La 361° VENTUS è presentata come una scarpa che fornisce
“CRUISE IN COMFORT. Experience miles and miles of lightweight luxury cushioning”
“Una crociera nel confort. Vivi chilometri e chilometri di ammortizzazione leggera e lussuosa.”

Beh, sono molto sorpreso e felice di aver provato questa 361° Ventus.
Le scarpe 361° – che ho sempre e solo visto on-line, mai dal vivo – mi sembravano scarpe abbastanza anonime, per niente attraenti.
Per fortuna la mia fanciullesca curiosità è stata superiore alla mia adolescente presunzione, e ho richiesto di provarne una!
Caratteristiche:
Peso: 265gr
Drop 8mm, altezza al tallone 35mm
Intersuola a doppia densità: strato interno in gomma PEBA CQT EXTREM3 con elevato ritorno di energia (75%): esterno in PRIMO FOAM gomma supercritita
Suola a doppia densità: NEW GEKKO GRIP nella parte anteriore, per assistere la fase di propulsione. Parte posteriore in gomma H.A.R.T (HIGH ABRASION RUBBER TECHNOLOGY) per fornire maggior durata
TOMAIA
La tomaia della 361° Ventus è ben strutturata, fatta con un tessuto corposo, con ampie zone che presentano fori di traspirazione.
Non certo una tomaia leggera e ariosa per la stagione estiva, ma riesce a gestire bene l’umidità in eccesso, senza far sentire bagnati, anche quando le temperatura è sopra i 25°C.

Il logo che riveste la tomaia sui lati è fatto in materiale plastico e serve a irrobustire la struttura e fornire maggior capacità di sostegno alla calzata

Veste in maniera morbida sul piede nudo, con una zona anteriore ampia, che non comprime le dita dei piedi, non è cedevole o instabile.
Sistema di allacciatura
Il tessuto segue bene il tiraggio dei lacci, che presenta occhielli posizionati in maniera sfalsata lungo i bordi convergenti della tomaia.

Il bordo degli occhielli è rinforzato, come anche la bordatura della tomaia, ben capace di supportare la tensione dei lacci senza deformarsi.
La linguetta para lacci è integrata alla tomaia tramite soffietti laterali.

E’ ben imbottita, rivestita con tessuto mesh traspirante e presenta una palpebra ottimamente conformata, che si stende sulla caviglia e sul collo in maniera ergonomica.
Offre ottima protezione, un vero cuscino che assorbe la pressione degli spessi lacci in tessuto.
Contrafforte tallonare e seduta
Il collarino presenta imbottiture abbondanti ed un rivestimento molto piacevole al tatto

Il contrafforte tallonare ha una forma ampia, è dotato di conchiglia interna di rinforzo, flessibile, che riesce a stabilizzare ottimamente il calcagno senza procurare sensazioni di pressione.

Anche la linguetta posteriore si appoggia al tendine in maniera delicata, non si percepisce alcuna pressione.
All’interno c’è una soletta Ortholite molto morbida, spugnosa, con bordi perimetrali rialzati e ben sagomati a seguire il profilo laterale del piede e fornire una seduta piena e stabile.

Si percepisce la leggera presenza di un “supporto” all’arcata del piede.
Una comparazione di calzata
Giusto per fare una comparazione che possa aiutare la comprensione di questa scarpa, la calzata della 361° Ventus è molto simile a quella di una Saucony Ride, specialmente alle versioni 13-14, che avevano un tessuto più robusto ed una calzata più coinvolgente, rispetto alle versioni successive. E che è stata ripresa nella sua più recete versione.

Rispetto alla Ride offre un millimetro in più di spazio interno alle dita.
INTERSUOLA
La 361° Ventus ha un intersuola dello spessore di una tipica daily trainer, come appunto la già citata Saucony Ride 18.
Ma presenta una più ampia superficie di contatto a terra, specie al tallone.
La Saucony Ride 18 ha un ampiezza di 90mm al tallone – 70mm al meso piede – 110mm all’avampiede. La 361° Ventus ha misure di 100mm – 85mm – 122mm.
Quindi anche più larga di una più gommata New Balance 880v15, che ha “solo” 95mm di ampiezza al tallone.
La 361° Ventus al tallone è ampia quanto una “scarpa maxxi” come la Hoka Bondi 9, e più larga di questa all’avampiede di un paio di mm!
Eppure non sembra tanto grande.
E soprattutto, considerando la struttura della solida e ricca tomaia, ha un peso discreto: sono solo 270gr per una taglia US10, con caratteristiche ammortizzanti / protettive a livello di una Asics Nimbus 27 o Saucony Triumph 22. Che pesano una trentina di grammi in più. E’ proprio un bel valore!
Gomma Peba
Questo grazie ad un intersuola fatta con due diversi tipi di gomma a base Peba: Primo e CQT EXTREM3

La gomma Peba è quella usata in scarpa tipo la Topo Athletic Specter 2 (che io considero una delle migliori scarpe in commercio, per la sua duttilità) e di scarpe piastrate, come la Saucony Endorphin Speed 4.
Scarpe che vogliono assecondare un passo veloce con minor sforzo da compiere, grazie alle capacità di ritorno di energia di questo tipo di gomma.
Nella 361° Ventus invece i due tipi di gomma Peba non servono a promuovere un passo prestazionale, quanto un passo confortevole. Ed efficiente.

La gomma Primo, che costituisce il guscio esterno, e la gomma CQT EXTREM3 (che 361° utilizza in scarpe più veloci per il suo maggior valore di ritorno energetico) riescono a fornire alla Ventus un comportamento che mi ha sorpreso per capacità di confort del passo, facilità del passo, stabilità del passo.

Comportamento
La 361° Ventus da il suo meglio – almeno per un corridore evoluto ed in forma – in un range di velocità che va dai 4e40 ai 5e20 al km.
Si può spingere anche a 4e20, per brevi tratti, ma non è li che si esprime al meglio il suo carattere.
Così come ci si può rilassare a 5e40m, ma si percepisce che è sprecata per il suo potenziale.
E una volta trovato quel passo di crociera, ci si può veramente rilassare.
Si percepisce una fase di appoggio ben ammortizzata, dolce, per niente spugnosa, ma ben ammortizzata.
E ben stabilizzata.
Come ben stabile risulta tutta la fase di distensione a terra, dove si ha la sensazione che il peso del proprio passo sparisca, che lo scarico sia ottimamente dissipato a terra dall’intersuola.
E si ha la sensazione che tra scarpa e fondo ci sia un “respiro”, una strato di aria che ti sostiene. Incredibile!
La fase di spinta poi è molto delicata, non si impiega tanto sforzo col piede, si va di inerzia, leggeri.
Il test
Il primo impatto con le 361° Ventus è stato il giorno dopo un lungo di 30km in piano, che mi aveva lasciato le gambe legnose.
Ci ho corso lento, intorno ai 5e30, per 4km, senza pretese, giusto per rodarle, e sono rimasto sorpreso della loro capacità di farmi stare bene in appoggio e rullata, con un presente sensazione di stabilità che non mi aspettavo.
La Ventus non ha un supporto antipronazione, ma:
sarà la piattaforma larga nella zona mediale,
sarà la capacità di restituzione di energia delle due gomme,
sarà la conformazione della soletta Ortholite…
Sarà quel che sarà, ma mi son sentito sempre ben allineato, come non mi sarei aspettato correndo così lento con le gambe affatto efficienti…
Questa stabilità l’ho apprezzata poi molto nei collinari delle strade di montagna, che le strade sono inclinate di traverso per facilitare lo scorrimento dell’acqua.
Inclinazione che mi crea un disequilibrio che mi affatica il ginocchio destro senza menisco mediale interno.
Motivo per cui normalmente cambio sempre lato di strada per trovare quel piano di appoggio più “piano” per evitare sovraccarichi alla gamba dovuti alla pendenza laterale.
Con la Ventus, a differenza di altre scarpe neutre, mi son reso conto che soffrivo meno questa situazione, per cui tenevo sempre la stessa carreggiata!
Con le gambe più fresche ho anche spinto fino ai 4e10, ma sinceramente non mi sembrava la giusta andatura.
A quella velocità non forniva più quel piacere del passo che avevo trovato impostato una velocità sui 4e40/4e50.
Non ho notato differenze di efficienza con le scarpe con cui preferisco correre in salita.
Ho scoperto una migliore capacità di correre in discesa “frenando” quando la strada è più inclinata, quando se non corri a 4 devi andare frenato.E non è piacevole.
Con le altre scarpe sono costretto ad andare veloce, con le Ventus sono andato piacevolmente lento, senza forzatura.
Il che può essere un indubbio vantaggio se si corre da ore, ed una corsa accelerata, al di là delle proprie effettive capacità del momento, può compromettere l’andamento di una gara, se c’è ancora tanto da viaggiare…
SUOLA
La suola, al tatto, ho pensato fosse fatta con una gomma che sembrava essere più dura nella parte posteriore. Forse solo perché di maggior spessore.
Poi ho scoperto essere due tipi diversi di gomma.
Dietro gomma più dura e resistente, davanti gomma più grippante.
Offre un grip notevole anche sul bagnato, e dopo quasi 200 km non presenta segni di consumo.
CONCLUSIONI SULLA 361° VENTUS
La 361° Ventus è una scarpa daily trainer pensata per accompagnare la corsa sotto la soglia, con facilità del passo, per km e km.
E ci riesce benissimo.
Confortevole da calzare, efficiente durante il passo, ed ad un prezzo veramente concorrenziale considerando qualità dei materiale e tecnologie applicate.
La consiglio vivamente a corridori evoluti, anche principianti, che vogliono esprimersi in una corsa svelta in maniera rilassata.
Visita il sito 361°
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