La New Balance Hierro v9, con 4 mm in più di gomma FreshFoam X, diventa la MAXI di casa New Balance.  Superando la gommosa V-Trail 3 di ben 2 mm.

Ma non aspettatevi di avere una spugnona sotto ai piedi, come lo è la V-Trail.

E non aspettatevi che sia rimasto qualcosa della precedente versione.

La New Balance Hierro v8 era una scarpa molto scorrevole e piacevole. Ma aveva diverse caratteristiche che non le permettevano di potersi dire di essere una scarpa da trail running completa.

La Hierro v 8 aveva tomaia comoda ma troppo morbida. Aveva un intersuola molto morbida con un differenziale alto che metteva in crisi la stabilità sul tecnico. Ed una suola che teneva bene sul compatto anche bagnato, ma non sul sentiero friabile, sporco, fangoso.

Con la Hierro v9, New Balance fa un passo indietro, tornando a fornire una scarpa più robusta e capace di accompagnare i trail runner in ogni situazione.

Caratteristiche:

Peso: 294gr  (328gr taglia US10)
Drop: 4 mm, 42mm di altezza al tallone
Intersuola in gomma Fresh Foam X a doppio densità: più morbida sotto il piede, più dura a contatto col terreno
Suola Vibram Megagrip con tasselli profondi 4,5mm

 

Scarpe della stessa categoria:

Salomon Ultraglide 3, Scott Kinabalu 3,  Brooks Caldera 8, The North Face Mesa 500, Asics Trabuco Max 4, Hoka Speedgoat 6

TOMAIA

Un gran bel cambiamento la nuova tomaia della New Balance Hierro v9! Eì fatta con un tessuto meno morbido, più consistente, che contribuisce a fornire una calzata molto più stabile, sicura.

 

La zona dell’avampiede, dotata di ampio puntale protettivo, veste molto precisa, compattando le dita dei piedi.

 

La zona mediale, anche in conseguenza della larga pianta di appoggio, offre un po’ più spazio. Spazio che non compromette la tenuta, grazie ai rinforzi della tomaia che rendono le pareti ben contenitive.

Le grandi N del logo New Balance sono fatte in tessuto “sostanzioso” che irrobustisce parecchio le pareti laterali.

New Balance Hierro v9

 

Il sistema di allacciatura, con lacci piatti in tessuto, riesce a fornire un ottima capacità di tendere la tomaia, anche grazie ai bordi ben rinforzati con uno strato di tessuto applicato con “vecchie” affidabili cuciture.

 

La linguetta para lacci è imbottita con materiale spugnoso, rivestita in tessuto mesh traforato ed è collegata alla base della tomaia tramite fascette in tessuto mesh a maglia larga.

Protegge adeguatamente il collo del piede dalla pressione dei lacci ben tirati, e non si sposta di un millimetro, nemmeno quando completamente bagnata.

 

Particolare il taglio di tutto il collarino, che si estende in alto sulla caviglia, chiudendo in maniera molto avvolgente, senza che questo fornisca sensazioni di fastidio premendo sul piede quando si va a poggiare il piede inclinato.

Le imbottiture sono solide e non eccessive. Il tessuto di rivestimento è un mesh ruvido ma non irritante sul piede scalzo.

La linguetta posteriore è un cuscinetto molto flessibile che si appoggio sul tendine ma non procura alcuna pressione.

 

Il contrafforte tallonare, dotato di conchiglietta interna flessibile, rinforzato esternamente da rivestimento plastico,  veste senza dare fastidio e fornendo una tenuta stabile.

La soletta rimovibile interna è fatta in materiale plastico, con rivestimento superiore anti scivolo, e dotata di un bordo mediale interno ben conformato a fornire pienezza di calzata sotto l’arcata del piede.

 

INTERSUOLA

Una maxi intersuola, quella della New Balance Hierro v9, che non deve trarre in inganno.

Non si tratta di una intersuola morbida, come lo era quella della versione precedente.

L’intersuola della Hierro v8 era molto comoda e permetteva di correre con scioltezza, non dico come una Rebel, ma riusciva ad accompagnare la corsa facendo sentire leggeri.

Con la Hierro v9 viene introdotta una struttura d’intersuola composta da gomma Fresh Foam X, a doppia densità.

New Balance Hierro v9

 

Sotto al piede si ha uno strato di gomma morbida, sotto a questa uno strato di gomma più solida.

New Balance Hierro v9

 

Questo mix cambia molto il comportamento della scarpa, rispetto a quanto succedeva nella morbidosa Hierro v8.

La prima sensazione è quella di stare sospesi da terra.  Si capisce subito che nessuna sensazione del fondo può perturbare il piede.

Una volta sui sentieri, si sente che tutta questa gomma filtra tutto, motivo per cui non c’è stato un rock plate protettivo.

Si percepisce bene la morbidità dello strato di gomma sotto il piede già da fermi, e durante la distensione del piede.  Ed anche al momento di spinta, ci si sente accolti nell’intersuola, al momento della spinta.

E allo stesso tempo in cui ci si gode questa sensazione piacevole, si percepisce bene che la scarpa “pesta” bene il fondo, quasi lo schiaccia.

L’ammortizzazione del primo contatto a terra è elevata, ma non è affatto spugnosa.

Ed è equilibrata: la scarpa non si scompone se il fondo presenta un diverso profilo di appoggio.

Dopo pochi km, ci si rende conto di correre senza tenere conto di dove si sta mettendo i piedi. Dove è corribile.

Poi se s affrontano tratti di single-track con cambi di direzione e presenza di ostacoli e fondo sassoso irregolare…

… La New Balance Hierro v9 stupirà per la sua “agilità”.

 

Capacità di controllo

Il drop basso della nuova intersuola svolge un ruolo importante per quanto riguarda il comportamento della scarpa sul fondo tecnico.

La Hierro v9 è una scarpa per massima protezione, non è quindi una scarpa leggera. Pesa sui 300gr. Ed è ben alta da terra.

Gommata com’è però non è poi tanto voluminosa. La pianta di appoggio è ampia nella norma.

La Hierro v9, gommata com’è,  non è certo una scarpa che rende sensibili al fondo. E non favorisce di certo una corsa veloce ed aggressiva, che non le appartiene.

Si procede con passo di corsa calmo, sempre in fase aerobica, con massima rilassatezza.

Quando si va ad affrontare discese si è naturalmente portati ad un passo più controllato. Si può andare sicuri in appoggio, sia di tallone, che d’avampiede.

Vuoi per le capacità della suola, vuoi per il drop basso che permette alla caviglia di muoversi al meglio per correggere eventuali atterraggi non equilibrati sul fondo dissestato.

Ed in queste situazioni, quando ci si sente quasi partire via, ecco che la tomaia più solida riesce a impedire al piede di smuoversi dalla seduta, permettendo correzioni repentine ben seguiti dalla scarpa.

Insomma, una scarpa che ti da affidabilità di passo.

 

SUOLA

L’intersuola della New Balance Hierro v9 è in gomma Megagrip, di Vibram, con tasselli profondi sui 4.5 millimetri.

 

I tasselli, frontemarcia all’avampiede, contromarcia sotto al tallone, sono molto grandi,  e rendono la Hierro v9 un vero carroarmato per affrontare i sentieri più sporchi e bagnati.

Particolare la conformazione della pianta di appoggio sotto l’avampiede, con lo strato di gomma della suola che nella zona perimetrale forma delle alette dove l’intersuola è scavata.

Pochi mm di “flex groove” che fanno la differenza.

In questi punti l’intersuola è appunto più flessibile, e copia meglio il profilo del fondo, permettendo alla suola di avere un contatto a terra migliore quando  si va in appoggio, migliorando la capacità di controllo del passo.

 

CONCLUSIONI SULLA NEW BALANCE HIERRO v9

 

La New Balance Hierro v9  è un modello che si è sempre inserito nella collezione New Balance, così come in tutto il panorama delle scarpe da trail running, come una scarpa ben protettiva fatta per accompagnare la corsa impegnata o rilassata, su medie e lunghe distanze, ed anche si distanze ultra.

Questa nuova versione la fa entrare nel “regno” della nuova MAXI ammortizzate, molto gommate ma facili da gestire.

Non come succedeva una decina di anni fa, quando i primi gommoni Hoka – che oggi  al confronto sono “bassi” – erano si comodi, ma alquanto instabili.

Insomma,  una scarpa comoda, robusta, affidabile, che promette di macinare km e km, ad un prezzo abbordabile.

Probabilmente la miglior scarpa da trail running “per tutti” del 2025.

 

 

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