Kailas Fuga EX 330, come dice il nome, è pensata per accompagnare gli atleti per i 330km del Tor Des Geants.

Una Maxi scarpa – coi suoi 39mm al tallone, ed un drop di 5mm – vuol offrire protezione e stabilità ai massimi livelli della categoria.

Ci riesce anche offrendo una belle sensazione di ammortizzazione e piacevolezza del passo, anche a passo lento.

Più che “anche”,  “proprio” a passo lento: è una scarpa maxi, non certo una scarpa agile e veloce, ma ben progettata proprio per accompagnare il passo di chi sa che la strada e lunga, molto lunga, e che per arrivare al traguardo non serve andare veloci ma costanti, protetti, sicuri.

E in questo ci riesce proprio bene.

 

 

Caratteristiche:

Peso: 285gr

Drop 5mm

Altezza intersuola al tallone: 39mm

Tomaia in tessuto Xdimehs

Intersuola in gomma EVA supercritica

Suola in gomma Vibram Megagrip Litebase

Tipo di ammortizzazione: Morbida

Livello di ammortizzazione: Alta

Stabilità: Buona

Tipo di percorso: Lunghe ed Ultra distanze a passo calmo

 

Scarpe della stessa categoria:

Hoka Mafate 5,  Asics Trabuco Max 5, Merrell MTL Adapt, New Balance Hierro v9, Salomon Ultra Glide 4, La Sportiva Prodigio Max, Atom Terramax, The North Face Altamesa 500 v2

 

 

Tomaia

La Kailas Fuga EX 330 è bella a vedersi, molto elaborata nelle forme, molto tecnologica nei contenuti, ma ci sono alcuni particolari che non convincono, e che ti fanno pensare che a volte una “cosa” più semplice sarebbe stata più efficace.

Tessuto

La tomaia della Kailas Fuga EX  330 è caratterizzata dal design tipico dei modelli Kailas, fatta con un tessuto XDimesh che assomiglia molto al Matryx, ne ha le stesse caratteristiche di areazione e traspirazione, da verificare la resistenza del tessuto, che non ha fibre  in Kevlar come il Matryx .

Il reticolato del tessuto è fitto, ma messo controluce, diventa quasi trasparente!

Il tessuto è molto fine, ma non per questo fragile.

Comunque la tomaia è ben rivestita da layer di rinforzo protettivi, senza che questo abbia comportato un incremento di peso, considerando i volumi della scarpa, che sulla bilancia segna sui 285gr! (310gr nella taglia US10)

Sistema di allacciatura AWS3

Il sistema  di allacciatura è dotato di un  gancio che sostituisce l’ultimo occhiello passa lacci, sul lato destro, proprio come avviene nella scarpe da trekking alpino.

Questo sistema facilita parecchio l’entrata del piede, permettendo di aprire al massimo il collarino.

 

Questa soluzione è molto utile perché il collarino ha un taglio molto alto  sulla caviglia, chiude bene intorno al piede. Allo stesso tempo questo comporta delle pressioni  a cui di solito non si è abituati in una scarpa trail, e che all’inizio ed in certi movimenti, potrebbe dare una sensazione di costrizione, specie quando si poggia il piede molto inclinato di lato, con il collarino che va aa premere contro il collo del piede.

 

L’allacciatura avviene tramite una stringa, un sistema tipo quick-lace, dotata anche di un cursore di regolazione mezzano.

Fa molto figo, ma non mi sembra affatto porti alcun miglioramento della tensione dei lacci.

Ho un esperienza decennale nel testare scarpe ,e non è la prima volta che vedo questo sistema: ho tolto la stringa originale sostituendola con una in tessuto, l’efficacia è la stessa, solo è meno figa.

 

 

Sulla parte alta della linguetta para lacci è presente un apertura per accedere al vano porta lacci : fighissimo il design che la nasconde perfettamente, con il rinforzo plastico ben tagliato, tutto precisissimo nell’assemblaggio. Se non ci fosse la scritta, non si noterebbe la sua presenza!

Forse anche troppo preciso! devi avere mani chirurgiche, molta pazienza, per poter far entrare laccio e cursore in maniera precisa e definitiva.

 

Linguetta para lacci a semi calzino

La linguetta para lacci è imbottita il giusto, ben protettiva senza essere invadente. E’ integrata alla tomaia tramite il semi calzino interno in tessuto mesh, che crea un doppio strato di tessuto tra piede e tomaia.

Questo mi ha lasciato un po’ perplesso: la scarpa sembra tenere molto bene sul piede, e quel calzino interno non ha una funziona contenitiva… a che serve?

Anni fa diverse scarpe avevano questo tipo di design interno, ma è una soluzione che, se pur affascinante, non serve a niente.

Diminuisce solo la capacità di areazione interna, consentita dal bel tessuto XDimesh, senza portare effettivi benefici alla tenuta del piede.

 

Contrafforte tallonare

Il contrafforte tallonare della Fuga EX 330 è ben costruito, con conchiglietta interna,  imbottiture solide ma non invadenti, ben estese sui fianchi.

Creano una cavità che riesce ad ospitare bene anche talloni belli importanti.

La talloniera è  flessibile, riesce a stendersi sul piede seguendo bene il tiraggio dei lacci.

Flessibile ma nel senso giusto:  esternamente presenta dei rivestimenti laterali contenitivi che evitano che il tallone possa scivolare di lato quando si va in appoggi instabili.

 

Zona Avampiede

La zona avampiede è ben conformata, con una puntale esteso e ben protettivo che crea una camera dove le dita si accomodano in modo compatto, senza subire pressioni o contatti  fastidiosi col tessuto quando si va a compiere particolari movimenti.

 

Proprio grazie all’estensione del puntale AntiImpact sulla parte sopra le dita, questo si è rivelato molto efficace quando – cercando di superare degli ostacoli –  questa scarpa, che per il suo volume non permette di tirare ben su il piede, si ritrova a strisciare e sbattervici contro.

 

 

INTERSUOLA

Per quanto sia una scarpa voluminosa, con i suoi 40mm di gomma sotto al tallone, la Kailas Fuga EX 330 pesa – nella mia taglia US10 – 31ogr.

Meno della maggior parte delle scarpe della categoria MAXI Scarpe da Ultra Trail

Questo perché la sua voluminosa intersuola  è in gomma EVA “supercritica”, “azotata”.

Il procedimento di produzione con iniezione di Eva ne aumenta le capacità ammortizzanti, le capacità di ritorno di energia, con un peso inferiore.

Già solo da fermi, spostandosi di peso da un piede all’altro, caricando sul tallone, si percepisce la scarpa comprimersi sotto il carico. E’ una sensazione piacevole.

Durante il passo, questa sensazione di fase di compressione si fa sentire meno, mentre resta ben percepita la facilità di atterraggio, e la sensazione di essere rilanciati.

Comportamento in corsa

Tanta fase di compressione e decompressione fanno sembrare il passo più facile, energizzato.

Ma di certo non è una scarpa con cui correre veloce.

In questo mi ricorda la Asics Trabuco MAX 2: tanto rimbalzo che in accelerazione ti porta in pochi metri ad andare velocissimo.. ma poi fai  fatica mantenere velocità con una scarpa da più di 300gr…

Per quanto leggera, e per quanto la sua intersuola sia viva, la Kailas Fuga EX330 non è una scarpa con cui correre a ginocchia alte.

E’ più scarpa da marcia a passo corto ed altra frequenza.

I suoi volumi si sentono.

Se durante la corsa si cerca di portare il tallone al culo, si percepisce il peso della scarpa, della sua voluminosa parte posteriore.

Ed anche quando si cerca di alzare il piede per passare sopra un ostacolo abbastanza alto che richiede quasi un salto.

MA questo non è un problema della Kailas Fuga EX330, èun problema di quasi tutte le MAXI: a parità di peso, certi movimenti vengono molto più facili con una scarpa come la Topo Terraventure 5, che pesa 310gr proprio come la Fuga, ma con i suoi soli 25mm di gomma al tallone, è una scarpa compatta, che permette ogni tipo di movimento acrobatico.

Ma tranquilli, il vostro corpo lo capisce prima del vostro cervello: percorrendo lo stesso percorso con le Kailas Fuga EX 330 e le Topo Terraventure 5, devo passare in un punto in cui la montagna ostacola il passaggio con un avvallamento di massi, col sentiero che gli gira intorno allungando di un bel po’ il percorso.

Con le Terraventure 5 tiro dritto scalando quell’avvallamento, con le Kailas Fuga EX 330 no.

Ma è una cosa che proprio per la differenza di passo che ti fanno tenere le due scarpe, che il cervello sa già che non ci devi nemmeno provare a farlo, con le Fuga. E’ normale sia così, con una MAXI!

 

FlexLines

Tanto spessore di gomma incide sulla flessibilità.

Kailas Fuga EX 330

 

Non si può certo correre quelle salite un po’ più inclinate cercando di spingere di avampiede (discorso che non vale per atleti ben allenati, sia chiaro)

Si va di passo “plantigrado”. Camminato.

E la presenza delle Flexlines non rende la pianta di appoggio veramente flessibile, come accade in vede nella FUGA DU, dove i pad laterali all’avampiede e al tallone sono dotati di propria indipendenza di comportamento che serve proprio in una scarpa pensata per affrontare con più aggressività le discese.

Kailas Fuga EX 330

 

Con la Fuga EX 330 si scende con calma, poggiando di tallone, non si può andare con passo aggressivo, la scarpa non ha capacità di torsione laterale da permettergli di copiare al meglio ogni tipo di appoggio, ogni tipo di movimento del piede.

Si deve sempre andare dritti.

E con calma.

Anche la zona anteriore dell’intersuola, priva di piastra protettiva, solo gomma, va in compressione al momento dell’appoggio: un passo spinto verrebbe un po’ assorbito, c’è ammortizzazione, e poca interazione piede-fondo da permettere controllo ad alta velocità.

Al massimo si può saltellare sulle punte, in certe discese, con atteggiamento “difensivo”.

Tutto questo è normale per una scarpa MAXI,  una scarpa da ultra trail, non da Skyrace!

(N.B: puntualizzo certi aspetti, se spiego certe criticità di comportamento è proprio per farvi comprendere l’anima di questa scarpa.  Sono caratteristiche, non sono difetti)

 

SUOLA

La suola della Kailas Fuga EX330 è Vibram Megagrip Litebase con Self Adaptive Lug.

 

E’ una suola che performa bene su ogni tipo di fondo, grazie anche alla capacità dell’intersuola di assorbire il fondo.

 

CONCLUSIONI SULLA KAILAS FUGA EX 330

La Kailas Fuga EX 330, dal punto di vista delle prestazioni, si pone come una delle migliori scarpa MAXA da ultra trail che ci sono in giro.

Comoda da calzare, ben ammortizzante e protettiva, con grip sicuro, è sicuramente adatta a chi vuole affrontare lunghissime distanze con passo calmo e costante.  Passo da ultra trailer.

Ci sono criticità che non vogliono mettere in discussione la qualità e le prestazioni della scarpa, ma solo far riflettere i progettisti che si possono ottenere validi risultati anche senza dover per forza aggiungere tecnologie appariscenti.

Vedi che gli svizzeri – svizzeri!! – di Scott hanno messo semplicissimi lacci in tessuto su una scarpa come la Scott Kinabalu Ultra, che è sicuramente la miglior scarpa da trail e ultra trail di questo 2026… Ma per affrontare i 330km di un TOR, consiglierei alla maggior parte degli ultra trail una scarpa come la Kailas Fuga EX 330.

Quel che voglio dire, ai designer cinesi (semmai mi leggessero), è che noi sappiamo benissimo che loro sono bravissimi a fare le cose. Non c’è bisogno per forza di strafare per dimostrarlo.

 

 

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