo lento se state parlando al telefono, ma poi, una volta riagganciato, vi sentirete spinti a dare gas, ad alzare il ritmo per sentire il piacere che può dare l’appoggio a terra ben assorbito dalla gomma che subito rilancia – ma senza rimbalzo – ad alzare le ginocchia, a tenere la sgambata ampia.

La prima volta che ho usato questa scarpa è stato per un allenamento di corsa in salita, un percorso di 7km in cui tutto il dislivello – 380mt – è nei primi 5km.

Ed ho avuto una gran bella sensazione di efficacia in fase di spinta in salita.

Forse dovuta al drop così alto – 9mm – che mi metteva il piede il posizione di appoggio più “rialzata” a facilitare la spinta , con la gomma che già dal tallone, al momento dell’impatto, rilancia la fase di caduta.

Non mi immaginavo certo di migliorare di 30 secondi al km!

Poi, tornato giù, l’ho rifatta un altra volta. A ritmo più calmo.

E poi, tornato giù, l’ho rifatta un altra volta ancora. Con più calma, anche in discesa.

Prima uscita, 42 km con 1200mt D+. In 4 ore. In cui mi sono sentito sempre bene, per quanto avessi poche energia, nell’ultima risalita, non avendola nemmeno prospettata: non mi ero nemmeno portato qualche riserva energetica…

Poi ho utilizzato le Scott Pursuit Ride 2 per un allenamento di velocità, cercando di reggere il km a 3e50.. E ci sono riuscito, sentendomi molto rilassato, in quelle tre ripetute!

Insomma,  quando si dice “una scarpa daily trainer versatile”, non posso fare a meno di pensare a questa Scott Pursuit Ride 2, ora che l’ho provata!

 

SUOLA

La suola della Scott Pursuit Ride 2 copre gran parte della superficie di appoggio, con un inserto mediale, nella parte interna (di colore blu) che sembra essere fatto con una gomma più densa del resto della suola.

 

Suppongo che debba svolgere una funzione stabilizzante. Non certo un sistema anti pronazione, ma una base di appoggio che aumenta il ritorno di energia in quel punto, evitando che la sgomma si spiattelli, stabilizzando la posizione del piede durante il passo.

L’ho provata anche in situazioni di bagnato, ed in discesa, su strada di montagna sporcata da foglie secche e aghi di pino, tutto quanto ben bagnato, e non sono andato col culo per terra, per quanto pensassi di finir male…

 

CONCLUSIONI SULLA SCOTT PURSUIT RIDE 2

 

La Scott Pursuit Ride 2 è stata una bella sorpresa!

E’ riuscita a metteri in crisi su quale sarà la mia scarpa per le gare su strada che ho programmato in futuro.

Gare che mi sono posto come obiettivo per darmi una spinta a ricomincire a correre in una certa maniera.

Questa Pursuit Ride 2  mi ha lasciato il piede fresco dopo un paio di uscite da 30km fatte in 2h30 / 2h 40.

Non sono certo un fulmine, non sono uno che corre col cuore in gola, perchè “devo assolutamente metterci meno di…”

Voglio correre ad un certo ritmo perchè è quello che mi fa star bene e mi porta alla  efficienza massima del “correre senza stancarsi”, senza soffrire. Su quella particolare distanza, naturalmente.

La Scott Pursuit Ride 2 mi ha dato questa gioia.

E penso possa essere veramente una scarpa ottima per tutti quelli che amano correre per spingere o per correre per star bene.

 

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