La VJ Spark è il modello ultraleggero del catalogo VJ dedicato alle scarpe da trail running.

Verrebbe da dire il modello “base”, ma questo non è un modello base, se si intende con questo termine indicare la scarpa con cui cominciare a far trail, la scarpa che possono permettersi tutti.

No, non è affato così.

La VJ Spark non è un modello per tutti. E’ un modello da pazzi!

Come tipo di scarpa può competere con le più rinomate Scott  Kinabalu RC 3 , Scarpa Spin 3, La Sportiva Helios SR

NB: fate molta attenzione con la taglia, prendere secondo taglia in CM, che se vi affidate alla taglia US/EU, vi ritrovate mezzo numero in meno e vi va stretta. Non precisa, stretta stretta, che vi massacra l’alluce!

Caratteristiche:

Peso: 239gr
Drop: 5 mm, altezza al tallone 22mm
Intersuola in gomma Eva senza placca anti intrusione
Suola in gomma butilinica Superio Contact con tasselli di 5mm
Tomaia in tessuto nylon + Cationic Dyeable Polyester con sistema chiusura Fitlock

 

Tomaia

La tomaia della VJ Spark è bellissima!

E’ spartanissima, ma sensa essere scomoda.

E’ molto compatta all’avampiede, e avendola provata con taglia più piccola… mi ha fatto molto male l’alluce, dopo pochi km.

Eppure per il resto ci stabo benissimo.

L’ho fatta provare a chi aveva il piede giusto per questa taglia, e mi ha confermato che è “comodissima”.

Dire che è comodissima per una scarpa senza imbottiture, con una linguetta paralacci che è una “foglietto” ben sagomato (stile La Sportiva) con un sistema di allacciatura che ti “ammanetta” in maniera decisa alla scarpa…

Suona stranom ma è veramente comoda.

Il tessuto in mesh a maglie larghe è veramente arioso, e allo stesso tempo si sente che è molto molto resistente

Anche il puntale è molto resistente – per me putroppo, che ci stavo stretto, un dolore…

 

 

Il sistema di allacciatura, con lacci in tessuto piatti, non provoca senso di fastidio sul collo del piede anche quando tirato bene bene.

 

Il sistema  è ben sostenuto dai bordi rinforzati da layer in plastica, che tirano bene le fasce laterali, con quella interna rinfozata da uno strato di tessuto bello denso che forma una vera e propria gabbia di sostegno, e contribuisce a rendere la calzata molto fasciante e stabile.

La scarpa, ve lo assicuro, è un tutt’uno con la suola del piede, non si sposta di un millimetro, anche nelel situazioni di appoggio più precarie e “discordanti” tra quello che il piano di appoggio e la posizione del corpo

 

La linguetta paralacci, come dicevo sopra, è giusto un paio di mm di tessuto, ben sagomata.

 

Il contrafforte tallonare è compatto, ben strutturato ma flessibile, privo di imtottiture, ma non veste spiacevolmente, anzi! e  – soprattutto – non lascia muovere il tallone all’interno.

 

Alla stabilità di calzata contribuiscono questi strati di plastica posti ai lati del tallone: non sono dei muri inflessibili, ma sono infallibili.

 

Intersuola

L’intersuola è uno strato di gomma Eva affatto capace di funziona ammortizzante, ma ben denso e molto molto flessibile.

La sua funzione è di separare il piede dal terreno quel tanto per impedire che possa sentire fastidio dall’appoggio su fondi sconnessi.

Ed assecondare il movimento del piede. Ogni tipo di movimento del piede.

 

Suola

La suola è il pezzo forte di questa scarpa.

Il grip è il pezzo forte delle scarpe VJ.

“Best Grip on the Planet”, dicono. Modestamente, direi.

Perchè avendo provato i diversi modelli di scarpe da trail running –  MAXx ed ULTRA – in tutte le situazioni possibili di fondo… beh, sono arrivato alla conclusione che qui non si tratta di Best Grip on the Planet, ma che The Planet Grip on the VJ!

Il materiale della suola, oltre ad essere ben grippante, è anche resistente: guardate un po come è ridotta la gomma EVA esposta tra i tasselli, mangiata dal fondo dei miei sentieri… solo dopo una trentina di km!!!!

 

Comportamento

E in questa Spark il grip è ancora più alto, considerando che la sua suola più fine e “percettiva”, che si lega al piede diventando una sua seconda pelle protettiva, migliora il senso del fondo, e la capacità di adattamento, migliorando così la prestazione della scarpa.

Giuro, sono riusciuto a migliorare tempi in discesa che facevo 10 anni fa! In discese che ci vuole un attimo per farle rotolando…

E mentre le scendevo, esaltazione pura, dovuta al fatto di sentire il piede muoversi in maniera agile, appoggiare con totale confidenza al terreno, con una presa totale. E la scarpa così leggera e unità al piede, così veloce… Mamma mia!

Per il resto è una scarpa che non offre appoggio morbido e ammortizzante, nè capacità di rimbalzo propulsiva.

Con queste si va di gamba, si va di piede. Tutta natura.

A me piace perchè io ho vissuto l’era del minimalismo, del barefoot running style, quando le Merrell Trailglove erano un paio di ballerine coi tasselli, quando c’erano le Saucony Kinvara Trail… roba più minimalista di questa!

Questa VJ Spark è una scarpa da atleti evoluti, da pro, che vogliono spararsi brevi distanze di cross o sky race, oppure gare di OCR, specialmente su fondi morbidi, anche se bagnati.

 

Conclusione

Se volete conoscere i vostri limiti di performance atletica, questa VJ Spark vi permette di osare e andare ad offendere i limiti imposti dalle leggi della Fisica: – non solo nel senso di attaccare, ma proprio di offendere, di correre urlando offese al percorso, agli ostacoli superati, presi dal senso orgiastico della corsa spericolata, così come Gassman nel sorpasso quando fa un sorpasso.

E’ una scarpa per pochi, è una scarpa da pazzia!

 

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