Verificare il pH dell’acqua che beviamo è un’operazione sorprendentemente semplice e utile, soprattutto se si vuole prestare attenzione al proprio benessere quotidiano e, in particolare, se si pratica un’attività fisica regolare come l’endurance. Esistono diversi metodi per misurare il pH dell’acqua del rubinetto o di una bottiglia in plastica, facilmente reperibili anche per uso domestico.
Uno dei metodi più immediati è l’utilizzo delle cartine tornasole, piccoli strisce di carta reattiva che, immerse per pochi secondi nell’acqua, cambiano colore in base al suo pH. Confrontando il colore ottenuto con una scala di riferimento stampata sulla confezione, si può ottenere una stima abbastanza precisa. Un altro strumento più sofisticato, ma comunque accessibile, è il pH-metro digitale: si tratta di un piccolo dispositivo elettronico con un elettrodo sensibile che, una volta immerso nell’acqua, restituisce un valore numerico esatto. Questo strumento è particolarmente utile se si vogliono effettuare misurazioni frequenti e affidabili, ad esempio per chi utilizza filtri domestici o pratica sport a livello costante.
Per gli atleti di endurance, l’equilibrio acido-base dell’organismo è una variabile importante, spesso sottovalutata. Durante un’attività fisica prolungata, come la corsa su lunga distanza, il ciclismo o il trail running, il corpo produce una quantità maggiore di acidi metabolici, come il lattato, che possono alterare temporaneamente il pH interno. In questo contesto, bere acqua leggermente alcalina, con un pH compreso tra 7,4 e 8, può aiutare a tamponare questa acidificazione e favorire un recupero più rapido.
Anche a riposo, un’acqua con un buon equilibrio alcalino può contribuire al mantenimento di un ambiente interno più stabile, sostenendo la funzionalità renale e la corretta eliminazione delle tossine. Inoltre, se associata a un contenuto equilibrato di minerali come magnesio, calcio e bicarbonato, può favorire un’idratazione più efficace a livello cellulare. Questo è particolarmente rilevante per gli sportivi che affrontano allenamenti frequenti o gare lunghe, dove la perdita di liquidi e sali minerali attraverso la sudorazione è significativa.
Infine, scegliere con consapevolezza l’acqua da bere non è solo una questione di idratazione, ma anche un gesto di cura verso il proprio equilibrio fisiologico. Conoscere il pH dell’acqua che introduciamo nel nostro corpo è un passo semplice ma potente, che può tradursi in benefici concreti, soprattutto per chi affida al proprio corpo non solo il movimento, ma anche la sfida quotidiana della resistenza.









