La Salomon S/Lab Ultra Glide è la versione “pro” della Salomon Ultra Glide 3.
Proprio come avviene con la famiglia Genesis: la S/Lab e la Genesis “normale” condividono un design di base, ma alcuni particolari sono progettati per offrire un tipo di prestazione superiore, a scapito magari del comfort (di poco), o di protezione (semplicemente dovuta ad una suola meno tassellata).
La Salomon S/Lab Ultra Glide assomiglia tanto alla Ultra Glide 3, solo a prima vista.
Le differenze sono molte.
Riguardano la tomaia, la forma dell’intersuola, il cuore di questa.
Le sensazioni offerte sono differenti già dalla calzata, per non parlare poi nella corsa.
Tutto questo giustifica le 100€ di differenza tra i due modelli? Si.
Che sono giustificate in un utilizzo performante, specie su lunghe distanze.
Se il vostro obiettivo non è correre un ultra di 160km in meno di 20H, la versione “normale” può bastare. Così come può essere utilizzata anche dall’atleta più performante per gli allenamenti, e consumare la S/Lab Ultra Glide solo per le gare.

Caratteristiche:
Peso: 295gr
Drop: 6, altezza al tallone 41mm
Intersuola in Eva EnergyFroam con strato interno supercritical Energy Foam+ (pEva), e tecnologia Relive Spheres
Suola Contagrip con tasselli di 4mm
Tomaia Sensifit, sistema allacciatura Quick-Lace, soletta Ortholite
Tipo di ammortizzazione: Reattiva
Livello di ammortizzazione: Alto
Stabilità: Media
Tipo di percorso: sentieri anche tecnici
Distanza: lunghe ed ultra distanze ben spinte
Scarpe della stessa categoria:
LaSportiva Prodigio Pro, Ultra VJ Ultra 3, Hoka Tecton X3, The North Face Vectiv Infinite 3, X-Bionic Terraskin X00
TOMAIA
Il tessuto della tomaia è un mesh fine e molto solido, ben rinforzato da micro cuciture di tessuto che la proteggono dall’abrasione.

E’ un tessuto fine che non fornisce certo piacere al contatto con la pelle, ma che riesce a darti quella sensazione di avvolgere in maniera tenace il piede una volta che regoli bene la stringa del Quick Lace System.
Anche la linguetta offre una sensazione molto “tecno”: ha un imbottiture discreta e molto densa, sembra neoprene.
E’ collegata alla base della tomaia tramite soffietti in tessuto elastico, e avvolge molto bene il collo del piede, senza dare fastidio, anche considerando che nalla parte superiore è presente la “sacca” dove riporre il cursore del sistema di allacciatura, la cui presenza non si avverte mail.
Il sistema Quick-Lace è un classico Salomon, e funziona molto bene, con la linguetta che riesce a proteggere il collo del piede dalla pressione della stringa, anche quando questa è tirata a livelli disumani.
Il contrafforte tallonare è rastremati e presenta un collarino con imbottiture dense e ben estese sui fianche del tallone, che offrono un ottima sensazione di avvolgimento.
La stabilità della seduta è assicurata anche dalle “spalle” dell’intersuola, i cui bordi si alzano parecchio sui lati del piede.
Sono bordi affatto rigidi, ma ben elastici, che non vietano al piede di piegarsi sulla base, ma gli impediscono di spostarsi sulla seduta.
La calzata è molto precisa, adatta ad un piede stretto, con la zona avampiede raccolta, con le pareti del puntale – ben rigido – che si fanno sentire sul piede, ma non danno fastidio.
La soletta interna rimovibile è traforata e fatta con un tessuto plastico molto elastico. Non è fatta per ammortizzare, ma per offrire una sensazione molto diretta e attiva nelle fasi di corsa..
A filtrare le asperità ci pensa bene l’intersuola.
INTERSUOLA
L’intersuola della Salomon S/Lab Ultra Glide si nota subito per il suo design molto originale, non solo per le “pinne” laterali che si alzano molto sulle pareti della tomaia, ma anche per il design di tutta la pianta di appoggio, che adotta la tecnologia Relieve Sphere.

La pianta di appoggio è caratterizzate da conche, la cui posizione è studiata anche in relazione ai punti di maggior pressione del piede.
Questa tecnologia svolge così una doppia funzione: migliorare il confort di marcia proteggendo il piede dove più sono le dinamiche di movimento, e migliorare anche il contatto a terra, con la pianta di appoggio che copia al meglio il profilo del fondo.
La composizione in Peba del cuscinetto interno dell’intersuola poi svolge una funzione che – rispetto alla normale Ultra Glide – riesce ad essere molto più ammortizzante senza essere spugnosa, anzi, senza nemmeno farti sentire la fase di compressione.
E riesce ad accompagnare meglio il gesto più performante: non possiamo dire che sia una scarpa propulsiva/rimbalzosa, ma riesce ad essere molto pronta alle “richieste” del piede, anche quando si va ad affrontare percorsi tecnici.

Sembra strano, ma questa scarpa riesce a far sentire molto a contatto col fondo, di stare ben piantati.
Nonostante tutta questa gomma.
E’ anche relativamente flessibile, considerando lo spessore della’intersuola.
Cosa che le permette di accompagnare una corsa svelta e agile.
Questa gomma, unitamente al design del Relieve Sphere, riesce veramente a proteggere ottimamente il piede dallo stress della corsa sui sentieri.
Non è una scarpa che ti fa divertire, o emozionare, durante il passo.
Ma questo non è il suo scopo, appunto.
Il suo scopo è accompagnare una corsa “scorrevole”, che ti faccia sentire sempre a tuo agio nel gesto, più a lungo possibile.
SUOLA
La suola in gomma Contagrip della Salomon S/Lab Ultra Glide copre tutta la superficie di contatto a terra. Ha un ottima resistenza al consumo.
Non presenta una tassellatura aggressiva, anzi i tacchetti sono radi sulla superficie contrassegnata da ampie zone conche che contribuiscono a diminuire le pressioni al piede . A loro modo queste depressioni influiscono a migliorare anche la superficie di contatto a terra.

La suola risulta scorrevole e affidabile sui fondi friabili e anche bagnati. Non è una suola 4 stagioni, ma una tuttofare per percorsi con diversi tipi di fondo.
CONCLUSIONI SULLA SALOMON S/LAB ULTRA GLIDE
La sigla S/Lab indica i modelli “pro” del marchio francese.
La Salomon S/Lab Ultra Glide ha tutte le caratteristiche tecnologiche della serie S/LAb: materiali al top e caratteristiche di calzata che ti fanno sentire “al top”.
Ma in fondo non è la scarpa che fa guadagnare secondi, quanto risparmiare fatica, specie sulle lunghe distanze, riducendo gli stress da pressione.
Permettendo comunque di avere una scarpa che offre un ottima sensazione di contatto a terra, controllabilità, specie d’avampiede.
Non è una scarpa per divertirsi, ma per puntare concretamente al traguardo, quale che sia il percorso, sulle lunghe distanze.

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