Il valore del passo lento per chi ama i sentieri
Ci sono libri che non parlano direttamente di trailrunning, allenamenti, dislivelli o gare, ma riescono comunque a entrare in sintonia con chi ama muoversi nella natura. In cammino di Maurizio Bono è uno di questi: un libro che invita a riscoprire il valore del passo non solo come gesto semplice e naturale ma anche come esperienza fisica, emotiva e interiore.
Procedere al proprio passo diventa un modo per attraversare i paesaggi con maggiore attenzione, il sentiero non è più soltanto una linea da seguire, ma un luogo da ascoltare, vivere e interpretare.
Non siamo davanti a un manuale tecnico, né a una guida pensata per preparare una gara o pianificare un’escursione nei dettagli, In cammino è piuttosto una lettura dedicata ai sentieri, ai luoghi attraversati con lentezza e al piacere di muoversi in modo consapevole. Proprio per questo può interessare non solo chi pratica trekking o escursionismo, ma anche chi corre in montagna e considera il trailrunning un modo per entrare in relazione profonda con la natura.
Un libro che parla anche a chi ama il trailrunning
A prima vista, un libro dedicato al passo lento potrebbe sembrare lontano dal mondo del trailrunning. In realtà, il legame è più forte di quanto sembri.
Chi corre sui sentieri sa bene che il trail non è fatto solo di velocità e prestazione. È fatto anche di paesaggi, silenzi, fatica, ascolto, gestione del respiro e capacità di adattarsi al terreno. Sono tutti elementi che appartengono anche all’esperienza del muoversi a piedi, con un ritmo diverso ma con la stessa attenzione verso ciò che ci circonda.
Il trailrunner attraversa boschi, creste, mulattiere, salite e discese cercando equilibrio e continuità. Chi cammina percorre spesso gli stessi luoghi con un tempo più dilatato, lasciando spazio all’osservazione. Cambia il ritmo, ma resta comune il rapporto con il sentiero. Prima della corsa c’è il passo. Prima della prestazione c’è il desiderio di uscire, respirare, attraversare un paesaggio e sentirsi parte di esso.
Il sentiero come spazio di ascolto
Uno degli aspetti più interessanti del libro è l’idea del sentiero come spazio di ascolto. Non soltanto ascolto della natura, ma anche di sé stessi.
La corsa in natura è spesso associata alla performance, alla preparazione fisica, alla gestione dello sforzo e al superamento dei propri limiti. Ma dietro ogni uscita c’è anche una componente più intima: il bisogno di stare all’aperto, di ritrovare equilibrio. Nel trailrunning il corpo cerca ritmo, equilibrio e continuità. Ogni salita richiede gestione, ogni discesa concentrazione, ogni tratto tecnico capacità di adattamento. Il movimento è più dinamico, spesso più intenso, ma resta profondamente legato al terreno.
In cammino invita proprio a recuperare questa dimensione. Non contrappone il passo lento alla corsa, ma mostra come entrambi possano essere modi diversi di vivere lo stesso ambiente.
In cammino non è pensato come una guida escursionistica o un manuale outdoor. Non fornisce strumenti operativi per organizzare un trekking o preparare una gara. La sua forza è altrove: nell’ispirazione, nel racconto e nello sguardo sul significato del procedere a piedi.
È un libro da leggere per lasciarsi accompagnare, non per pianificare un percorso con precisione tecnica.
A chi consigliamo In cammino
Consigliamo In cammino a chi ama i sentieri in tutte le loro forme: correndo, camminando, salendo lentamente o semplicemente osservando.
È una lettura adatta a:
- chi pratica trailrunning e vuole riscoprire il lato più contemplativo dei sentieri;
- chi ama il trekking e l’escursionismo;
- chi cerca libri outdoor legati alla natura e al movimento lento;
- chi vive la montagna come spazio di libertà e ascolto;
- chi vuole una lettura capace di ispirare nuove uscite all’aria aperta.
L’autore
Maurizio Bono è un giornalista professionista nato a Genova nel 1956. Ha lavorato per Paese Sera, Panorama, D di Repubblica ed è stato giornalista culturale di Repubblica. Appassionato di camminate, in In cammino racconta il piacere del passo lento, dei sentieri e del movimento vissuto come esperienza personale e culturale.
La sua scrittura unisce lo sguardo del giornalista alla sensibilità di chi conosce il valore del procedere lentamente. Ne nasce un libro che non si limita a raccontare luoghi, ma prova a restituire il senso profondo dell’attraversarli.







