Lo zaino lombare da ciclismo è un marsupio maggiorato e ben strutturato che può rappresentare un ottima alternativa al gilet running quando le temperature sono più alte e ti permette di sudare meno, non coprendo con ulteriore strato di tessuto e imbottiture il torace, che può respirare meglio.
I marsupi running sono una cosa “antica”…
Quando iniziai a correre, quasi vent’anni fa, e correre sui sentieri, in lunghe uscite estive, era sensato portarsi dietro almeno una riserva di acqua, perché a differenza che sulle piste ciclabili o nei parchi di città, è difficile trovare una fonte di acqua.
A quei tempi esistevano già degli zaini idrici, ma erano difficili da trovarsi nei negozi, e costosi, considerando le mi esigenze, mi adattai con un semplice marsupio. A quei tempi erano pochi i marchi che producevano materiale tecnico per il trail running, tra questi i più all’avanguardia erano Salomon, Raidlight, e poi Ultimate Direction, e Ultraspire.
Raidlight, soprattutto, per i suoi marsupi, era il migliore.
Correre col marsupio ti permetteva di avere quel poco che serviva con poco carico sulle spalle, e – soprattutto – col torso completamente libero di respirare.
Questa cosa del lasciare respirare la schiena mi ha riportato ultimamente a riconsiderare l’utilizzo del marsupio, per le mie uscite quotidiane, specie in questo periodo estivo.
Anche per le lunghe uscite, se con possibilità di rifornimento.
Proprio giorni fa sono partito in solitaria per farmi una cinquantina di km, e mi sono portato lo zaino Inov-8 Ultra Race, che mi permette di caricare ben 4 softlask da mezzo litro, in previsione del fatto che avrei potuto rifornirmi solo al ventesimo km, e da li in poi non ci sarebbero state fonti e sarebbero state anche le ore più calde. Devo dire che dal 20 in poi ho consumato 1.5litri di acqua, cosa che non avrei potuto fare avendo un marsupio che al massimo ti permette di portare 1L.
Ma mi chiedevo se gran parte di quell’acqua che ho perso e che ho dovuto reintegrare non fosse quella che mi bagnava tutta la schiena ed i pantaloncini…
FASCE PORTAOGGETTI O MARSUPI RUNNING?
Negli ultimi hanno mi sono abituato a portare le fasce/marsupio, alcune ben capaci di portare anche softlask o semplici bottiglie da mezzo litro (la Camelbak Ultra Belte la OxyburnTrail Belt, le mie preferite).
Sono comodissime, riescono a mantenere il contenuto stabile, e permettono di portare quel che serve per la corsettina fuori porta o per un uscita breve e impegnativa sui sentieri.
Possono essere utilizzate per integrare la dotazione quando si usa un leggero gilet da 5L.
Però le fasce le devi infilare “saltandoci” dentro, e per le loro dimensioni, ti fasciano anche la parte anteriore, con uno strato di tessuto che col caldo limita la traspirazione.
Cosa che non succede con il più semplice e classico marsupio, che nella parte anteriore ha una semplice poco estesa stringa.
Il marsupio lo carichi con una bottiglia di acqua da mezzo litro (a volte anche due), ci metti il portafoglio, delle bandane, lo smartphone, un eventuale lampada frontale, lo porti in vita, lo allacci e e vai.
E’ molto semplice da organizzare e portare.
Certo, può ballare un po’, e ci vuole un po’ di tempo per capire la posizione giusta per evitare il donsolia..
Una volta trovata, si dimentica proprio di averlo.
E la schiena è libera di sudare e raffrescarsi, il petto pure, l’addome non si surriscalda.
Insomma, sudi solo dietro, nella zona lombare, dove comunque suderesti anche con lo zaino, che per quanto possa vestire più in alto sul torso, alla fine il sudore che si crea nello schienale, si condensa e poi scivola tutto giù.. tra le chiappe!
Certo, il marsupio ha un limite di carico…
Ma anche no: perché esistono marsupi, creati per il mondo della MTB, che possono essere utilizzati benissimo anche per la corsa, ed hanno una capacità di carico dai 3 ai 5 litri, che ti permette di portare parecchia roba.
Poi, si può integrare con l’utilizzo anche di pantaloncini o cosciali dotati di tasche laterali, o magliette anche queste con tasche laterali. Questi capi di abbigliamento ti permettono di poter quello che è necessario per poter affrontare ultra trail rispondendo a quelle che sono le richieste di materiale obbligatorio previste dai regolamenti della gare.
Esistono anche marsupio da 7 litri.. ma in questo caso la massa posteriore inizia ad essere un po’ troppo ingombrante, sposta troppo il baricentro, e rischia veramente di ballare tanto, durante la corsa…
Oddio, ci si può abituare anche a quel dondolio..
Ho rivisto recentemente un video di una 100 miglia scozzese – che quest’anno è alla sua quarantesima edizione – risalente al 2009, dove gran parte dei concorrenti indossavano zainetti stile quelli da 7 euro della Decathlon, molto ballerini.. e i più “tecnici”, dei marsupi. Marsupi, in alcuni casi, voluminosi quanto un paracarro..
C’era un corridore con un marsupio che sembrava poter contenere anche il barbeque… E quanto ballava durante la corsa, seppur lenta…
E l’ha portato per tutta la gara, con quel dondolio onnipresente…
QUALI MARSUPI RUNNING?
Quindi, questa primavera, quando ho deciso di ritornare a questa soluzione tecnica, mi sono guardato intorno – su internet – per vedere qauli marsupi running esistono.
Naturalmente sono tornato a visitare il sito Raidlight, il sito Ultimate Direction , il sito Ultraspire.
Che producono ancora ottimi marsupi. O “lumbar pack” come alcuni preferiscono chiamarli. Zaini lombari.
Begli zaini lombari, quindi.
Ben capaci di caricare liquidi, riserva energetica e anche lampade frontali e poco altro.
Ma io cercavo qualcosa di più “zaino” ancora.
E quindi sono andato a cercare su internet “lumbar pack” e mi è uscito fuori il mondo dei marsupi voluminosi per il mondo del MTB, e tra questi mi è spiccato subito all’attenzione quello di un marchio che stimo essere ai massimi livelli, nella produzione di zaini outdoor: Osprey.
E in particolare mi ha colpito lo zaino lombare Savu 5.
OSPREY SAVU 5

Lo zaino lombare OSprey Savu 5 è un vero e proprio zaino!
Pesa 340gr, anche più di certi zaini trail da 5L, ed ha una struttura molto importante, con uno schienale solido, ben imbottito con materiale gommoso che di solito viene usato per gli spallacci degli zaini (cosa che non accade con i gilet da 5L).
Questa imbottitura funziona come telaio portante, necessario per aiutare lo stesso zaino lombare a portare meglio il carico.
Tanto carico.
Per cominciare, ha due alloggiamenti porta borracce.

Naturalmente, al posto delle più alte borracce dotate di beccucchi apribili coi denti, ho messo delle bottiglie di the da .50L, più basse e con bocchettone largo: questo evita che il tappo più alto delle borracce da ciclismo possa toccare contro lo schiena.

Accanto ad ogni alloggiamento porta borraccia, ci sono due bei tasconi che stringono sui fianchi, a cui si accede tramite zio dotata di stringa che facilita l’apertura.
Questa tasche sono molto lunghe: la zip à lunga 13cm ,a ma la tasca ben 17! e, nella parte anteriore, profonda 9cm, e nella parte collegata ai porta borracce, ben 13cm: ci possono entrare barrette e gel delle maggior dimensioni, per fare un esempio, quelle della Ethic Sport. 6 Gel. Oppure 4 barrette. Oppure 4 gel e una lampada frontale (Black Diamond Spot 400) più pile di ricambio in ogni tasca.
Poi c’è la “sacca” centrale. Divisa in tre scompartimenti.
La tasca allo schienale, con apertura a zip lunga 17cm, preferisco metterci il telo di sopravvivenza o comunque roba fine e morbida, non o ingombrante, e permetta cos’ allo “schienale” di conformarsi al meglio.

Poi c’è la tasca centrale, a cui si accede con zip perimetrale a doppio cursore: questa tasca è ampia 20cm e alta 18cm. Sulle su pareti interne sono presenti tasche zippate.

Nelle tasche zippate interne ci ho messo il portafogli le chiavi, un powerbank ed un telefonino vecchia maniera di emergenza . Dentro la tasca ci ho messo giacca antipioggia Asics FujiTrail Elite e maglia termica Oxyburn Gravity, un paio di guanti, un fascia.

Nella tasca zippata esterna, ci ho messo lo smartphone e il bicchiere ripiegabile.

Insomma, in questo zaino lombare ci può stare tutto quel materiale necessario previsto da molti regolamenti di gare ultra trail!
La sua struttura molto ingombrante, alta 18cm nella parte centrale e lunga 64cm, con lo schienale così ben strutturato, determina che la sua posizione ottimale sia sopra più in alto dei glutei, e non sopra di essi, che col movimento andrebbero a far forza contro lo schienale. Quindi veste proprio nella zona lombare, coprendola bene, anche sui fianchi.
All’inizio se ne percepisce la presenza, ma ben presto ci si fa l’abitudine.
Ci ho corso anche una 40ina di km, ritrovandomi ben bagnato tra le chiappe, proprio come se avessi portato un gilet, ma con la schiena ben asciutta!
Beh, si potesse misurare in qualche modo scientifico l’effetto sudorazione tra uno zaino lombare e uno zaino idrico di pari capacità, probabilmente la quantità di sudore emessa sarebbe minore con lo zaino lombare…
Con lo zaino Osprey Savu 5 ci puoi affrontare una 100miglia.
Certo, tutti i giorni non c’è bisogno di uno zaino lombare così, per cui ho cercato anche altre soluzioni.
Così ho trovato lo zaino lombare – sempre da MTB – di un altro marchio a cui sono affezionato: il Camelbak Podium Flow 4.
Visita il sito Osprey
CAMELBAK PODIUM FLOW 4

Uno zaino lombare che ha tutta un altra impostazione rispetto all’Osprey Savu 5, con un unico porta borraccia – borraccia inclusa – posto nella parte centrale e con due tasconi porta oggetti laterali.
Questo permette di portare solo mezzo litro di acqua, quindi se uno vuol fare una gara che prevede una riserva obbligatoria di almeno un litro di acqua, deve optare per una borraccia a mano oppure 2 soft flask da 250ml da mettere nelle tasche laterali di pantaloncini tipo i Patagonia Endless Shorts.
Anche qui abbiamo una struttura dello schienale molto importante, con tre cuscinetti separati di tessuto mesh 3D che è proprio quello che viene usato negli zaini idrici da trail running: un tessuto spesso, a grandi maglie, che funziona da cuscino e che grazie alla sua struttura permette una discreta capacità traspirante.

E’ uno zaino lombare che ha una minor estesnsione, sia per altezza che per larghezza, rispetto all’Osprey Savu 5: lo “schienale” misura 45cm ed è alto 15cm, quindi, pur vestendo sempre alto nella zona lombare, il suo minor ingombro le rende meno “soffocante”, ma anche un po’ meno stabile: qui si fa sentire la differenza di estensione dei tasconi laterali, che non vanno ad abbracciare i fianchi, scaricando su di essi.
I due tasconi con chiusura a zip lunga 19cm, sono molto ampi e dotati di vani interni: in uno se ne hanno 2 grandi, nell’altro 3 più piccoli: questo permette di scegliere gli oggetti e fermarli al meglio a seconda delle loro dimensioni.

I tasconi sono ampi da poterci mettere in uno la giacca antipioggia (sempre le Asics FujTrail Elite) e nell’altro un secondo strato termico un po’ più leggero e meno ingombrante rispetto alla maglia Oxyburn Gravity, tipo una maglia a maniche lunghe in lana merino.

All’esterno di ogni tasca c’è un ulteriore tasca zippata, fatta con tessuto leggermente elastico, con apertura zippata di 17cm, ben capace di contenere uno smartphone.

Insomma, altro zaino polivalente per ciclismo e corsa, pesa solo 260gr.
Visita il sito Camelbak
PATAGONIA DIRT ROAMER

Ed infine, per le uscite meno impegnative, ho trovato lo zaino lombare Patagonia Dirt Roamer che nella struttura assomiglia all’Osprey Savu 5, con i porta borraccia a fianco della sacca centrale, ti permette di portare anche un litro di acqua, sia con borracce da ciclismo ma meglio con bottigliette da 0.5L.
Ha una capacità di 3 litri, il che può benissimo bastare per affrontare lunghe od ultra distanza dove è richiesta una minor dotazione di materiale obbligatorio, e magari solo mezzo litro di acqua: in questo caso si può optare per l’utilizzo di due bottigline di Estathe Sporta da 250ml, che più basse, non sporgono affatto dalla sede, e diminuiscono la massa generale, rendendo lo zaino ancora più stabile.

E’ lungo 60cm e alto 16cm, meno ingombrante dell’Osprey Savu 5, e il suo schienale è privo di imbottiture, fatto con tessuto mesh fine, resistente, traspirante.
Quei 4 cm in meno di lunghezza incidono sull’ampiezza delle tasche , la cui zip di accesso è di 12cm, e non permette di infilarci dentro un normale smartphone.. Lo smartphone entra preciso nella tasca esterna posteriore.

Se si è abituati a usarlo per far foto, diventa un po’ più antipatico tirarlo fuori, quindi bene utilizzare pantaloncini come il Patagonia Endless Run o altri pantaloncini con tasche laterali dove poterlo mettere e togliere con molta più facilità

Le tasche sono comunque ben capienti, 4 gel e due barrette per tasca e sei a posto!
La sacca centrale ha apertura superiore con zip a doppio cursore, dentro ci sono due vani separati in tessuto elastico, e ci si può infilare bene la già menzionata giacca antipioggia Asics Fujitrail Elite , oltre che lampade frontali e con pile di ricambio.

Patagonia Dirt Roamer Waist Pack 244gr, è il più leggero dei tre, ed è anche il più “malleabile”, e può essere portato su diverse posizioni, anche sdraiato sui glutei, più basso sui fianchi.
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