La Ulysses Maikoh non è propriamente una scarpa da trail running.

E’ una Ulysses WAIA con una tomaia più resistente ed una suola dotata di tasselli più adatti ad un uso off-road, tipo Gravel.

Può anche essere portata su sentieri, dove se la cava bene, entro certi limiti.

Ma le potenzialità della tecnologia della sua intersuola si esprimono solo praticando un certo tipo di passo. Passo che difficilmente può verificarsi con costanza sui sentieri di montagna.

Per cui, se si vuole veramente trarre i vantaggi dall’utilizzo di questa scarpa, è bene utilizzarla su fondi compatti. Su fondi dove si può correre con appoggio di tallone ed effettuare una rullata fluida.

Cosa che non si può fare nelle salite e nelle discese tecniche, dove comunque la scarpa se la cava se si procede con un certo passo ed appoggio di meso piede.

 

Caratteristiche:

Peso: 318gr
Drop: 6mm, altezza al tallone 36mm
Intersuola G-Foam, Eva infusa di azoto
Suola Grip Claw
Tomaia in Nylon Ripstop con soletta interna rimovibile EN-Sole in gomma EVA

 

TOMAIA

La tomaia della Ulysses Maikoh veste in maniera molto salda sul piede, grazie ad un tessuto ripstop molto corposo, dotato di abbondanti strati di plastica di rinforzo, ed un sistema di allacciatura molto efficiente.

Ulysses Maikoh

 

Il tessuto Ripstop è molto resistente, adatto ad un uso su fondi “sporchi”. Fornisce anche protezione contro l’umidità ambientale: proprio in questo periodo estivo, la vegetazione rigogliosa ed umida al mattino che invade i sentieri, bagna gambe e pantaloncini… ma il piede resta asciutto.

Certo, non è il massimo per capacità di areazione, la scarpa è da ritenersi più invernale che estiva…

La zona del puntale è molto appuntita e compatta molto le dita dei piedi tra di loro.

Io – che utilizzo spesso le FiveFingers – non sono un amante di questo tipo di puntale… dopo 4 ore di utilizzo ho iniziato a soffrirne. Ma capisco bene che questo tipo di puntale è invece molto rassicurante per altri corridori e camminatori.

Ed è un puntale ben protettivo, grazie ad un generoso rivestimento di plastica.

 

Il sistema di allacciatura presenta occhielli passa lacci rinforzati e bloccanti che riescono a tenere ben ferma la tensione dei lacci, fornendo un tiraggio della tomaia ben attivo sul piede, senza che questa provochi fastidio comprimendolo.

 

Il doppio occhiello sul secondo passa laccio permette una minore tensione sulla zona bassa del collo del piede, evitando di bloccare la circolazione sanguigna.

La linguetta para lacci è leggermente imbottita, in maniera densa, ed è collegata alla tomaia tramite soffietti in tessuto mesh ben traspiranti

 

L’unica cosa su cui si potrebbe muovere una critica è la sua lunghezza, al primo sguardo sembra corta…

Ed è corta: comunque provata con diversi tipi di nodo, non ci sono stati problemi di protezione del collo del piede.

 

La zona del contrafforte tallonare riesce a fornire una calzata ferma e comoda, pur se priva di imbottiture.

Il collarino veste in maniera aderente sulla caviglia, e la conchiglietta tallonare stabilizza ottimamente la seduta del piede, ben saldo anche nelle situazioni di appoggio più traballanti.

 

Concludendo: la calzata della Ulysses Maikoh è compata, sicura, protettiva, da vera scarpa da trail running, più che da scarpa door-to-trail / gravel-

INTERSUOLA

L’intersuola della Ulysses Maikoh ha generose dimensioni, come va di moda adesso.

Ulysses Maikoh

 

Ma non ci si deve far ingannare dall’aspetto: non è una intersuola in gomma morbida che vuole offrire morbidezza e comodità del passo.

Non si ha un appoggio morbido ed una fase di compressione “cuscinosa”.

Non si ha una fase di scorrimento “cremosa”

Anzi, la dinamca del passo ha un carattere molto solido.

Ma non è scomoda.

 

Questa solidità è necessaria per permettere la funzionalità delle tecnologie che costituiscono l’intersuola.

 

Analisi delle tecnologie

Come si legge sul sito :

“Le suole adattive sono progettate per minimizzare le tre tendenze dannose dominanti che sviluppano i corridori amatoriali affaticati”

Questi tre tendenze dannose sono la fase di appoggio, la pronazione, la spinta sbilanciata

E mette in evidenza chi soffre e chi può trarre giovamento da queste tecnologia: i corridori AMATORIALI

La tecnologia attiva in fase di CONTATTO è la FIS: Fist Impact Spoiler anticipa l’atterraggio diminuendo l’urto dell’appoggio di tallon e guidando il piede ad effettuare un corretto movimento dell’elica podalica

 

La tecnologia attiva in fase di APPOGGIO è la NARS: Natural Adaptive Running System fornisce il supporto per evitare il manifestarsi di una pronazione non corretta,

 

La Tecnologia attiva in fase di PROPULSIONE è la NUNNEHI: l’area “Running Spirit”, sotto la pianta del piede ha la curvatura e solidità necessarie per accompagnare la fase di spinta senza sovraccaricare le dita dei piedi

 

Ora, avendo spiegato le tecnologie attive in questa intersuola, si comprende come mai la gomma della suola è bella consistente: fosse morbida tutta questa struttura non sarebbe efficiente!

Naturalmente, come spiegato nelle premesse, queste tecnologie entrano in funzione in relazione anche ad un certo tipo di passo.

Che si può effettuare “correttamente” e costantemente su percorsi regolari e senza lunghi tratti di salita, più che discesa.

Cosa che su veri sentieri da trailrunning è molto difficile.

Comportamento su percorsi strada/gravel

Ho iniziato a provare la Ulysses Maikoh correndo su asfalto di pista ciclabile, che poi si è fatta argine di fiume, che poi si è fatta strada bianca. Percorso dal fondo comunque regolare, che possono affrontare tranquillamente anche bambini con la bici dotata di ruote supplementari stabilizzanti.

Un percorso di una decina di km senza dislivello,  in cui potevo correre senza dover guardare dove mettere i piedi.

Ho provato a correre a diverse velocità, per capire dove trovare il passo giusto per starci bene e per sentirla funzionare correttamente.

Alla fine ho realizzato che la “mia” velocità giusta è sui 5e10/5e30 al km.

Una velocità di corsa da corridore AMATORIALE, appunto.

 

Corsa veloce

Ho provato a correrci più veloce, ma non la sentivo affatto collaborare, ad aiutarmi a tenere a lungo un passo sotto i 4e50/km.

Perché?

Essendo uno che corre molto in montagna, e qui ho sempre molto dislivello, sono abituato a correre spingendo di avampiede. Proprio per questo riesco a correre più velocemente con scarpe tradizionali che con scarpe piastrate.

Questa Maikoh ha una tecnologia che la fa lavorare quasi di inerzia, con una fase di spinta che inizia già dall’appoggio, e sembra slanciare il piede prim’ancora del momento in cui l’avampiede vada a dare forza a terra in fase di spinta. Quando spingevo con forza per accelerare sentivo quasi di andare a vuoto.

Quindi ho smesso di spingere ed ho imparato a sfruttare la corsa di gamba. E non sono un granché, di gamba…

Ho pensato che questo meccanismo riesce  indurre inconsapevolmente ad una sorta di atteggiamento quasi “conservativo”: sfruttare la scarpa più che la forza del piede.

E una dinamica che permette di evitare di sovraccaricare l’avampiede: favorire falcate corrette riducendo l’affaticamento del piede.”  come appunto si legge sul sito Ulysses.

Poi c’è da dire che 318gr di scarpa non sono facili da portare in velocità, per uno di 72kg… Magari un triatleta di 190cm che pesa 80kg di muscoli belli tonici, la trova leggera e può veramente portare meglio questa scarpa rispetto ad altre  più leggere e morbide che smorzano la forza impressa dal loro passo.

 

Corsa lenta / camminata

Ho anche provato a correre molto più lentamente e camminare, e andava bene.

Ma la sentivo meglio in camminata che in corsa lenta sui 6 al km.

Ma anche qui è una questione personale, perché preferisco camminare che andare a 6 al km, una velocità che mi fa fatica tenere… Invidio chi riesce a correre a 6 o anche lentamente! A volte li vedo, li raggiungo e li sorpasso con facilità, che comunque non sono un velocista.. e loro vanno lisci, e mi sembrano così leggeri, calmi… li invidio!

Quindi, considerato le mie caratteristiche fisiche ed atletiche, il punto giusto in cui mi sono incontrato con la scarpa è quell’intervallo di velocità tra i 5e10/5e30 al km

E l’ho fatto forzandomi di effettuare passo con appoggio di tallone, e rullata.

Ho imparato a correre di meso piede grazie alle Fivefingers, per evitare il passo rullato che mi portava al sovraccarico i mediali.

Ma se corro di tallone e di rullata, ecco che dopo tre giorni di seguito corsi coì, mi si ripresenta il problema.

E così ho corso 10 km al mattino, 10 alla sera, per tre giorni di seguito.

Il quarto giorno non ho avvertito nessun sovraccarico.

Questo significa semplicemente che questa Ulysses Maikoh, con le sue tecnologie, mi ha impedito di andare in supinazione, facendomi eseguire un passo con pronazione regolare.

 

Comportamento sui sentieri di montagna

Qui da me si arriva all’imboccatura dei sentieri e si salgono subito di 300 mt di dislivello in nemmeno due km di sentiero, tutto sassi radici e imprecazioni..

Le montagne qui non superano i 1000mt, ma è tutto un sali scendi, pochi i tratti corribili in relax.

Di solito salgo spingendo con avampiede. Con le Ulysses Maikoh non mi è possibile, perché la zona avampiede non ha quella flessibilità da permettermi di farlo. E quindi procedo con passo plantigrado, praticamente camminando.

 

Il fondo di questi sentieri poche volte è facilmente calpestabile. Non c’è un appoggio dritto. Anche quando è possibile correre, ogni appoggio è sempre traballante.

In queste occasioni la Ulysses Maikoh se l’è comunque cavata bene, nonostante la gomma dell’intersuola non sia così morbida da assorbire e copiare il profilo del fondo o abbia capacità torsionali elevate da permettere al piede di effettuare correzioni fulminee.

Se l’è cavata bene perché è una scarpa che ti porta a correre con calma, e andando con calma non si raggiungono certi livelli critici di stabilità di appoggio.

Soprattutto in discesa, che spesso mi lancio per divertirmi un po’, ci sono andato con molta tranquillità, effettuando il passo con appoggio di meso piede sui sassi, sulle radici, saltellando in maniera difensiva.

Insomma, procedendo come uno che invece di doversi fare 10km ne dovesse fare 100.

Anche quando sono riuscito a correre con una certa regolarità, non ho mai superato un ritmo sopra i 13o bpm, se non in discesa corribile, un tratturo di servizio che poi è sfociato in discesa asfaltata. In queste situazioni la Maikoh ti da un appoggio a terra molto più valido rispetto a tante altre scarpe da trail running più prestazionali, specialmente se cerchi di tenere basso il ritmo che la discesa è molto inclinata e non vuoi lasciarti andare ma procedere al ritmo calmo che preferisci mantenere.

Alla fine, posso dire di aver corso senza problemi. Godendomi il momento.

Per fare lo stesso giro ci ho messo 1h e 6minuti invece di 52minuti che ci impiego di solito quando ho scarpe con cui posso spingere di più, tipo Salomon Genesis o Asics Fuji Lite. Più o meno lo stesso tempo che ci impiego con scarpe come  The North Face Altamesa 500 o New Balance More Trail  o Brooks Caldera, scarpe da ultra trail per ritmi calmi.

 

SUOLA

La suola della Ulysses Maikoh a dimostrato di essere valida sia nella corsa su strada, dove non si percepisce di avere tasselli da off-road,  che sui sentieri sterrati con vari tipi di fondo, anche umidi.

Sembra indistruttibile. Quasi 200km, di cui più di 100 su sentieri, e nemmeno un segno di scalfitura, un segno di “morso” dovuto a qualche asso aguzzo ( qui diciamo “La Calvana ti sbrana”)

La sottoporremo ad un test di durata, vi aggiorneremo.

CONCLUSIONI SULLA ULYSSES MAIKOH

La Ulysses Maikoh è una scarpa robusta, ben strutturata, che veramente può aiutare i corridori amatoriali ad evitare di soffrire delle conseguenza di una corsa meccanicamente non proprio corretta. O corridori belli grossi e muscolari che hanno bisogno di una scarpa robusta che non assorba il loro sforzo.

Può essere utilizzata su tutti i tipi di fondo, anche su sentieri più difficili, con facilità, considerando il passo da tenere, quello del corridore amatoriale.

Ottima per affrontare medie e lunghe distanze, se si è abituati ad una calzata molto compatta all’avampiede.

E molto adatta anche ad un attività trekking, con zaino pesante sulle spalla.

 

 

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