A partire dagli anni novanta dello scorso millennio, probabilmente come risposta all’invasione della tecnologia nel nostro quotidiano, si sono diffuse, in una buona fetta della popolazione occidentale, una serie di pratiche naturalistiche. Abbiamo visto così cambiare la sensibilità verso gli animali, sono aumentate in maniera considerevole le persone che optano per un’alimentazione naturale spesso priva di carni derivanti da animali cresciuti in allevamenti intensivi e le persone che praticano il veganesimo; ampi e spesso accesi dibattiti creano, ancora oggi, tutte quelle cure che, talvolta rifiutando la medicina ufficiale, ruotano intorno all’omeopatia e alle terapie naturali. Vere e proprie class action sono state intraprese nei confronti dell’inquinamento derivante dalle moderne tecnologie. Anche l’abbigliamento ha seguito questa tendenza con il ritorno all’uso fibre naturali, colori atossici e il riciclo dei capi di abbigliamento.
Naturalmente, è proprio il caso di dirlo, anche le calzature, in particolare quelle dedicate allo sport e al tempo libero, hanno seguito questa tendenza. Sono così apparse sul mercato scarpe minimaliste per la camminata naturale. L’idea di fondo è quella di dare ai piedi un minimo di protezione ma allo stesso tempo lasciarli liberi di seguire le asperità del terreno. In realtà, per una volta, le esigenze di mercato hanno seguito le persone e non viceversa; di fatto da molto tempo, forse da sempre, vi è una tendenza a camminare scalzi, i più lo fanno per il piacere, immediato, che questa pratica genera. Altri, e stanno diventando sempre di più, lo fanno nella convinzione, favorita da numerosi personaggi del mondo scientifico/culturale, che questa pratica sia una vera e propria “medicina naturale” che i più chiamano Barefooting (camminare a piedi scalzi) molti, invece, evitano di dargli un nome proprio perché ritengono che camminare a piedi nudi sia la cosa più naturale ma si sta largamente diffondendo anche il Gimnopodismo (praticare attività fisica a piedi nudi). L’idea di fondo è che il corpo umano, essendo composto da elementi che lo rendono un buon conduttore, a contatto con il suolo venga attraversato dall’elettromagnetismo generato dalla Terra. Quindi secondo questa teoria, nota con il nome di Earthing (messa a terra), questo passaggio di flusso “benefico” mitigherebbe le infiammazioni, sarebbe un ottimo rimedio nella cura di alcuni tipi di mal di testa, nel settaggio dell’orologio biologico che regola il ritmo sonno/vegli, favorirebbe il risanarsi delle ferite e attenuerebbe in maniera significativa i dolori articolari.
Pur non entrando nel merito dei riscontri scientifici a queste teorie, bisogna prendere atto che questo tipo di idee sono state, da sempre, al centro di molte pratiche sociali e religiose un po’ in tutte le culture, non ultimo anche nel cristianesimo…Laudato si’ mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa,et produce diversi fructi con coloriti flori et herba (Laudes Creaturarum,di San Francesco di Assisi). La sacralità della Terra e il benessere generato dal diretto collegamento con essa sono uno dei pensieri fondanti della nostra specie. Tuttavia, questo non ci ha impedito di inquinarla, deturparla, sfruttarne le risorse senza preoccuparci delle conseguenze, basti pensare solo allo scempio delle grandi foreste; siamo come degli animali selvatici (mi scusino questi per l’ingiusto paragone) che si affollano intorno ai brandelli di carne di un animale morente. Proviamo a vedere quali sarebbero i benefici psicofisici che vengono attribuiti a tale attività .
Riduzione del dolore cronico: Camminare a piedi nudi può ridurre il dolore cronico grazie al contatto diretto con il terreno, che aiuta a neutralizzare i radicali liberi e ridurre l’infiammazione.
Miglioramento della vista: Stimola punti di riflessologia sulla pianta del piede che sono collegati anche agli occhi, favorendo una vista più sana.
Riduzione dello stress: Camminare sull’erba può abbassare i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, e favorire il rilassamento.
Supporto del sistema immunitario: Camminare a piedi nudi può aumentare il numero di globuli bianchi, migliorare la salute del sistema immunitario e promuovere un equilibrio ossidativo.
Miglioramento dell’umore: Il contatto con la natura e il rilascio di endorfine che ne consegue migliorano il benessere emotivo.
Salute cardiovascolare: Può ridurre l’infiammazione e migliorare la circolazione sanguigna.
Qualità del sonno: Aiuta a regolare i ritmi circadiani e riduce l’ansia, migliorando il sonno.
Per molti i benefici sopramenzionati sono sicuramente frutto di una immotivata fiducia nei rimedi naturali, mentre per altri il contatto diretto con gli elementi naturali genera benessere a prescindere. Comunque la si pensi, una cosa è certa: camminare scalzi non può diventare una scelta radicale, se fatta in un contesto di esercizio psicofisico migliora equilibrio, agilità e coordinazione, rafforzando i muscoli dei piedi. Personalmente ho potuto notare un netto miglioramento dell’umore e un approccio generale più positivo alla vita di quanti decidono di dedicare parte del loro tempo ad attività a contatto diretto con la natura come camminare a piedi scalzi. Unico consiglio scegliete con cura i luoghi dove farlo, iniziate con gradualità e fare attenzioni che il fondo non nasconda insidie. Non dimenticate di respirare profondamente.







