La nuova Asics Trabuco Max 4, come è stato anche per la Gel-Trabuco 13, da poco entrambe uscite, segnano una profonda rottura evolutiva rispetto ai modelli precedenti, che per due anni hanno cambiato giusto di numero sequanziale, ma in fondo erano la stessa scarpa, solo con diversa tomaia.
La Asics Trabuco Max 4 diminuisce persino lo spessore dell’intersuola, ma continua comunque a far parte di quelle scarpa maxi da ultra-endurance trail, come la Brooks Caldera, la The North Face Altamesa 500 e la New Balance More Trail v3: scarpe dalla pianta larga, spessa intersuola, adatte a correre a ritmi lenti – dai 5e30 in giù – per lunghe lunghe distanze.
La precedente versione aveva un carattere molto diverso, più rimbalzoso, e poteva persino sprintare e portare a velocità sostenute, con una certa facilità.
Velocità che però era difficile tenere a lungo, perchè la tanta gomma, non sostenuta da una piastra, alla fine perdeva efficienza, assorbendo energia.
Era comunque un ottima scarpa per ritmi lenti, anche la camminata, e con una tomaia con collarino alto, poteva persino essere una scarpa da trekking molto moderna.
La Asics Trabuco Max 4 non ha più quella esplosività ma guadagna in stabilità ed efficienza, grazie anche alla tecnologia Guidesole.

“La tecnologia GUIDESOLE all’intersuola è posizionata strategicamente per favorire una spinta naturale in avanti. Inoltre, è scientificamente provato che permette di correre più a lungo riducendo il consumo di energia.” (cit. Asics)

Caratteristiche:
Peso: 315gr
Altezza intersuola al tallone: 41mm
Differenziale tacco-punta: 5mm
Tomaia rinforzata in mesh
Intersuola in gomma FF BLAST PLUS ECO, realizzata con circa il 24% di materiali di origine biologica, e tecnologia GUIDESOLE
Suola in gomma ASICSGRIP
Tomaia con sistema di allacciatura con occhielli misti, laccetti piatti e inserto elastico per bloccare i laccetti durante il movimento; Linguetta imbottita e integrata; collarino imbottito e conchiglia rigida al tallone. Soletta in EVA sagomata e removibile
Tomaia
La tomaia della Asics Trabuco Max 4 è fatta con tessuto mesh da scarpa stradale, con rinforzi in plastica giusto al puntale (anche se dubito si possa sbattere contro qualcosa con tutta quella gomma davanti ed il puntale molto rialzato).
Il tessuto è a trama fitta, traforato, molto malleabile, con rinforzi perimetrali costituito da strisce di materiale plastico che seguono tutta la lunghezza.

L’allacciatura è tradizionale, con lacci in tessuto, piatti, e con stringhe passanti al posto degli occhielli: soluzione ripresa dalla Asics Gel-Trabuco 13.
La linguetta para lacci è fine e densamente imbottita, con soffietti laterali che la uniscono alla tomaia all’altezza del bordo del sistema di allacciatura.
La parte superiore della linguetta è rivestita con un velo di materiale plastico imbottito per migliorare la protezione sul collo del piede contro la pressione del nodo d’allacciatura.
E’ anche presente una fascetta porta lacci sulla superficie della linguetta.

La calzata è quella tipica di un modello stradale, con una zona avampiede più ampia per le dita di quanto forniva il modello procedente (come è successo anche per la Gel-Trabuco 13 rispetto alle precedenti).
Rispetto alla Gel-Trabuco 13 , la zona anteriore tocca di più sulle dita dei piedi, a causa della curvatura dell’intersuola che li porta ad innalzarsi rispetto al piano della seduta. Un tocco non fastidioso, ma presente.

Il contrafforte tallonare è molto strutturato, bello rigido ed anche più raccolto, dotato di abbondanti imbottiture nella parte posteriore del tallone ed al collarino. Fornisce una tenuta stabile e comoda ma che sulle prime può sembrare quasi far forza sul tendine.
Intersuola
L’intersuola della Asics Trabuco Max 4 è fatta con gomma FliteFoam Blast+ Eco, una mescola che – proprio come quella adottata sulla Gel-Trabuco 13 – risulta essere più densa rispetto a quella presente sulla Asics FujiSpeed 3.

Mi pare essero meno morbida rispetto alla FF Blast del modello precedente, che forniva un tocco a terra più morbido ed un comportamento più rimbalzoso.
Il codone posteriore è molto ampio e sporgente, ma non èha la funzione di ammorbidire il primo momento del contatto a terra. Mi sembra sia più uno stratagemma per fornire maggior stabilità del primo contatto a terra, ad indirizzare poi la rullata.
La pianta di appoggio a terra è molto ampio e solcata da delle zone concave, sia longitudinalmente che trasversalmente, che fanno parte del sistema del Guisole. Un sistema che equilibra e stabilizza il passo favorendo la rullata.
Si sta molto alti da terra, ben piantati, completamente distaccati da quelle che sono le condizioni del fondo.
Suola
Anche la suola della Ascis Trabuco Max 4 è stata radicalmente cambiata, proprio come quella della Gel-Trabuco 13: design dei tasselli meno diversificato, adesso della stessa forma, posizionata pro e contro marcia, e sono di profondità minore.

Una suola fatta per favorire la scorrevolezza, che mantiene ottima capacità di tenuta anche su fondi compatti bagnati, o ghiacciato come si può trovare la superficie della pista ciclabile sull’argine del fiume in questo periodo invernale.
Comportamento in corsa pura
La prima uscita con le Asics Trabuco Max 4 è stata un 10km gravel, dove ho tenuto ritmi intorno a 4:30, ritmo che tengo normalmente, ma in questo caso con una certa fatica in più di quanto riesco a fare con Topo Athletic Spectre 2 o Salomon DRX Gravel, le mie scarpe del momento.
Centra il peso, ma anche il comportamento della gomma.
Con i km trovato che le Asics Trabuco Max 4 sono molto più adatte – ti ci portano proprio – al passetto corto che porta a correre a 5:35, senza staccare i piedi tanto da terra.
A quel passo sembra di non usare proprio il piede.
Il tallone appoggia, la gomma assorbe e rilancia il passo che non sembra rullare sul fondo, sembra quasi staccato da terra nella zona mediale, fino a che non riappoggio con la zona metatarsale, dove la gomma sembra di nuovo ammortizzare l’appoggio e rilanciare il passo senza che il piede compia alcun movimento tipico della fase di slancio, restando passivo alla dinamica.
In questo mi ha ricordato molto la Saucony Endorphin Trail, scarpa che era dotata di tecnologia Speedroll, che svolgeva la stessa funzione di facilitazione del passo.

Comportamento in trail running in salita
L’approccio ai sentieri è stato più calmo, vuoi perchè ancora notte, vuoi perchè appena imbocco i sentieri dietro casa, si sale di 320mt in meno di 2km…
Quindi con molta calma.
Con la Asics Trabuco Max 4 si può salire poggiando sull’avampiede, come sono solito fare.
E lo si fa avendo una migliore risposta rispetto alla Trabuco Max 3, che con la sua spugnosità disperdeva un po’ la forza impressa, quasi contrastando il piede.
Ma dopo un po’, visto che comunque non è che ti permetta di andare veloce, ecco che si parte alla camminata spinta, con pieno appoggio a terra di tutto il piede. Questo piacerà ai camminatori con i bastoni.
La salita è stata calma e persino piacevole. Poi è iniziato il tratto corribile.
Corribile… Diciamo marciato.
Una volta sui veri sentieri, seguendo il mio cane, non ho sentito il bisogno di spingere, ma di procedere con calma, marciando.
Si si, proprio la marcia militare spinta e-un-due-e-un-due. Falcata breve, senza quasi staccare i piedi da terra
Guardando il GPS, procedevo in piano a 6:20. Ho accelerato un po, a 5:40.
Fondo sassoso, umido, tratti argillosi, tratti fangosi. Tutto passava sotto i miei piedi, indifferentemente.
Comportamento in trail running in discesa
E arriva la discesa. Veri tratti di Downhill.
Piano piano, non camminando certo, ma sempre con una certo ritmo, sempre poggiando di tallone, sempre cercando un punto di appoggio “piano”, che su roccie inclinate, poggiare con inclinazione laterale mi portava il piede a contrastare col collarino, ed ha percepire la presenza della rigida talloniera. E pensavo che se perdevo equilibro di appoggio, non l’avrei potuto riprendere.
Per cui calma, attenzione, prendere un ritmo, senza furia, ma nemmeno senza ansia.
Poi sono arrivate le strade bianche e il tratto di discesa asflatato, ed è stato piacevole correre con calma, senza dover frenare, che era la scarpa a dare il ritmo, non l’inclinazione del fondo, non la forza di gravità. Qui è stato molto piacevole, che a volte devi frenare quasi, fare fatica, per non dover andare troppo veloce e prendere rischi inutili.
Conclusioni sulla Asics Trabuco Max 4
La Asics Trabuco Max 4 è meno morbida, meno sprintosa, meno piacevole rispetto alla versione precedente, ma ha il grande pregio di rendere la corsa lenta, molto lenta, molto meno faticosa.
Si corre lenti senza far fatica – o almeno a me fa più fatica correre a 6:30 che a 4:30, col passettino corto quasi senza alzare i piedi.
Sembra di correre su un tapis roulant: praticamente lavorano le gambe, non il piede, la cui unica funzione è di appoggio al movimento.
E questo anche quando si va veloci: non si può spingere con l’avampiede, bisogna solo far girare le gambe.
La Trabuco Max 4 è una scarpa molto protettiva per lunghe distanze, perfetta per macinare km di strade bianche, tratturi, single track compatti.
Non è una scarpa da considerarsi una Gel- Trabuco 13 per atleti pesanti: hanno diverse tecnologie, la Gel-Trabuco forse ammortizza anche di più, grazie al Gel, ed ha maggiore flessibilità e sensibilità da permettere anche di correre aggredendo le discese, cosa che non si può fare con la Trabuco Max 4, che è lei a guidare il passo. A frenare, quando serve, senza sentire di frenare. E non è poco, anzi, è un grande pregio, specie quando si devono affrontare ultra distanze.
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