Si continua a parlare quasi esclusivamente di distanza e dislivello per rendersi conto delle difficoltà tecniche di un tracciato gara, ma c’è uno strumento, se utilizzato correttamente, soprattutto se venisse condiviso sui portali web delle gare, che cambierebbe davvero l’approccio alla gara: il road book!
Velocità reale: il confronto con te stesso
Il nodo cruciale è la velocità, ma non quella teorica o dichiarata, ma esclusivamente quella realmente sostenibile su terreno tecnico. Il road book ti obbliga ad un’analisi concreta delle tue condizioni fisiche, fornendo indicazioni su quanto sei efficiente in salita e in discesa, e su quanto riesci a recuperare nei tratti corribili. Ma va oltre, ti mette di fronte a un riscontro oggettivo sulla qualità della tua preparazione: la periodizzazione degli allenamenti hanno prodotto adattamenti realmente utili per quel tipo di gara, oppure no?
È qui che molti si scontrano con la realtà; correre in condizioni controllate, in allenamento, è una cosa; mantenere quella stessa velocità su un tracciato con dislivello, fatica progressiva, gestione alimentare, variabili ambientali e stress mentale è tutt’altro. Il ritmo si scompone, e ciò che sulla carta sembrava sostenibile diventa improvvisamente critico. Se non sai leggere questi dati, il road book resta una semplice tabella, ma se impari a interpretarli correttamente, diventa uno strumento estremamente attendibile e strategico: non solo per ottimizzare la prestazione, ma anche per gestire la gara in sicurezza, anticipando i momenti di difficoltà e riducendo il margine di errore nelle decisioni.










