Nel mondo del trail running, la ricerca di strategie nutrizionali efficaci è costante. Gli atleti di endurance, infatti, devono affrontare gare lunghe, dislivelli importanti e condizioni ambientali variabili, dove la gestione dell’energia diventa fondamentale. Tra le alternative ai carboidrati come fonte energetica, un ruolo sempre più interessante è ricoperto dagli acidi grassi a catena media, meglio conosciuti come MCT (Medium Chain Triglycerides).

Cosa sono gli MCT e come funzionano nel metabolismo energetico

li MCT sono grassi costituiti da catene di 6-10 atomi di carbonio. A differenza dei trigliceridi a catena lunga (LCT), vengono assorbiti rapidamente dall’intestino e trasportati direttamente al fegato, dove sono convertiti in corpi chetonici. Questo processo permette di ottenere energia in tempi brevi, senza passare attraverso i normali meccanismi di emulsione e digestione dei grassi. Nel trail running, questo significa poter disporre di una fonte energetica stabile e duratura, utile durante le fasi di sforzo prolungato o quando le scorte di glicogeno iniziano a ridursi.

MCT vs carboidrati: confronto metabolico

I carboidrati rappresentano la fonte di energia più immediata e facilmente utilizzabile, ma la loro disponibilità è limitata: dopo circa 90-120 minuti di sforzo continuo, le riserve di glicogeno muscolare e epatico si riducono drasticamente. Gli MCT, invece, offrono una combustione più lenta e costante, contribuendo a preservare le riserve di glicogeno e a stabilizzare la glicemia.

Diversi studi, tuttavia, hanno mostrato che l’assunzione di MCT in quantità elevate (oltre 30-40 grammi) può causare disturbi gastrointestinali, riducendo la performance. La chiave è quindi trovare il giusto equilibrio tra carboidrati e MCT, modulando l’assunzione in base alla durata e all’intensità dello sforzo.

Quando assumere MCT durante allenamenti o gare di endurance

L’assunzione di MCT può avvenire in diverse fasi della preparazione: durante gli allenamenti lunghi, è consigliabile testare l’integrazione per valutare la tolleranza individuale. Circa 15-20 grammi di MCT (pari a un cucchiaio da tavola di olio MCT) assunti 30-45 minuti prima dell’attività possono fornire un supporto energetico efficace.

Durante le gare di endurance, l’integrazione può essere alternata ai carboidrati in forma liquida o in gel, mantenendo un apporto totale di 20-30 grammi ogni 2-3 ore. L’obiettivo non è sostituire completamente i carboidrati, ma affiancarli per migliorare l’efficienza metabolica e la resistenza alla fatica.

Dove si trovano gli MCT e come integrarli nella dieta

Gli MCT sono presenti naturalmente in alimenti come olio di cocco e olio di palmisto, ma in concentrazioni moderate. Gli integratori di olio MCT — in forma liquida o in polvere — rappresentano una fonte più pura e facilmente dosabile. Nel contesto dell’endurance trail, l’utilizzo quotidiano di 1-2 cucchiai al giorno può favorire un miglior adattamento metabolico, specialmente se combinato a una dieta bilanciata con un apporto moderato di carboidrati complessi e grassi “buoni” (come quelli del pesce o dell’avocado). È importante ricordare che l’obiettivo non è aumentare il consumo totale di grassi, ma ottimizzare la qualità delle fonti energetiche per favorire un metabolismo più efficiente e sostenibile nel tempo.

Un alleato da conoscere e sperimentare

L’olio MCT rappresenta una risorsa interessante per i trail runner, ma non una soluzione universale. I suoi effetti variano a seconda della dieta di base, della tolleranza individuale e del tipo di allenamento. La strategia vincente resta sempre la personalizzazione, costruita sull’ascolto del proprio corpo e sulla sperimentazione durante le sessioni di allenamento, non in gara.

Nel giusto equilibrio, gli MCT possono diventare un vero e proprio “carburante intelligente” per affrontare con più efficienza le lunghe distanze in natura.

Bibliografia e fonti scientifiche:

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