La Salomon S/Lab Genesis fu presentata sul mercato nel 2022.

La versione “normale”, semplicemente detta Genesis è uscita nella primavera del 2024.

Nel corso di questi anni si sono presentate sul mercato diverse scarpe molto interessanti, qualcuna anche migliore, per certe caratteristiche.

Tuttavia, a mio parere, ancora oggi, queste due scarpe sono molto valide, affidabili.

Giustamente Salomon le ha aggiornate, ma la seconda generazione di questi due modelli non discosta poi tanto dalle precedenti, a conferma che il design fondamentale era ed è tutt’ora valido.

Sono stati aggiornati materiali, rivisti alcuni particolari, ma ad una prima occhiata sarebbe difficile riconoscere tra le une e le altre.

Ed il tutto senza vederne aumentare i prezzi!

Cosa da non poco per scarpe robuste, affidabili e performanti.

Tant’è che nello stesso momento in cui mi hanno detto che mi avrebbero mandato la S/Lab Genesis 2 , ho deciso di regalare la Genesis 2 a mia moglie, che ha in programma di tornare a fare qualche trail, puntando alla 50 del Tuscany del 2027.

L’ho comprata, si.

Che regalo sarebbe stato, se le avessi rigirato una scarpa chiesta in omaggio?

E dovendo spendere soldi, tra tutte quelle che conosco, tra tante che anche le preferisco – per le mie caratteristiche – sono andato sul sicuro.

Perché la Salomon Genesis 2, come la versione precedente, è una scarpa che si adatta a tutti e a tutto.

Che sia un percorso corribile o montagna da scalare.

Che ci sia da correre o solo camminare.

Una delle scarpe che è sempre tra le varie opzioni che propongo, quando mi chiedono “che scarpa mi consigli per….?”

E adesso, avendo provato la S/Lab Genesis 2, posso dire che anche questa è una scarpa che si adatta bene a tutti e a tutto, e che quella differenza di prezzo con la Genesis 2 è ben giustificata dai contenuti e dalla resa.

Naturalmente non sono in grado di sfruttarne appieno le potenzialità, ma anche il corridore gaudente, che come me preferisce un drop basso per potersi divertire di più in discesa sul tecnico, può trovarsi a maggior agio nella S/Lab Genesis 2 – con i suoi 6mm di drop ed una intersuola meno spessa – che non nella più gommata Genesis 2, che ha un drop di 8mm. Si, 2 mm di differenza che possono fare la differenza, per alcuni.

Per iniziare vorrei mettere in chiaro le principali differenze tra il materiale di cui è composta l’intersuola dei due modelli

 

Materiale e composizione

optiFOAM: una miscela leggera di EVA e copolimero a blocchi di olefine (OBC).
È progettato per offrire un comfort morbido, stabile e duraturo su terreni accidentati e con chilometraggio elevato.

optiFOAM²: una schiuma supercritica di poliuretano termoplastico (TPU) al 100% (precedentemente denominata da Salomon Energy Foam Evo). Questo avanzato processo supercritico/a perline produce un materiale molto più vivace e rimbalzante, con un elevato ritorno di energia.

Guida e prestazioni

optiFOAM: si concentra sul comfort di accesso morbido e affidabile e sul progressivo assorbimento degli urti. Sembra più tradizionale, stabile e controllato.

optiFOAM²: offre una guida più elastica e reattiva con un effetto di rimbalzo dinamico che risulta più veloce ed energico sotto i piedi.

Applicazione delle scarpe

optiFOAM è utilizzato principalmente nei modelli da trail incentrati sul comfort a lunga distanza

optiFOAM² viene utilizzato nei modelli stradali a cuscino massimo e a superficie mista per massimizzare il rimbalzo e la reattività su superfici dure

 

Altre differenze fondamentali fra le due versioni:

A parità di taglia, la Genesis 2 pesa 282gr la S/Lab Genesis 2 pesa 262gr
L’intersuola della Genesis 2 è alta 34mm al tallone, quella della S/Lab Genesis 2 è 31mm
Il drop della Genesis 2 è di 8mm, quello della S/Lab Genesis 2 è di 6mm
I tasselli della Genesis 2 sono profondi 4mm, quelli della S/Lab Genesis 2 sono di 4.5mm
La tomaia della Genesis 2 è fatta con tessuto Matryx, quello della S/Lab Genesis 2 è in Matryx Micro.

 

 

SALOMON S/LAB GENESIS 2

Caratteristiche Principali:

Peso 265gr
Drop 6mm altezza al tallone 31mm
Suola All Terrair Contagrip con tassselli profondi 4.5mm
Intersuola optiFOAM² a doppia densità
Tomaia in tessuto Micro Matryx con linguetta integrata e soletta rimovibile

 

Scarpe simili

Scott Supertrac RC 3, Merrell MTL Long Sky

 

TOMAIA

La tomaia della Salomon S/Lab Genesis 2 presenta una struttura a 2 livelli con un guscio esterno in tessuto Matryx Micro che avvolge un semi calzino elastico interno che include la linguetta para lacci, collarino -tipo-ghetta e contrafforte tallonare

Il contrafforte tallonare è minimalista nella imbottiture, ma non per questo scomodo.

 

Il tessuto di rivestimento esterno, rinforzato, contribuisce a renderlo quasi rigido e molto ben contenitivo, per fornire cos’ una calzata stabile ma allo stesso tempo leggera.

La seduta del piede è resa stabile anche dalla struttura dell’intersuola Active Chassis, che specialmente nella parte interna, nella zona dell’arcata, presenta una bella appendice che sovrasta la tomaia, e forma una parete di contenimento molto efficace nel contenere il piede da movimenti laterali.

La soletta interna è incollata alla scarpa, in alcuni punti, per impedire che possa muoversi sotto il piede. Presenta un estesa traforazione che aiuta la traspirazione interna,

Il collarino elastico rialzato funziona proprio come una mini ghetta, evitando che detriti del fondo possano entrare all’interno della scarpa da re fastidio.

La linguetta para lacci presenta una striscia di imbottiture centrale molto spessa, che protegge molto bene il collo del piede dalla pressione delle stringhe del sistema quick lace. Sono rimasto molto sorpreso dall’abbondante imbottiture, mai vista in altro modello Salomon da racing che presenta lo stesso sistema di allacciatura.

Salomon S/Lab Genesis 2

 

Il sistema quick lace è molto efficace nel serrare il piede dentro la scarpa, e il vano porta cursore è molto facile da utilizzare, avendo un accesso dall’alto e molto spazio.

La zona avampiede dell’avampiede è ben compatta sul piede, chiude le dita tra di loro, non arrecando fastidi.

Il puntale è molto esteso ed il materiale di rivestimento è molto efficace nel proteggere e dita dei piedi.

 

Il tessuto Matrix Micro, già solo al tatto, assicura robustezza. Una volta calzata riesce a far sentire il piede ben areato. Fornisce traspirazione efficiente e ottima capacità di drenare l’umidità.

Concludendo, la tomaia della Salomon S/Lab Genesis 2 presenta tutte le caratteristiche capaci di fornire una sensazione ed un efficacia degne di una scarpa performante molto tecnica.

Ciò che mi ha colpito durante l’utilizzo, è stata proprio l’estrema capacità di contenere il piede anche nei passaggi più tecnici, specie nei momenti dove ti parte sotto il fondo ma la scarpa riprende equilibro col piede che non mai perso contatto.

E, tenete presente, ho indossato una taglia 44 invece della mia solita 43 e 1/3: la scarpa affettivamente avanzava un po’ di spazio in punta, che a volte ho “pagato” andando a sbattere contro un sasso in fase di alzata, perché il corpo calcolava la reale misura del piede.. Ma per il resto non ho avuto problemi di traslazione in avanti o laterali, la scarpa tiene che è una meraviglia, anche al tallone, dove non si ha quella sensazione “cementizia” delle classiche montanare Salomon, ma un piacevole senso di leggerezza.

 

INTERSUOLA

Il cuore della Salomon S/Lab Genesis 2 è un intersuola non più in gomma Optifoam (EVA+OBC) ma Optifoam2 fatta in TPU, il che la rende molto più elastica, dinamica, resiliente e con maggior capacità di ritorno energetico, seppur leggermente più pesante.

Forse è per questo che la S/Lab Genesis 2 pesa qualche grammo in più rispetto alla precedente versione.

E ‘c’è da aggiungere anche la diversa forma dell’intersuola, nella pianta di appoggio, che risulta più larga nella zona mediale, e con un a coda dalla forma più quadrata, e leggermente più sporgente rispetto alla seduta del piede.

 

E’ stata misurata nell’ordine del 23% la maggior superfice d’appoggio di questa versione.

Questa “maggiorazioni” sicuramente hanno contribuito ad aumentare la quantità di gomma, che è più densa… ma le capacità di questa gomma riescono ad azzerare queste maggiorazioni, ed anzi, a far sentire la scarpa più leggera!

 

Ammortizzazione

Si ha proprio una diversa sensazione già nel modo in cui si appoggia a terra il piede,  e non tanto per la morbidezza della gomma, che anzi ha un contatto a terra molto deciso, che accompagna la rotazione del tallone durante la distensione del passo.

Salomon S/Lab Genesis 2

 

Ma questa “durezza” non significa affatto che si percepisce una momento di caduta spiacevole.

E’ che non si percepisce questa caduta!

 

Stabilità

Questa “caduta” viene poi ben accompagnata durante la distensione del passo, si percepisce la scarpa che affronta il fondo con sicurezza, si ha ottima sensazione di stare a terra, allo stesso tempo ben protetti, nonostante la poca gomma che separa il piede dal fondo!

La superficie di appoggio copia bene la superficie del terreno, e questo contribuisce a migliorare l’equilibrio del passo.

 

Protezione

Solo all’avampiede si può sentire qualcosa di più a quello che si è normalmente abituati, magari usando scarpe più gommate o dotate di piastre anti-roccia in materiali plastici: l’intersuola sotto l’avampiede è spessa solo 25mm, è molto flessibile, elastica, favorisce molto bene la fase di controllo, specialmente quando si corre aggredendo il fondo, specie nelle discese più tecniche.

 

Ma 25mm non sono tanti per assorbire al 100% le asperità del fondo, come succede in scarpe con magari 30mm di gomma – sempre in TPU – sotto l’avampiede.

Ma, questo è lo scotto che c’è da pagare se si cerca una scarpa performante su percorsi tecnici.

E questa è in tutto per tutto una S/LAB, una scarpa progettata per accompagnare gli atleti pro al massimo delle loro potenzialità.

E vi assicuro che questo margine di prestazionalità tra la S/LAB Genesis 2 e la “normale” Genesis 2 è evidente, e ampio.

 

Controllo

Un altro aspetto che contribuisce a migliorare la capacità di controllo sul tecnico è il drop più basso, di 6 mm.

Ho sentito molto questa differenza, seppur di soli 2mm, tra la vecchia e la nuova versione. Soprattutto per il fatto che sono abituato a correre con scarpe con drop da zero a 4millimetri.

8 mm di differenziale tacco-punta li sento molto più favorevoli quando devo correre in salita, e parlo si salite con pendenza omogenea, che ti portano a salire 7-800metri in 10km. Sento il vantaggio di avere un piede più alto al tallone che migliora così la posizione dell’avampiede al momento della spinta, aiutata anche della fase di decompressione in zona tallone.

Questi 8mm poi però si sentono in discesa nel maggior carico sull’avampiede, e nella minor “giocabilità” della caviglia quando si deve affrontare fondi sconnessi, come capita sui sentieri bassi dell’appennino, ricoperti da sassi rotolati da monte, sassi che non hanno coesione col fondo, che ti scivolano sotto il piede, che ti fanno partire via l’appoggio, e allora serve una caviglia mobile per recuperare.

Questo è quello che mi succede con le Merrell Agility Peak 6, scarpa con drop 8, che mi piace tanto tanto tanto, ma che devo un attimo “sopportare” quando devo affrontare questo tipo di discese.

Con la Salomon S/Lab Genesis avevo lo stesso problema: ottima nelle discese compatte fatte per il downhill, meno nelle “sassaiole”..

Con la Salomon S/Lab Genesis 2 ho sofferto meno queste discese. Ed in questo ha anche contribuito la maggior capacità elastica dell’intersuola in TPU!

Drop basso che migliora la capacità di gioco della caviglia, Activ Chassis che assicura il piede contro ogni traslazione laterale, tomaia solida, intersuola molto elastica: tutti elementi che portano ad avere grande capacità di controllo del passo.

Ah, già, anche la suola…

 

 

SUOLA

La suola in Contagrip della Salomon S/Lab Genesis 2 ha mantenuto quasi lo stesso design dei tasselli: i tasselli, singolarmente, hanno una diversa forma, ma la loro differenziazione rispetto alla superficie è rimasta la stessa, con tasselli più grossi sotto l’alluce, per sostenere il maggior carico della spinta, e tasselli contro-marcia sotto il tallone, ma dal profilo più aggressivo.

Devo dire che non so se più per merito della suola, o per merito dell’intersuola, che questa Genesis 2 mi ha dato totale senso di affidabilità in ogni situazione.

 

CONCLUSIONI SULLA SALOMON S/LAB GENESIS 2

C’è una scena del film “I Mercenari”, in cui Jason Statham, dopo aver dato e preso calci e pugni chiunque gli si presentasse davanti come se non ci fosse un domani, si scontra infine con il “boss” del quadro, dotato di pugnali, e lui solamente di tirapugni… mena e rimena,  a forza di cazzotti in faccia, lo accoppa.

E sul cadavere sentenzia “Non si batte il classico!”

Ecco, la Salomon S/Lab Genesis 2  è, nonostante tutte le tecnologie avanzate degne di una S/Lab, una scarpa classica, in fin dei conti, persino semplice.

Ci sono tante scarpe molto belle e prestazionali, in giro.  Alcune anche più entusiasmanti.

Ma nessuna è così equilibrata.

Nessuna così… infallibile.

Imbattibile.

 

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