La Hoka Speedgoat è diventata un modello iconico del mondo delle scarpa da trailrunning, fin dal suo debutto, ma in special modo con la versione 2 ( e poi 3 e 4 , sviluppi abbastanza continuativi), che rappresentavano un nuovo paradigma di scarpe ammortizzanti ma anche leggere ed agili.
Non sono mai state le mie scarpe preferite, per quanto mi ci sia divertito.
Ma riconoscevo il loro valore.
Purtroppo per il mio tipo di piede e passo (abituato a scarpa con avampiede ampio e fivefingers) quel tipo di puntale compatto mi creava fastidio, e mi ritrovavo spesso a schiacciare l’alluce contro le altre dita in fase di appoggio in discesa, ma per il resto, ci si correva bene, agili.
Ma quello stesso puntale compatto era un punto di forza per altri corridori.
Con le versioni successive la cosa è un po’ cambiata, perché anche il tipo di gomma e geometria ha cambiato un po’ il modo in cui la scarpa si approcciava al fondo.
Ma con la versione 5 e in special modo la versione 6, la Speedgoat aveva perso il suo carattere di “speed”, per favorire altre dinamiche di passo.
E la Speedgoat è diventata una scarpa tra le altre, sempre vendutissima, ma che non faceva la differenza, che non si distingueva tra le tante avversarie che nel frattempo si erano ben evolute.

Con la 7ima versione, la Speedgoat torna al passato, e non è solo una questione di design, che richiama molto le prime versioni.
Finalmente la Hoka Speedgoat 7 torna ed essere una scarpa leggera sul piede, ben ammortizzante e viva durante il passo, che riesce a dare una buona sensazione di essere piantati a terra e di poter osare sui sentieri.
E di nuovo soffro quel tipo di fastidio all’alluce… Ma che importa di me!
La Speedgoat è tornata e penso farà felice molti trail runners, sicuramente una protagonista del mondo scarpe da trailrunning di questo 2026
Caratteristiche:
Peso 275gr
Drop 4mm , altezza al tallone 37mm
Intersuola in gomma EVA Supercritica
Suola Vibram Megagrip con tasselli Microtraction di 5mm
Tomaia in tessuto
Tipo di ammortizzazione: Reattiva
Livello di ammortizzazione: Alto
Stabilità: Buona
Tipo di percorso: All-Round
Distanza: medie distanze veloci, lunghe distanze con ritmo, ultra distanze con calma
Scarpe simili:
Topo Athletic Vista, Icebug Arcus 2, VJ Ultra 3, Merrell Agility Peak 6 , New Balance Hierro v9, Saucony Xodus Ultra 4, Asics Trabuco 14, Brooks Cascadia 19, Rossignol Vercors
TOMAIA
La tomaia della Hoka Speedgoat 7, oltre ad un look accattivante, è strutturata per garantire stabilità di calzata e traspirazione.
E’ composta da due diversi tipi di tessuto a maglia, che si distinguono oltre che per l’abbinamento colore, anche per essere proprio separati dalla striscia di rinforzo mediale.
Il tessuto delle pareti laterali ha una magliatura molto più fitta, è bello corposo. Quello che avvolge l’avampiede ha un magliatura più larga ed è fatto con un filato che sembra essere più resistente.
La diversa intensità di filato si può notare molto bene guardando l’interno della scarpa, controluce: la parte anteriore permette di vedere più luce, rispetto a quella striscia di tessuto laterale non rivestito.
La zona dell’avampiede è molto raccolta, restituendo quella tipica calzata dei primi modelli, con l’alluce che sta compresso alle altre dite, avvolto con decisione dal puntale protettivo.

Si percepisce il tessuto tirare su tutta la zona dell’ossicione dell’alluce, e della zona mediale interna, con la tomaia che, appena allacciata, preme in maniera decisa il collo del piede, schiacciando bene il piede all’interno.
Basta veramente poca forza di allacciatura per far sentire la scarpa ben salda sul piede.
Il contrafforte tallonare, dal profilo – specialmente dal codino – più tradizionale, circonda la caviglia in maniera decisa , con le sue ottime imbottiture ad abbracciare i lati del piede in maniera estesa.
Il codino non va mai a premere sul tendine.
La presa è veramente molto salda, ed il contrafforte tallonare, con conchiglia interna rigida, aiutato anche dalle pareti laterali dell’intersuola che si innalzano ben oltre la seduta del piede, riesce a fornire una culla solida che non permette al piede di spostarsi in nessuna occasione.
E poi anche la soletta interna, traforata sotto l’avampiede, presenta bordi molto rialzati che riempiono adeguatamente la seduta del piede.

Insomma, quando si mette il piede in questa Hoka Speedgoat 7 si ha subito la sensazione di essere veramente ben piantati.
E fa piacere avere una linguetta para lacci che – a differenza dei modelli Mafate – non è risicata: la palpebra superiore sporge ben oltre il collarino, alzandosi sul collo del piede, senza infastidirlo, ben conformata ed imbottita il giusto, proprio dove si va a incrociare i lacci per annodarli.
Per quanto riguarda la taglia, ho usato la solita, e mi ci sono trovato subito bene, nonostante il puntale molto compatto.
Insomma, tutto molto adatto ad una Speed-Goat.
INTERSUOLA
L’ìntersuola della Hoka Speedgoat 7 ci riporta indietro al 2017, quando uscì la seconda versione di questo modello. E alle successive Speedgoat 3 e 4.
A quei tempi la Speedgoat 2 aveva un livello di protezione-ammortizzazione da scarpa da ultra trail ma con il peso di una scarpa da performance pura.
Con una suola Vibram Megragrip che al momento era la più performante in giro.
Con questo modello Hoka pose fine al “duello” delle scarpe maxi ammortizzanti che negli anni precedenti la vedeva contendersi i sentieri delle ultra con i modelli di Tecnica, la super ammortizzante Demon Max (400gr) e la più veloce Demon X-Lite (310gr): in pratica, con la Speedgoat 2 era come avere due modelli in uno!
Le successive versione furono abbastanza continuative, la concorrenza si stava evolvendo, ma la Speedgoat non aveva poi necessità di cambiare tanto, ormai aveva una nomea che le permetteva di vivere di rendita.
Forse anche troppo. E le tecnologie si sono evolute a tal punto da far diventare la Hoka Speedgoat una scarpa tra le tante.
La gomma dell’intersuola non era più al passo coi tempi, sono stati aggiunti mm di gomma, ma questo ha finito con lo snaturare questo modello.
Con le versioni 5 e 6, si aveva la sensazione di avere tanta roba sotto il piede. Roba ingombrante. E poco viva. Col piede ben lontano dal fondo.
Con la gomma in EVA supercritica della Hoka Speedgoat 7 – che diciamolo, non è poi nemmeno una tecnologia al top tra quelle in giro – si ha invece la sensazione di avere una scarpa più viva, di essere ben piantati a terra (cosa che riesce ad aumentare il senso di essere ben piantati nella scarpa), di sentire il contatto col fondo, e di sentire la scarpa “ragionarci”.

Si percepisce bene la fase di compressione sotto al tallone, al momento dell’appoggio, che avviene in maniera meno morbida di quanto avveniva con la 2 -3, ed in maniera meno morbida rispetto anche ad altre scarpe della categoria.
Ed ha anche una reazione meno “rimbalzosa”.
Ma questo non è assolutamente un fattore negativo, anzi, riesce a fornire un comportamento più diretto col fondo che va a migliorare la fase di controllo del passo.
Mi ricordo che con la 2-3 poteva capitare di perdere stabilità in appoggio, e di trovarmi a subire la funzione stabilizzante delle pareti laterali dell’intersuola, che “intervenivano” elasticamente a rimettere in posizione il piede.

Con la Speedgoat 7 non ho mai avuto problemi di queste scivolate laterali, proprio perché la gomma è più solida, oltre che ammortizzante.
Probabilmente a questa stabilità elastica contribuisce il “cuore” dell’intersuola: si proprio quel cuore impresso sott al tallone!
Quella depressione, che fa il paio con quella che divide in due il “codino”, permette maggior elasticità e capacità di adattamento al fondo, cosa che al momento dell’appoggio può fare la differenza, se il fondo presenta una superficie irregolare che può comportare un momento critico di equilibrio.
Questi due “pod” assorbono separatamente il profilo del terreno, poi le importanti “spalle” laterali che circondano il tallone assorbono il colpo e mantengono il piede in linea.
La gomma copia bene il fondo, ne assorbe il profilo, permette un passo fluido e sempre “pieno”

Un altra cosa che rende molto sicura la corsa è la sensibilità che si ha all’avampiede: questa scarpa ha un bel po’ di mm di gomma sotto le falangi – 33mm – ma si ha la sensazione di essere a contatto al terreno, quanto con una scarpa che ha meno millimetri di gomma – tipo una Saucony Peregrine, con “soli” 28mm – ma una rockplate protettivo.
Ne giova quindi la capacità di sentire, interpretare, controllare il momento d’appoggio, che permette così di andare più sicuri in velocità quando c’è da “dribblare” il sentiero.
Dove veramente la Hoka Speedgoat 7 torna a dare gioia di correre e saltare.
Insomma, si corre con maggior convinzione, con maggior spensieratezza, dovuta al senso di sicurezza, e si può anche corricchiare, andare lenti, sempre comodamente. Senza troppa morbidità, forse ancor meglio per procedere con un passo camminato deciso.
SUOLA
Sembra incredibile, ma la Hoka Speedgoat 7 ha tasselli profondi 5mm.

Eppure correndo su strada non si sentono.
Tasselli che hanno anche un disegno che da la sensazione siano più resistenti agli strappi e all’usura, oltre che più mordenti.

Le prime uscite sono proprio state su fondi bagnati, e solo sul ponte di legno bagnato dalla pioggia ho avuto quel momento di scivolata in appoggio che mi aspettavo.
Per il resto sempre passo sicuro, ti danno piena fiducia.
CONCLUSIONI SULLA HOKA SPEEDGOAT 7
Negli ultimi anni dicevo che le Icebug Arcus era la vera discendente della Speedgoat, che era più Speedgoat delle versione 5 e 6…
E sotto un certo punto di vista, lo è: scarpa comoda sul piede (come in fondo la Speedgoat non era mai stata) con un comportamento ammortizzante dolce, un tocco a terra molto piacevole, che la Speedgoat aveva perso.
E che nemmeno con questa versione, riesce ad offrire. Per questo c’è la Hoka Mafate 5. E non è male nemmeno la Challenger 8.
Ma non è quello il motivo per cui mettersi ai piedi la Hoka Speedgoat.
Che con questa versione è diventata una scarpa da gara.
Cioè: la puoi usare tutti i giorni, anche per camminare.
Ma nel momento che la metti ai piedi, sai che puoi darci dentro, sentirti trasportato sotto il gonfiabile di partenza, per affrontare la gara per cui ti sei preparato a lungo.
Sapendo – se ti piace quel tipo di calzata compatta – di aver fatto la scelta giusta, anche se inconsapevole di quello che dovrai affrontare.
Stabile sul piede, non comoda ma rassicurante, solida sotto al piede, ammortizzante senza essere morbida, efficiente anche a passo di cammino spinto, e dotata di ottimo grip.
Personalmente preferisco altri modelli (per la calzata, principalmente…) ma non dubito che questa Hoka Speedgoat 7 sia destinata a essere ai piedi della maggior parte di coloro che prenderanno parte alle varie ultra del 2026 e 2027.
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