La Icebug Myr va a sostituire la Icebug Outrun, come modello “door to trail”, gravel, della collezione Icebug.
Negli ultimi anni Icebug ha rinnovato e incrementato i modelli da trailrunning, con l’adozione di tecnologie al passo coi tempi, che le hanno rese performanti al pari se non di più di marchi più “tradizionali” e blasonati del settore.
Che poi Icebug non è certo un marchio nuovo, con alle spalle una lunga tradizione di modelli per l’outdoor che l’hanno reso tra i preferiti al mondo per quanto riguarda il mondo dell’orienteering e rogaining.
E per le scarpa outdoor invernali: anche la Myr ha una suola già performante di suo, ed è fornita in versione con suola chiodata.
Per quanto sia un modello gravel, questa scarpa riesce a fornire prestazioni elevate anche sui sentieri di montagna.

Va a inserirsi nel settore delle scarpe ben ammortizzate, facendo concorrenza anche alla stessa Icebug Jarvs, di cui riprende le prestazioni dell’intersuola ed il design della tomaia, fatta però con tutt’altri materiali e imbottiture, che fornisce una calzata ancor più confortevole e stabile. Da scarpa stradale.
E, da questo punto di vista forse, il meglio che ci sia nel settore del trail running!
Naturalmente il tessuto jaquard di cui è fatta la tomaia della Icebug Myr, per quanto solido, non può garantire la resistenza/durata di un più rigido e “scomodo” tessuto da scarpa propriamente da trail running, come quello della Icebug Jarvs.
Ma quei 40€ di differenza in meno potrebbero farla preferire, soprattutto in chi cerca una scarpa veramente comoda e stabile sul piede, anche dovendo rinunciare a qualche centinaio di km in meno di durata (da verificare, però)
Caratteristiche:
Peso: 320gr
Drop 8mm
Altezza intersuola al tallone: 36mm
Tomaia in tessuto Jacquard
Intersuola in gomma ETPU S
uola in gomma Icebug RB9X
Tipo di ammortizzazione: Solida
Livello di ammortizzazione: Alta
Stabilità: Ottima
Tipo di percorso: Lunghe ed Ultra distanze a qualsiasi passo
Scarpe della stessa categoria:
Hoka Speedgoat 7, Topo Athletic Ultraventure 4, Asics Trabuco 14, Brooks Cascadia 19, Rossignol Vercors, Saucony Xodus Ultra 4, Merrell Agility Peak 6, New Balance Hierro v9, Salomon Ultra Glide 4
Tomaia
La tomaia della Icebug Myr riprende il design della Icebug Jarvs senza però il codone sporgente del collarino.
Il collarino ha una forma più tradizionale ed un diverso e maggior tipo di imbottiture che lo rendono più efficace nel saldare il piede alla scarpa, laddove la Icebgu Jarvs poteva dare la sensazione di lasciare traslare un po’ il piede in certe situazioni di corsa e appoggio.
Con la Icebug Myr non ci sono incertezze.
Un volta messa ai piedi, la Myr veste il piede in maniera fasciante, diventa una corazza sul piede, una corazza contenitiva e allo stesso tempo comoda.
Si ha la sensazione di avere una scarpa stradale.
In particolare, di calzare una scarpa tipo la Brooks Ghost.
Quindi, una delle migliori calzate, o almeno, quella che più di tutte riesce a entrare in sintonia col piede della maggior parte dei runner, come mi dicono la maggior parte dei rivenditori di scarpe running.
Il tessuto di tipo “stradale” presenta una tramatura molto articolata, per renderlo comunque ben solido nel sostenere il piede, e punti con maggior aperture per migliorare la traspirazione.
Solo in un uso molto acrobatico, su terreni che no nconsentono appoggi precisi, si può sentire la mancanza di un sostegno maggiore nella parte mediale interna, che va a premere sul tessuto, tirando un po dietro di se la scarpa
Solo il puntale non veste in maniera fasciante e precisa, con il “paraurti” – ereditato della Jarvs – che circonda le dita dei piedi, le protegge, le compatta ma non le comprime. Si può premere con un dito sul puntale al lato esterno dell’alluce, e non sentire l’alluce per qualche millimetro
Con tutto questo spazio l’avampiede non soffre comunque di incertezza di tenuta che il tessuto sostiene bene il piede in zona dell’ossicione dell’alluce, ed il sistema di allacciatura preme bene sul collo del piede, “schiacciando” il piede nella scarpa.
Intersuola
L’intersuola della Icebug Myr, è fatta con gomma eTPU. Completamente in eTPU.

Non con una miscela EVA e TPU, come è normalmente più diffuso, per aumentare le prestazioni di ritorno di energia della gomma EVA senza appesantire troppo la scarpa. Perché il TPU ha un maggior peso specifico rispetto alle moderne EVA.
Probabilmente questa scarpa potrebbe pesare una ventina di grammi in meno, con un intersuola fatta con miscela EVA/TPU.. ma 20gr in più non sono poi tanto per una scarpa che non ambisce certo ad accompagnare una corsa sotto i 4’/km, e che magari può essere utilizzata alla grande per affrontare ultra trail, sia corribili che tecnici.
L’eTPU
Il polimero eTPU non è certo un materiale nuovo nel mondo delle calzature running e trailrunning.
eTPU sta per poliuretano termoplastico espanso, è un materiale creato espandendo perle di TPU
E’ una struttura a celle chiuse, in cui ogni perla agisce come una minuscola capsula piena d’aria.
Quando queste perle vengono compresse, assorbono energia, quindi tornano rapidamente alla loro forma originale.
La compressione e il rimbalzo costanti e rapidi delle perle eTPU determinano un elevato ritorno di energia, il che significa che una parte significativa dell’energia di impatto viene restituita all’utente.
Ciò crea una sensazione reattiva, propulsiva.
La struttura a celle chiuse garantisce inoltre un’eccellente ammortizzazione, poiché l’aria contenuta nelle celle agisce da ammortizzatore, proteggendo articolazioni e muscoli dagli impatti.
L’uso di eTPU nelle calzature sportive ne aumenta il peso ed il prezzo rispetto a quelle con intersuola in gomma EVA, ma questo materiale ha un superiore ritorno di energia, superiore reattività, maggiore resistenza all’uso, perdendo le proprie potenzialità dopo un uso prolungato maggiore rispetto all’EVA.
Ci tenevo a ribadire questi concetti, per farvi capire che Icebug vuole fornire calzature che offrano maggiori garanzie prestazionali, durature nel tempo.
E che non cambiano in relazione alla temperatura ambientale.
Nei nostri passati test abbiamo portato le Icebug Arcus oltre i 1200km, e non erano ancora finite…
E le tecnologie utilizzate dagli ultimi modelli sono superiori a quelle delle prime Arcus da noi provate: ho visto Icebug Jarvs con più di 1000km, suola ormai piallata, ma intersuola che non sembra aver subito alcun deterioramento!
Comportamento
L’intersuola della Icebug Myr ha uno spessore di soli 36mm, tuttavia fa sentire di stare ben più alti da terra.
Si apprezza subito il fatto, anche da fermi, di non sentirsi “assorbiti” nella gomma, che questa anzi tiene ben su.
Il codone smussato anticipa e facilita la rullata d’atterraggio, col tallone che non va mai a sprofondare nella gomma
La scarpa non è morbida nel contatto a terra, ed ammortizza la caduta senza andare tanto in compressione.

Dopo l’appoggio si ha quasi un senso di “repulsione” del contatto a terra, che non è tanto un rimbalzo, quanto un senso di prontezza nel rilancio al passo.
La rullata è agile, molto stabile, e la fase di spinta molto sciolta, poco affaticante per le falangi.
E questo anche a ritmo lento.
Non si ha mai l’impressione di essere sgonfi, impacciati.
Questa capacità di scaricare a terra la forza impressa facilità la corsa salita, dove si può anche impostare un passo con spinta di avampiede, grazie all’elevata flessibilità dell’intersuola, nonostante il suo spessore (cosa unica in scarpa di questa categoria super gommata)

E permette di procedere con spavalderia anche in discesa, grazie ad un avampiede preciso che tradisce gli appoggi, ed una suola molto efficace.

In discesa, e le discese che frequensto hanno sempre un fondo irregolarissimo, spesso con sassi che si smuovono sotto il piede, pare di andare lisci, tanto la scarpa assorbe il fondo, e non sollecita caviglie e ginocchia, cosa che mi capita spesso con scarpe super gommate, che risultano instabili e necessitano spesso di correzioni che finiscono per stressare le articolazioni.
5 km di discesa con 500mt di dislivello (che avevo fatto all’andata in salita) mi son passati sotto i piedi con spensieratezza: non correvo attaccando il fondo, ma anzi con un atteggiamento conservativo, ma sempre con appoggio leggero, non frenato e non ostacolato dalle irregolarità del fondo.
Avvertenze
Attenzione: poche righe sopra ho detto che la rullata è poco affaticante per le falangi.
Questo vale per quando si corre su fondo regolare, con la struttura dell’intersuola che non deve subire gli ostacoli del fondo.
Su fondi irregolare, invece, può succedere che col passare dei km si senta la pianta del piede andare un po’ in sovraccarico, perché la suola flessibile risponde alle irregolarità del fondo, trasmettendo le “variazioni” d’assetto al piede.

E’ una cosa che può capitare dopo una decina di km parecchio irregolari, tipici dei sentieri dell’appennino, vedi foto sopra, sotto, ovunque…: come dico spesso “non sono 500mt di dislivello in 5km, a far faticare; ma il dover pensare sempre dove mettere i piedi, per star dritti!”
Fondi che fan lavorare il piede più di quanto normalmente si è abituati se si ha la fortuna di correre su tratturi forestali ben regolari, o single-track di sottobosco dove vanno agili anche le bici da gravel…
Cose che da me non esistono, se non sull’argine del fiume, in pianura…

Suola
Altro punto di forza della Icebug Myr è la suola, che differentemente dagli altri modelli, presenta una tassellatura meno aggressiva, con tasselli meno profondi e più ravvicinati, per fornire una scorrevolezza migliore, per un uso gravel.

Ma l’ho usata senza esitazioni anche su fondi sporchi di foglie marce, terriccio ben umido, pietre bagnate.

Conclusioni sulla Icebug Myr
Peserà pure una ventina di grammi in più rispetto alle dirette concorrenti, ma non c’è dubbio che questo peso non è una zavorra ma capacità portante che migliora la dinamicità anche e soprattutto a ritmi bassi, cosa molto utile quando si vuole affrontare ultra distanze anche scorrevoli, come un Tuscany o un Chianti, e che aiuta molto anche quando si affrontano importanti dislivelli.
La Icebug Myr è una scarpa di cui ci si innamora dal primo momento che si mette ai piedi, e che poi crea assuefazione, col passare dei chilometri.
Può essere usata da qualsiasi tipo di atleta, perché può accompagnare con la stessa facilità un passo muscolare come anche un passo lento e pesante. Senza limiti di distanza.

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