La Saucony Kinvara Pro non ha niente a che spartire con la “specie” Kinvara, da sempre scarpa minimalista, che seppur crescendo in centimetri nelle ultime versioni,  e offrendo maggior comfort di marcia, resta pur sempre una scarpa molto leggera  e che fa lavorare il piede, favorendo un passo con appoggio di mediale

La Saucony Kinvara Pro è molto più massimalista e molto più complicata. E’ una scarpa  veloce, ma non mi sembra più piacevole durante il passo. Un passo che, per trarre benefici dalla tecnologie applicata, deve esprimere una diversa forma d’esecuzione. Qui si atterra di tallone, e non si spinge di avampiede. Il piede non lavora. La scarpa costringe a far lavorare la gamba in una certa maniera.

E’ una scarpa performante, ma non per tutti.

Caratteristiche:

Peso: 270gr
Drop 8mm, altezza al tallone 42.5mm
Intersuola a due strati, comma PWRRUN / PWRRUN PB con piastra in carbonio a 3/4 e tecnologia Speedrool
Tomaia in tessuto mesh, costruzione formit con soletta rimovibile in PWRRUN+

 

Tomaia

La tomaia è l’unico punti di contatto tra la Saucony Kinvara Pro e la Ssucony Kinvara 14, almeno per quanto riguarda forma e costruzione, col collarino rinforzato a fornire maggior tenuta sul piede.

Ma mentre la Kinvara 14 adotta un mesh molto traforato e super arioso, nella Saucony Kinvara Pro il tessuto è molto più consistente, strutturato, a fornire una calzata che, per quanto sia la stessa in termini di forme, risulta più coinvolgente, più piena.  Comunque comoda.

 

Il sistema di allacciatura è costituito da tradizionali lacci in tessuti che  passano attraverso tradizionali occhielli praticati sul tessuto e rinforzati, e non da stringhe cucite, come sulle Kinvara 14

 

La linguetta para lacci in tessuto imbottito in maniera morbida, è dotata di fasce laterali in tessuto traforato che la collegano alla tomaia

 

Il contrafforte tallonare è ben imbottito, così come il collarino, che avvolge molto bene la caviglia.

Il contrafforte è dotato di una conchiglia interna flessibile ma molto consistente, ben stabilizzante.

 

 

La tomaia della Saucony Kinvara Pro risulta ben compatta sul piede, stabile e molto piacevole da indossare.

 

 

Intersuola

L’intersuola della Saucony Kinvara Pro è costituita da due strati di gomma, nel mezzo dei quali è inserita la piastra in carbonio.

Lo strato a contatto col terreno è in gomma PWRRUN, la più “dura” delle due adottate, a fornire una struttura più rigida che permette una configurazione della tecnologia Speedrool – la particolare curvatura della pianta di appoggio –  ben marcato ed efficiente, proprio per essere ben strutturata dalla gomma e dal suo spessore.

 

Lo strato superiore è in gomma PWRRUN PB, una mescola di gomma EVA e PEBAX, che fornisce un comportamento più ammortizzante e reattivo.

 

 

La struttura presenta un profondo solco nella parte centrale, che parte dal codone allungato fino alla zona mediale, dove mette in vista la presenza della piastra.

 

 

Suola

Suola? quale suola? Diciamo che lo strato inferiore dell’intersuola è disegnato da scalanature trasversali che costituiscono i “tasselli” della suola.  Una scelta probabilmente dettata dall’esigenza di contenere il peso. E permessa dalla capacità della gomma di fornire grip.

 

Comportamento

Il comportamento della Saucony Kinvara Pro non ha niente a che vedere con quello della Kinvara. E nemmeno della Saucony Endorphin Speed 3. Forse assomiglia un poco a quello della Endorphin Pro 3.

In termini di confort di marcia la Kinvara 14 è più morbida, la Endorpin Speed 3 lo è ancora di più. Hanno un contatto a terra più leggero e una distensione del passo più piacevole. Io uso la Speed 3 come scarpa di categoria A3, quanto è morbida e ammortizzante.

La Saucony Kinvara Pro sta un pelino meglio della Pro 3, in fatto di morbidità al momento dell’appoggio a terra, grazie al fatto di non avere la piastra in carbonio a tutta lunghezza, con la gomma dello strato inferiore più rigida rispetto al PWRRUN che permette un appoggio più “centrato” e stabile.

L’ammortizzazione c’è, ma non è vera ammortizzazione della caduta, non c’è comfort durante la caduta, ma quasi una “presa” delle caduta, ed un rilancio di questa dinamica per la rullata.

Ed è questa meccanica, fornita dalla piastra in congiunzione alla gomma in Pevax e alla tecnologia Speedrool, a determinare, costringere ad adottare un certo tipo di passo, per sentire di fare qualcosa di “giusto”, in armonia con le potenzialità di questa scarpa.

Ci si può correre anche a 4e40… ma secondo me a quel passo è molto più comoda una Speed 3!

Rullare via

Soprattutto in fase di spinta: la curvatura della Kinvara Pro è molto più accentuata, ti porta veramente a “rollari” via veloci … ma a bassa velocità sembra più di cadere. E non ci si può camminare!

Qui si deve non solo correre veloci, ma correre di gamba, in maniera da avere un passo lungo che permetta che la caduta avvenga ad un certa angolazione, in modo che la struttura del tallone prenda al meglio l’impatto e lo spinga in avanti, sfruttando la caduta che “spinge” la piastra a levare il piede al momento dello stacco, senza che per questo il piede debba far forza sulla gomma. L’avampiede qui serve solo a tenere la scarpa sul piede. Non lavora.

E quando si va in velocità, si ha la sensazione che poi le gambe vadano da sole. E che non si fermino più!

Si va più veloci rispetto ad una Kinvara normale? Si va diversamente. E si, anche più veloci. Non ero mai sceso sotto i 2e40… con queste ci sono riuscito. E con un bpm sempre controllato!

E a fine dei 200 e 400mt, ci sono arrivato col cuore .. meno in gola, rispetto ad una Kinvara normale, o a una Speed.

Il problema era arrivare alla pista per fare questo tipo di lavoro. Fare quei km a ritmo tranquillo… non era affatto piacevole.  Correrci piano, andrebbe vietato. Due volte che ci ho fatto 9/10km a 4e50, mi son sentito più affaticato che con altre scarpe. Affaticamento in particolare ai glutei laterali e alla muscolatura lombare. A questa lentezza, non si mette in atto la tecnologia di questa scarpa, con tutti i suoi pregi.

 

Conclusione

La Saucony Kinvara Pro è una scarpa PRO, fatta per un utilizzo PRO . E chi dice diversamente, chi dice che è una scarpa per tutti, anche per fare lenti – e ne ho lette di recensioni in giro che lo dicono – non ci ha capito nulla nella scarpa e non ci capisce niente nella corsa.

E’ una scarpa finalizzata ad un certo tipo di espressione del movimento, ad una certa velocità.

Se uno vuole correre 10, 15, 20km a 4e50, può trovare tante scarpe migliori di questa, e che costano meno.  E che non devi adattarti a fare quello che vuole lei.  Cosa che potrebbe essere anche un momento evolutivo, ma poche volte la settimana, per pochi km, proprio per evitare che un diverso tipo di movimento sovraccarichi una struttura non abituata, non preparata.

Bisogna essere corridori evoluti. E a quel punto forse puntare a farci anche 100km, ma corsi.

 

https://youtu.be/ZkHMM6JYViM

 


 

Saucony Peregrine 13, Xodus Ultra 2, Blaze

SAUCONY BLAZE TR, entry level di qualità

Saucony Xodus Ultra 2

Saucony Peregrine 13

Migliori Scarpe Ultra Trail Alpine

Migliori Scarpe Trail Running Alpine

Visualizzazioni: 320