
La Via di Annibale Sky Marathon vanta una importante valenza storica, come evidenziato dal trattato Annibale e i Celti Alpini di Sisto e Simone Merlino, che documenta il percorso seguito da Annibale nelle sue epiche traversate delle Alpi. Questa gara permette di correre su tracciati immersi in un contesto paesaggistico e culturale unico nelle Alpi, dove altitudine, vento e sole intenso, neve e ghiaccio dominano in un ambiente incontaminato. Mancanza di copertura telefonica ed internet su tutto il percorso.
Questo evento che si svolge il primo weekend di agosto, è parte del circuito ULTRA Trail GrandPrix IUTA Oxyburn 2026, e si caratterizza per condizioni meteo spesso impegnative, richiedendo una preparazione specifica, l’uso di materiale adeguato e una spiccata capacità di autonomia personale.
Telefono +393470927813
Sito web / URL https://laviadiannibale.it
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Il tracciato della Ultra Sky Marathon è estremamente tecnico e riservato ad atleti dotati di eccellenti capacità di orientamento e resistenza in alta montagna, con un sentiero ben segnalato, ma scandito da tappe fondamentali come il cancello delle ore 12:00 al rifugio Tazzetti, ed il traguardo andrà raggiunto entro un tempo massimo di 14 ore.
• Itinerario: Fino al rifugio Tazzetti il percorso è identico a quello della maratona da 42 km. Da qui, il sentiero si inerpica su detriti fino al ghiacciaio del Rocciamelone, al confine con la Francia. Il passaggio nella conca glaciale richiede particolare attenzione in caso di scarsa visibilità (nebbia, nevicate o vento forte).
• Salita finale: Passato il ghiacciaio si risale un pendio di sfasciumi per raggiungere un colletto, da qui il sentiero svolta a sinistra, seguendo una lunga dorsale fino alla vetta del Rocciamelone a 3538 metri, da dove si gode un panorama a 360° che abbraccia la Pianura Padana, il Monviso, Barre des Écrins, la Grande Casse, la Grand Motte, il Monte Bianco, il Grand Combin, il Cervino e il Monte Rosa.
• Punti di interesse: In vetta s’incontra il Santuario più alto d’Europa e una storica statua in bronzo della Madonna alta 3 metri, realizzata nel 1899 grazie a una sottoscrizione di 130.000 bambini. È presente anche il bivacco Santa Maria, per le emergenze. Subito sotto la vetta, alcune catene fisse e l’obelisco detto “Croce di Ferro” segnano l’inizio di un lungo falsopiano che conduce rapidamente al rifugio Cà d’Asti (2854 m).
• Discesa e passaggi tecnici: Appena sotto alla rifugio Cà d’Asti, occorre prendere il sentiero a sinistra, dove si percorre una balconata sulla Val di Susa per circa 6 km fino al rifugio Ravetto. In questo tratto, caratterizzato da tre canaloni rocciosi (con salti e passaggi esposti, dove correre è fortemente sconsigliato), si trovano catene e corde fisse indispensabili per garantire sicurezza, soprattutto al “passo della Capra” dove scorre un rio.
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Conosciuta come la maratona più alta d’Europa, questa corsa evoca lo storico passaggio di Annibale ed i suoi elefanti nel 218 a.C. dal Colle Autaret.
• Itinerario: Il percorso parte e arriva ad Usseglio, attraversando due passi oltre i 3000 metri ed alcuni nevai come quello dell’ex ghiacciaio Bertà. Si snoda principalmente su strade forestali, mulattiere, sentieri in quota, nevai e pendii rocciosi e tratti detritici che richiedendo la capacità di muoversi su terreni impervi ed esposti.
• Caratteristiche tecniche: L’itinerario, classificato con il bollino rosso “EE” per escursionisti esperti, attraversa tappe panoramiche: dal rifugio Cibrario, passando per il Colle Sulè e il Colle Autaret, fino alla salita tecnica per sfasciumi che conduce alla Punta Costan 3305 m, in territorio francese.
• Atmosfera e paesaggio: La corsa con oltre cento volontari sul tracciato pronti a offrire assistenza e sostegno. Dopo una veloce discesa sino alle Marmutteri ed una salita impegnativa al rifugio Tazzetti, il percorso prosegue lungo laghi, praterie e boschi, fino a concludersi con un trionfale arrivo, accompagnato dall’entusiasmo degli spettatori e dei campanacci a festa.
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