La Scott Kinabalu 3 rientra tra quelle scarpe – come molti modelli di LaSportiva e Dynafit – da considerare dal punto di vista del montanaro-verso-il-sentiero, e non da quello del runner-verso-il-sentiero.

Un punto di vista molto diverso.

Il runner (stradale) è abituato a correre con scarpe con almeno 30mm di gomma morbida sotto al piede. Molto morbida se confrontata a quella della Scott Kinabalu 3.  Che risulta morbida se confrontata con gli scarponi a cui sono abituati a camminare tutti i giorni i “montanari”.

Fondamentalmente presenta tutte le valide soluzioni tecnologiche che aveva la precedente versione, ma ridefinite, migliorate.

La cosa che mi ha sorpreso più di tutte di questa Scott Kinabalu 3 è proprio al calzata.

Per quanto sul sito Scott ci sia scritto “performance fit”, siamo ben lontani dallo stato dell’arte masochistico delle altre calzature da trail di Scott, che vanno a comprimere il piede, a fasciare strettamente l’ossicione dell’alluce, cementando la scarpa al piede.

Qui c’è più spazio, il mio alluce non grida di sofferenza.

Questo ha migliorato di molto il modo con cui correre in questo modello, soprattutto in discesa.

La calzata resta stabile ma posso sfruttare meglio l’articolazione delle dita del piede per sentire l’appoggio ed equilibrare il passo.

Per non parlare poi del comfort migliorato che accompagna meglio la corsa calma…

Insomma, un vero e proprio redising nel segno della continuità

 

Scott Kinabalu 3

Caratteristiche:

Peso: 300gr
Drop 7 mm, altezza al tallone 40mm
Intersuola in gomma EVA a doppia densità Kinetic Foam con tecnologia Rocker ER2
Suola Traction
Tomaia in rete ripstop, con TPU Support Cage, soletta interna rimovibile Ortholite Ultra

 

TOMAIA

La tomaia della Scott Kinabalu 3 è fatta con un tessuto ripstop a tramatura fitta e rinforzata in un intelaiatura a nido d’ape, molto resistente e ben traspirante.

Tutta la zona perimetrale è rinforzata da un layer termoplastico che ha delle “traversine” che ne rinforzano la struttura, cosa che influisce sulla struttura stessa della tomaia e sulla sua capacità contenitiva del piede, contro gli spostamenti trasversali

 

Il puntale è ottimamente rivestivo, con gomma flessibile, che protegge il piede contro gli urti.

 

La zona avampiede è ben sagomata che gli strati rigidi del puntale non vanno mai a contatto con le dita dei piedi.

 

TPU Support Cage

La zona laterale interne fascia il piede senza quella pressione che contraddistingueva il modello precedente.

All’interno del tessuto sono presenti delle stringhe di tessuto in TPU di rinforzo, che costituiscono una specie di telaio – TPU Support Cage – che supporta la calzata.

Questo telaio, un tempo esterno, adesso è inserito all’interno del tessuto della tomaia, risulta quasi invisibile. Grande evoluzione!

Grazie a questo telaio la tomaia sostiene molto bene l’arcata del piede.

 

Sistema di allacciatura

Il sistema di allacciatura è tradizionale, con lacci in tessuto piatti, che tirano la tomaia ben rinforzata intorno agli occhielli.

 

Molto particolare il passaggio mediano, che non avviene attraverso la tomaia, ma tramite un passa laccio raccordato al telaietto interno di rinforzo, il TPU Support Cage.

 

Non serve tanta manipolazione per trovare la pressione giusta per sentirsi ben tenuti all’interno della scarpa.

 

 

La linguetta para lacci è imbottita in maniera spungosa, densa, spessa, molto molto protettiva. Ha soffietti laterali che la collegano alla tomaia.

Il collarino è alto sulla caviglia, molto sulla parte anteriore, intorno al collo del piede.

 

Contrafforte tallonare

Sinceramente non riesco a capire se il contrafforte tallonare sia dotato di conchiglia di contenimento, che i rivestimenti e le imbottiture interne e il telaio esterno in plastica ben nascondono i bordi della conchiglietta.

 

Il contrafforte tallonare è molto flessibile e ben segue il “tiraggio” del laccio, conformandosi al tallone e contenendolo in maniera confortevole grazie a ottimi rivestimenti e imbottiture ben poste e sagomate: non sono tanto estese, non sono abbondanti, ma ben efficaci.

 

L’ossicione del tallone viene a trovarsi ben avvolto dalla struttura del contrafforte tallonare, con la seduta avvolgente offerta dalla soletta Ortholite.

Scott Kinabalu 3

 

La soletta Ortholite Ultra è quella più spessa e ammortizzante, grazie alla minor densità della gomma, che la fa sembrare una “nuvola”, ed offre al piede  una seduta piacevole e protettiva.

 

INTERSUOLA

Rispetto alla precedente versione, l’intersuola della Scott Kinabalu 3 presenta qualche millimetro in più di gomma, oltre ad un design più “scultoreo”.

Ci sono almeno 40mm di gomma tra il tallone ed il fondo.

Quanto una New Balance More Trail V3. Ma con meno volumi che la fanno sembrare, no anzi, la rendono proprio più agile. Non sembra di stare così alti da terra!

…. in passato

Queste sono le misure con cui 15 anni fa la Hoka One One Mafate Low rivoluzionò il mondo delle scarpe da trail running. Era la prima scarpa MAXI.

Eppure, anche con tutti qui mm di gomma in più di larghezza, era comunque una scarpa abbastanza instabile, anche impacciata nei movimenti.

 

Gomma doppia densità

Tutti questi mm di gomma della Kinabalu 3 sono tutt’altro che morbidosi, e tutt’altro che instabili.

L’intersuola della Scott Kinabalu 3 è composta da due parti di gomma a diversa densità.

Quello posteriore, di colore più scuro, ha una minor densità, e quindi una maggior capacità di assorbire la pressione, sia sotto al tallone, che del contatto col fondo.

Questo rende il primo contatto a terra più piacevole – ma bisogna aspettare qualche km di rodaggio, per beneficiarne.

Anzi, c’è da dire che che il primo contatto, dove aver calzato le scarpe ed aver compiuto qualche passo, è alquanto “disturbante”: la scarpa sembra dura e tendente al pronante…

Devo solo “scaldarsi”…

 

La parte di gomma bianca / più chiara, è fatta con una mescola più densa.

Questo rende la zona mediale più stabile e ben più efficiente nell’accompagnare la fase di spinta.

Rocker ER2

Questa doppia anima, giustamente mixxata, migliora la tecnologia Rocker ER2, da sempre uno dei punti costituenti delle calzature Scott. Adesso più efficiente anche grazie al maggior spessore dell’intersuola – permesso dalle nuove mescole – che ha consentito di aumentare gli angoli di attacco – al tallone – e di uscita – all’avampiede.

Soprattutto quello posteriore, più marcato, è quello che permette un approccio al fondo meno traumattizzante in fase di caduta e che crea quello che – camminando – è quell’effettto “distrubante”: una volta terminato l’atterraggio si percepisce molto l’azione basculante dell’intersuola, si sente proprio il piede sospinto.

Una sensazione che non ti aspetti, che ti sorprende. Nella corsa questa sensazione è meno marcata.

La rullata è molto fluida, non si percepisce affatto lo “stacco” di densità tra le due zone, ma si percepisce all’avampiede, al momento della spinta, che la gomma non ha lo stesso livello di “cedevolezza” sotto al carico el piede, e questo è piacevole, perché non si ha affatto – come ad esempio nella New Balance More Trail v4 – la sensazione che il piede sprofondi nella gomma e che il suo sforzo sia smorzato.

Protezione

Tutta questa gomma, anche all’avampiede, ha reso inutile l’inserimento di una piastra anti protezione del fondo: la gomma protegge ottimamente il piede dalla percezione delle asperità del fondo, si è  sensorialmente distaccati dalla “sofferenza” che questo può comportare.

 

SUOLA

La suola della Scott Kinabalu 3 è fatta con la gomma Traction, versione più versatile, ridisegnata però nella forma dei tasselli, adesso più “normali” rispetto alla precedente versione.

E’ una suola che favorisce la scorrevolezza, e resistenza.

 

Ho battezzato questa Kinabalu 3 in un bel giorni di pioggia, e non ho avuto problemi su fondi di vario tipo, naturalmente facendo attenzione a non correre su quei tratti di percorso dove c’è quel tipo di fango superficiale, poco spesso, che è una vera e propria saponetta se non per suole specifiche.

Evitando anche rocce bagnate: il problema di tenuta si può verificare susuperfici continue bagnate, se inclinate, come nella foto sotto.

Poche mescole sono in grado di tenere in questi appoggi.. e non basta nemmeno la mescola: anche l’intersuola deve essere in grado di supportare l’appoggio, e la forza di spinta impressa del piede.

A volte è proprio la spinta a causare il problema di tenuta, mentre un semplice momento di appoggio, quando è l’altro piede a spingere, può non essere critico.

 

COMPORTAMENTO

Sono da sempre un estimatore dell’ingengeria Scott, ma non ho mai apprezzato correre con i loro modelli, se non la Supertrac RC, scarpa più minimalista, con cui correre in discesa è uno spettacolo, per sensibilità e tenuta.

Ho sempre sofferto la calzata troppo tenace all’avampide, che in questo modello invece mi è più congeniale.

Già alla prima uscita , nonostante il suo peso e la sua anima non proprio corsaiola, sono riusciuto a mantenere un passo in salita – che significa sempre iniziare con 300mt almeno di dislivello nei primi 2 km di corsa… – molto svelto.

Per quanto fosse bagnato.

Ho da subito osato qualche appoggio, e verificato appunto i limiti di tenuta, pattinando su un bel lastricato inclinato.

Per il resto mi sono trovato bene sia nella salita spinta, che in quella corribile. E’ una scarpa con cui è facile tenere il passo tranquillo, ma con cui si può ben spingere. Non c’è rimbalzo o altre “diavolerie” delle gomme moderne, solo passo solido ed efficiente

Le discese corribili scivolano bene, dove il fondo è tipicamente appenninico, specie a bassa quota, dove si accumulano sassi e sassi che il sentiero è difficile da calpestare, occorre andare con calma, misura appoggio di mesopiede, senza esagerare nell’intraversare il piede, che il drop alto – almeno per le mie impostazioni, di solito max drop 4 – rende più difficili le manovre. Specie le prime volte, quando ho sofferto un po la tomaia molto alta davanti, sul collo del piede, che la sentivo premere quando piegavo la caviglia.

 

CONCLUSIONE

La Scott Kinabalu 3 è una scarpa da medie e lunghe distanze, anche ultra, perfetta per fondi compatti, meglio ancora per quelli morbidi, dova la sua solidità fornisce una base stabile su cui far lavorare il piede.

Adatta a tutti i tipi di atleta, anche i più pesanti, specie quelli con passo molto muscolare, che la scarpa regge bene la forsa di spinta.

 

 

Visita il sito SCOTT per vedere le altre colorazioni della Scott Kinabalu 3

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