Sono moltissimi gli atleti e  gli allenatori che, a volte con una punta di snobismo trascurano, completamente, d’inserire nei loro programmi di allenamento la camminata.

Questo è dovuto a diversi fattori. Il primo è determinato dalla percezione (errata) che l’attività fisica derivante dalla camminata non stimoli sufficientemente i muscoli e l’apparato cardio circolatorio. Inoltre molti corridori ritengono che camminare sia una sorta di  ripiego “cammini perchè non riesci a correre”.

Nulla di più errato, sono ormai diversi anni che l’attenzione dei ricercatori si concentrata sui benefici della camminata anche in chiave dei miglioramenti che questa porta ai corridori e alle loro performance.

Chiariamo però un punto, non stiamo parlando di fare delle “passeggiate” anche se comunque sono SEMPRE salutari, anzi. In alcuni studi si è visto che numerosi corridori, anche di alta performance, dopo il loro allenamento alla corsa, passano troppe ore seduti e che tendono a prendere l’auto anche pre brevi spostamenti.

Questo, sempre secondo le osservazioni non li aiuta, anzi in, molti casi, peggiora la loro capacità di ripresa da dolori e infortuni. Quando parliamo di aggiungere o integrare la camminata negli allenamenti di un corridore parliamo  di  camminata veloce (o sportiva che dir si voglia) la quale ha delle regole di esecuzione ben precise .

Camminare quali benefici?

Innanzi tutto, la camminata va intesa come un allenamento per tutto il corpo in quanto oltre a lavorare sui muscoli delle gambe andiamo a concentrarci anche sui movimenti delle braccia e sull’apparato cardio circolatorio. Altro aspetto importante è il rafforzamento dei muscoli del piede. La camminata, a differenza della corsa, presuppone un movimento completo dell’arco plantare, tallone e punta, la cosiddetta RULLATA.

Questa attività, come detto, rafforza i muscoli dando più stabilità al piede riducendo così il rischio d’infortunio.

Ma andiamo con ordine: TUTTE le ricerche evidenziano come il beneficio maggiore derivi dalla possibilità di integrare e migliorare gli allenenti, anche, in soggetti in sovraffaticamento o con dolori muscolari. Questo tipo di allenamento, pur aumentano la frequenza cardiaca non risulta molto impattante sulle articolazioni e sul tessuto connettivo, rivelandosi così efficace per quei soggetti che soffrono di dolori (DOMS) o sono reduci da infortuni.

Questo perchè la camminata offre, in contemporanea, un basso impatto sui distretti muscolo scheletrici che si unisce ad una buona capacità di sollecitare l’apparato polmonare e  circolatorio. Inoltre questo allenamento è molto efficace per chi deve preparare i c.d. lunghi o lunghissimi ma vuole evitare sovraffaticamento e rischio d’infortuni; non dimentichiamo che molti camminatori portano a termine con “tempi onorevoli”  mezze maratone e maratone.

Nella disamina sin qui effettuata, sono grandi assenti tutti quei benefici pisco- endocrini di cui molto si parla ma poco si conosce nel dettaglio.

Essendo però  un argomento complesso merita di essere trattato con attenzione verrà proposto a parte.

Power walking

In realtà le declinazioni con cui viene definita la pratica sportiva del camminare sono molte, alcune, come in tutte le cose dei nostri giorni, hanno il solo scopo di attrarre persone e fidelizzarle intorno ad marchio come, ad esempio, è accaduto alla camminata con i bastoncini. Dove nella fase di maggior espansione sono fiorite scuole, con tanto di marchio registrato, che vantavano la primogenitura di questa o quella caratteristica.

Nulla di sbagliato, sia chiaro, in una società consumistica in cui il commercio è alla base dello sviluppo, anche lo sport e le sue declinazioni rispondono necessariamente a queste leggi, con buona pace dei ben pensati.

Personalmente, per la camminata sportiva, inserita all’interno di un preciso programma di allenamento,  preferisco il termine “ Power Walking” perchè tra le possibili traduzioni nella nostra lingua, del termine Power troviamo: potenza, energia, forza che  rendono bene l’idea del tipo d’impegno che questa attività comporta.

Chi pensa però che la Power Walking sia semplicemente una camminata più veloce senza regole sbaglia. Come ogni attività sportiva vi sono delle tecniche e dei tempi da rispettare.

Quindi s’è vero l’assunto che: “ CAMMINARE FA SEMPRE BENE” è altrettanto vero che nel momento in cui inseriamo la camminata all’interno di un allenamento, sia esso fatto con lo scopo di migliorare una performance  o recuperare pù velocemente da un infortunio, questo deve essere fatto seguendo delle regole ben precise, non è sufficiente camminare più veloci, ritmo, intensità, postura, recuperi e dislivelli sono fondamentali per poter usufruire dei benefici elencati.

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