Si chiama Scott Kinabalu Ultra, ma forse sarebbe stato più corretto chiamarla Scott Kinabalu Ultra Pro.

La Scott Kinabalu 3 era giù una ottima scarpa da ultra, dotata di un intersuola in gomma Kinetic Foam che forniva un ottimo livello di ammortizzazione e confort di marcia.

Non mi sono meravigliato vederla risuolata Vibram alla partenza di gare come il Tuscany 100k/100 miglia.

Il suo punto debole era la suola. Per il resto un ottima scarpa.

La Scott Kinabalu Ultra affianca la Scott Kinabalu, modello meno gommato, coi suoi soli 33mm di gomma al tallone, ben 6 in meno della Ultra.

Quei 6mm di gomma in più, ultra, servono proprio per garantire maggior protezione e per rendere il passo più facile sulle lunghe ed ultra distanze.

Ma differentemente dalla Kinabalu 3, il passo è meno morbido.

E dopo pochi passi, si ha la sensazione che la scarpa modifichi il tuo assetto di corsa, facendoti sentire in qualche maniera più attivo, più dinamico, quasi grintoso!

Ed ecco che allora ci sarebbe stato bene un bel “pro”, a caratterizzarla giustamente anche come una scarpa performante per le lunghe distanze.

Perché oltre che ad essere un alternativa a scarpe maxi come la New Balance Hierro 9, Icebug Jarvs, Merrel MTL Adapt, La Sportiva Prodigio Max e Brooks Caldera, può  vedersela anche con le più performanti Salomon S/Lab Ultra Glide, VJ Ultra 3 e Topo Athletic Vista, La Sportiva Prodigio Pro e Hoka Speedgoat 7.

Una scarpa COMPLETA, quindi.

Scott Kinabalu Ultra

 

Caratteristiche:

Peso: 275gr

Drop 7mm

Altezza intersuola al tallone: 40mm

Tomaia in tessuto Matryx

Intersuola in gomma KineticFoam con tecnologia Rokcer ER2

Suola in gomma Scott

Tipo di ammortizzazione: Solida

Livello di ammortizzazione: Alta

Stabilità: Ottima

Tipo di percorso: Lunghe ed Ultra distanze a qualsiasi passo

 

Scarpe della stessa categoria:

Hoka Speedgoat 7, Salomon S/Lab UltraGlide, La Sportiva Prodigio Pro, VJ Ultra 3, Topo Athletic Vista, New Balance Hierro 9, Icebug Jarvs, Merrel MTL Adapt, La Sportiva Prodigio Max e Brooks Caldera

 

 

Tomaia

Ho sempre apprezzato le qualità costruttive delle tomaia di Scott, anche se, fino alla Kinabalu 3, ho sempre sofferto la calzata di livello “sadomaso” intorno alle dita.

Con la Kinabalu 3 però si erano già visti dei cambiamenti.

Con la Kinabalu Ultra è stato fatto ancora meglio.

Perché non è facile costruire una tomaia che vesta fasciando il piede in ogni sua parte, usando il tessuto Matryx.

Il tessuto Matryx è molto resistente, specie in relazione al suo peso, e alle sua capacità di areazione e traspirazione.

E’ un tessuto utilizzato in quasi tutti i modelli di fascia alta, da performance.

E’ un tessuto che però manca di un minimo di elasticità, di quella “malleabilità” che gli permetta di andare a contatto sul piede, a stendersi in maniera uniforme e vestirlo come un guanto.

Capita spesso di vedere il tessuto Matryx andare a piegarsi, a fare “ondine” trasversali in alcuni punti della tomaia.

Questo non avviene in queste Scott Kinabalu Ultra.

Mi ha veramente impressionato il in cui il tessuto si stende sul piede!

Lo fascia e lo sostiene, nella parte interna intorno all’ossicione e nella zona concava dell’arcata del piede.

Due zone in cui al tessuto viene chiesto di fasciare e riempire in maniera “opposta” rispetto ad un ideale asse laterale.

Invece in questa Kinabalu Ultra la tomaia è molto avvolgente intorno all’ossicione, e molto supportiva all’arcata.

Senza l’ausilio dei classici inserti “tiranti” che spesso si vedono sulle tomaie – anche di Scott – che servono a strutturare il tessuto per fornire certe capacità contenitive.

Calzata

La Scott Kinabalu Ultra veste in maniera molto fasciante, ben contenitiva, e anche piacevole sul piede scalzo, fornendo un elevato grado di areazione interna.

La presa è salda, anche al tallone, anche se si ha la sensazione che il collarino non abbracci in maniera salda la caviglia.

Il collarino veste basso sul piede, ha imbottiture discrete e con un ottimo rivestimento.

Calza così bene da non farsi sentire, quando invece – in un certo tipo di scarpa – si gradirebbe una presenza più invadente. Più rassicurante.

Che poi questa non è quel “tipo di scarpa”: è una scarpa si leggera ed anche agile, svelta; ma è fondamentalmente una scarpa da lunghe distanze,  non certo una scarpa da skyrace!

Ma la sensazione ai piedi è quella, e quasi ti dimentichi che non lo sia, cosa che potrebbe portare ad esagerare nel chiedere ad una scarpa con 40mm di gomma al tallone cose che non si dovrebbero fare… ma di questo parleremo più avanti.

Comunque, mai successo di sentire il tallone spostarsi dalla sua seduta, anche in passaggi impegnativi.

Sistema di allacciatura

Il sistema di allacciatura è molto tradizionale, con lacci piatti in tessuto, ed è molto efficace.

La linguetta para lacci è molto race, minimalista ma non spartanissima, con giusto un imbottitura nella parte centrale a proteggere contro la pressione degli incroci dei lacci e del nodo del fiocco.

Magari ci stava meglio una palpebra di un qualche millimetro più alta, e larga, giusto per dare una sensazione di protezione in più quando si fa passare il laccio all’ultimo occhiello… ma giusto una questione psicologica, che alla fine non manca niente.

Soletta interna

Ottima anche la soletta interna, fatta con una gomma molto elastica, ben sagomata, non si impregna di acqua: per una scarpa che fa penetrare e defluire l’acqua in maniera istantanea, è perfetta.

Si può sentire il piede bagnato, ma non si sente mai inzuppato. (quando usata con calze Buff, X-Bionic )

 

Puntale

Ottima anche la forma “quadrata” del puntale, che compatta le dita ma non le schiaccia, col puntale che passa alto sull’alluce, si sente la presenza solo alzandolo. E protegge anche bene contro gli urti.

Quindi, la Scott Kinabalu Ultra offre una calzata comoda e salda che quasi mi ricorda quella della Topo Athletic Pursuit e la VJ Ultra 3, le mie scarpe preferite, da questo punto di vista.
Spettacolare anche a piede scalzo!

 

Intersuola

L’intersuola della Scott Kinabalu Ultra è fatta con la Kinetic Fusion Foam, una mescola di gomma Eva e Peba.

Una gomma dal basso peso specifico, ma ben solida, ben capace di ammortizzare la caduta senza collassare, ma fornendo un ottimo controllo dell’atterraggio, ed un ottima risposta che non è affatto un rimbalzo, ma una spinta, che si percepisce maggiormente all’aumentare della velocità di marcia.

A ritmi bassi, quando si corre a passo corte e alta intensità, la Kinabalu Ultra sembra quasi non avere fase di ammortizzazione, anche perché grazie alla sua geometria rocker, non ti fa sembrare nemmeno di atterrare di tallone!

Si ha quasi al sensazione – e su questo fidatevi di un barefoot runner – che l’atterraggio avvenga “naturalmente” di meso piede.

La scarpa in questa modalità sembra dura. Ma non è una durezza negativa. E solidità di appoggio e prontezza di esecuzione del passo.

Ci si corre in maniera efficiente anche a basso ritmo.

 

Quando poi si allunga il passo e si alza la velocità – andando sotto i 4e”e50″, appoggiando di tallone, si percepisce la gomma comprimersi , e si percepisce subito di essere spinti.

Non è un rimbalzo: è uno slancio.

Slancio che facilita l’esecuzione della rullata e la fase di spinta.

 

Tecnologia rocker ER3

Proprio in questi giorni sto camminando parecchio con scarpe da speed-hiking, prive di tecnologie del rocker.

Scarpe dove si va a spingere di avampiede anche camminando. E mi son ritrovato spesso il piede già “carico” dopo pochi km.

Con questa Scott Kinabalu Ultra non mi sembrava di aver mai spinto di avampiede nemmeno dopo una ventina di km. Il piede era bello riposato.

 

 

Questa è la funzione perfetta del rocker: facilita la spinta senza caricare di sforzo l’avampiede.

E’ una cosa che ho apprezzato nelle Scott Pursuit Ride 2 e Pursuit Gravel, che anche qui si manifesta in maniera eccelsa.

E’ chiaro il vantaggio di questa tecnologia quando si va ad aumentare i km di percorrenza e le ore di utilizzo.

 

Stabilità

Quindi, facilità di primo contatto a terra, e facilità di spinta.

Nel “mezzo” una scarpa che scorre su dei binari. Stabile.

Questa intersuola non manca di capacità torsionale, non è affatto un mattone.

Ma nello svolgimento della rullata, è granitica.

 

Il piede è “portato” durante la distensione, lo senti sorretto.

La piattaforma d’appoggio è ampia, anche nella zona meso piede, senza essere per questo “frenante”.

La gomma non cede sotto la pressione del piede, mentre copia discretamente il fondo.

Non è affatto morbidosa durante il passaggio a terra, non lo subisce, ma anzi lo sottomette. In alcune situazioni questo può essere un attimo “disturbante”, ma mai critico, come quando si corre su una strada bianca fatta di sassi di una certa dimensione, che praticamente è come poggiare il piede su un letto di chiodi, che tra l’altro si smuovono sotto il passo.

In questo caso gomme più morbide si stendono sulla superficie, e non lo senti nemmeno, quello che accade sotto.

Con la Scott Kinabalu Ultra te ne accorgi. E certe volte senti la scarpa venire spostata.

E questo lo vivi in maniera “disturbante” proprio perché per il resto la scarpa è totalmente equilibrata.

 

Protezione

La protezione contro le asperità del terreno è elevata, l’intersuola è priva di rock-plate, i suoi 33mm di spessore nel punto minimo sono bastanti per filtrare tutto.

Filtrare senza però rendere sordo il piede.

Controllabilità

Il “problema” di questa scarpa è che la facilità del passo e la confidenza col terreno possono portarti ad andare oltre quelli che sono i limiti di un modello pensato per correre anche su percorsi tecnici, ma a ritmi di corsa pensati per affrontare  80km, non di una 20km da fare con una Scott RC!

La Kinabalu Ultra ha 40mm di gomma al tallone, è ben alta da terra, e questa misura  serve a perfezionare la tecnologia del rocker, più che ad aumentare il livello di ammortizzazione.

Ma nonostante questi 40mm di gomma al tallone, la Kinabalu Ultra è molto leggera, non è voluminosa, e la reattività della gomma unita alla sicurezza offerta della tomaia al piede, ti fa sentire di avere una scarpa da performance pura che non una scarpa da ultra!

E questo appunto ti può portare a raggiungere un limite: se non ci si frena un po’, quando si vuole affrontare un discesa molto tecnica, e non si hanno certe capacità atletiche, ci si può trovare in difficoltà.

Mi spiego.

Io sono abituato a correre al meglio con modelli con differenziale tacco-punta di zero mm , al massimo di 4mm.

Il drop 7mm di questa Kinabalu Ultra è alto, per me.

E proprio come con le VJ Ultra 3 o le Salomon S/Lab Ultra Glide – modelli assimilabili alle Kinabalu Ultra, con drop rispettivamente di 7 e 6 mm – non mi permette il gioco di caviglia a cui sono abituato con una Topo Pursuit.  Sono più “strozzato”, e meno agile.

Naturalmente un atleta abituato a drop alti e con maggior capacità atletica di me troverà questo fattore meno impattante sulle sue capacità di controllo del passo anche in momenti critici.

Naturalmente ve lo dovevo fare presente.

Perché questa, al di là di quanto possa sembrare una scarpa “Pro”, è una scarpa per tutti.

 

Suola

Non sono mai stato generoso con le suole Scott.

La Kinabalu 3, risuolata Vibram, è la miglior scarpa da ultra trail della categoria MAXI.

Chi l’ha fatto, può confermare.

Senza, non è al livello delle altre.

 

Naturalmente i limiti di una gomma, di una suola, dipendono anche dal comportamento dell’intersuola.

Modelli come la Supertrac sono affidabili, proprio perché la scarpa stessa migliora il contatto col fondo, la sensibilità, il rapporto piede-fondo..

Più mm di gomma sotto al piede, minor capacità di controllo del piede, che influisce anche sulla resa della suola.

Quindi, partendo dal fatto che non mi fido pienamente delle suole Scott, ed avendo usato questa Kinabalu Ultra quasi sempre sul bagnato..

Non sono mai caduto.

Certo, in certe situazioni il piede è partito per la tangente.

Situazioni al limite delle leggi della fisica.

Tipo quando con tutto il busto mi sono ritrovato completamente all’esterno dell’asse di appoggio del piede.. un movimento goffo per evitare un ramo sporgente, e viaaaaa….

Quindi ci si può fidare.

La pianta di appoggio è ampia, i tasselli profondi, si viaggia bene sul friabile come sul compatto, anche asfalto.

 

Conclusioni sulla Scott Kinabalu Ultra

 

Grandissima scarpa, la Scott Kinabalu Ultra.

Mi piace il modo in cui calza il piede, il modo in cui accompagna il mio passo tranquillo sui sentieri sassosi e martorianti come e soprattutto sui single-track compatti e sporchi di bosco.

E per quei pochi tratti in cui mi sdo’, il modo in cui accompagna vivacemente il passo più spinto e “pesante” in appoggio di tallone.

Ti fa spingere senza fatica sul corribile, ti supporta bene in spinta in salita, ti lascia controllare bene il passo in discesa.

E’ completa.

E costa il giusto.

 

 

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