QUALI SONO LE DIFFERENTI CATEGORIE DI ACQUA?

L’organismo umano è formato all’incirca per il 70% da liquidi, fondamentali per gli scambi cellulari e per la sopravvivenza individuale: bere quantità insufficienti di acqua porta ad uno stato di disidratazione patologica, problematiche metaboliche e neurologiche e non per ultimo ad uno stato di ritenzione idrica tissutale al quale il nostro organismo è obbligato a adattarsi per evitare una perdita di liquidi che potrebbe portare a conseguenze molto gravi.

Pur apparendo trasparente e neutra, l’acqua contiene una moltitudine di sali minerali ed oligoelementi fondamentali per il corretto funzionamento del nostro organismo ed ogni categoria di acqua ne contiene una quantità differente a seconda della sua classificazione:

Classificazione delle acque
  • acque minimamente mineralizzate (residuo fisso < 50 mg/l);
  • acque oligominerali (residuo fisso compreso tra 50 e 500 mg/l);
  • acque minerali (residuo fisso compreso tra 500 e 1500 mg/l);
  • acque ricche di sali minerali (residuo fisso superiore a 1500 mg/l)

Per residuo fisso si intende la quantità di sostanza solida rimanente dopo aver fatto evaporare completamente l’acqua: maggiore sarà la quantità di elementi rimasti, maggiore sarà il residuo fisso.

QUANTO DOBBIAMO BERE PER LE NOSTRE ESIGENZE?

Noi che siamo abituati a sessioni di allenamento particolarmente lunghe ed intense conosciamo bene le difficoltà che si incontrano quando non siamo correttamente idratati e le conseguenze a livello fisico.

La necessità di acqua individuale dipende da differenti fattori tre quali il quantitativo di massa magra, la temperatura esterna, il grado di intensità dello sforzo ed anche da una componente emotiva soprattutto durante le gare, quando la necessità di bere aumenta a seconda del nostro livello di attivazione emotiva (nervosismo)

Quando sentiamo parlare di idratazione siamo abituati a sentirci ripetere che è necessario bere un minimo di 8/10 bicchieri d’acqua al giorno al fine di ottenere una sufficiente trattazione: è la quantità giusta oppure no?

Si è calcolato che necessitiamo di circa 30ml di acqua per chilogrammo di peso corporeo quindi per capire quanta berne quotidianamente è sufficiente moltiplicare il proprio peso corporeo (o se vogliamo essere più precisi, ogni chilogrammo di massa magra) per 30: una persona di 70 chili dovrà assumerne almeno 2 litri e 100.

Il discorso cambia se parliamo di atleti cioè quelle persone che si allenano per più di 8 ore settimanali, per i quali anche solo una carenza del 2% può portare a ridurre le prestazioni del 20%: in seguito a sudorazione eccessiva e perdendo anche sali minerali e sodio poi, si rischia di incorrere in una grave patologia conosciuta come iponatriemia cerebrale.

Ecco quindi che le acque scarsamente ricchi di minerali risultano controindicate per gli sportivi a differenza delle persone che devono preferirle per motivi legati per esempio a patologie renali od epatiche, come nel caso delle calcolosi.

Durante ed in seguito ad uno sforzo prolungato quindi è necessario reidratarsi con gradualità, scegliendo bevande isotoniche associate ad acque mediamente mineralizzate.

QUANTO DEVE BERE UN TRAILRUNNER?

É una domanda alla quale non è possibile dare risposta con una semplice formula ma vediamo su quali elementi basarci per la valutazione individuale:

  1. Evitare di giungere alla sensazione di sete, perchè significa che siamo già arrivati ad un elevato livello di disidratazione
  2. Pesarsi prima e dopo e prestazioni ed integrare i liquidi persi con la quantità mancante: due chili in meno, due litri di acqua da reintegrare
  3. Durante e dopo la prestazione bere una miscela composta da un’acqua mediamente mineralizzata, moderatamente refrigerata (10-15°), isotonica, integrata con elettroliti bilanciati e con una percentuale di carboidrati a medio/lungo assorbimento (maltodestrine e fruttosio) non superiori al 10%. Generalmente una porzione ragionevole si aggira dai 750ml ai 1500ml.
  4. Per il resto della giornata affidarsi ad una semplice acqua, arrivando alla quantità necessaria in base al proprio peso corporeo come abbiamo visto poco sopra.

E L’ACQUA DEL RUBINETTO?

L’acqua che arriva alle nostre case è generalmente di alta qualità e secondo ricerche effettuate dall’Agenzia Europea dell’Ambiente quella italiana è tra le migliori, complessivamente più alta della media europea.

Questo non significa che non esistano casi di inquinamento ma che gli standard di controllo sono molto rigidi ed efficaci poichè prima di arrivare alle nostre case viene trattata e depurata con una serie di passaggi quotidiani molto rigorosi che garantiscono la nostra sicurezza.

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