La Sauocony Peregrine è un modello che nel corso degli anni si evolve rimanendo sempre fedele al suo profilo originario: una scarpa da trailrunning “da lavoro”, dal profilo basso, che ti da gran sensazione di stare a terra.

Una “metti e vai”, senza starci a pensare.

Poi conosco chi ci ha fatto il Tor con la Peregrine 12.. Ma fondamentalmente è una scarpa per l’uscita quotidiana dai 10, e poi il lunghetto da 30km, corribili o anche tecnicni, da fare con agilità.

Ad eccezion fatta per la Peregrine ISO, puoi prendere qualsiasi versione, dalla 2 alle 16, metterla ai piedi, e dire “è una Peregrine”.

Cambiano le gomme, magari aumentano i mm di gomma, cambiano i tessuti, le solette, ma la Peregrine è sempre la Peregrine.

A tal punto che mi ero anche annoiato di parlare con questa scarpa.

Per cui ho saltato qualche versione, dopo averla provata in negozio.

La Peregrine è sempre stata tra i miei modelli preferiti, ma ultimamente la trovavo meno emozionante, rispetto ad esempio alla VJ Max 2 o alla Topo Athletit Pursuit 2.

Fino a questa Peregrine 16.

Perché?

Beh, perché è gommata Vibram Megagrip.

Un bel cambio!

Non che la precedente suola facesse schifo, anzi, mi ci trovavo bene, anche se non a livello Vibram, e non a livello VJ o Icebug.

E’ poi vero che la capacità di una suola puà essere implementata dalle caratteristiche dell’intersuola, ed una scarpa bassa, flessibile, che copia bene il fondo, migliora la capacità generale di una scarpa di essere ben controllabile.

E la Peregrine è sempre stata una scarpa agile, che accompagna bene il piede.

Adesso, con questa nuova suola Vibram Meregrip, la Saucony Peregrine 16 può aumentare sicuramente il senso di fiducia in chi si vuole avvicinare a questo modello.

Saucony Peregrine 16

 

Caratteristiche:

Peso: 275gr

Drop: 4mm, altezza al tallone 32mm

Intersuola: in gomma PWRRun

Suola: Vibram Megagrip con tasselli da 4mm

Tomaia in tessuto, soletta interna rimovibile in TPU

Tipo di ammortizzazione: Reattiva

Livello di ammortizzazione: Medio

Stabilità: Buona

Tipo di percorso: All-Round Distanza: medie distanze veloci, lunghe distanze con ritmo, percorsi tecnici in agilità

Scarpe Simili: VJ Ultra Max2, Topo Athletic Pursuit 2, Asics FujiLite 6,

TOMAIA

La tomaia della Saucony Peregrine 16 si mantiene fedele al design del modello delle ultime versioni: snella, compatta sul piede, con un avampiede abbastanza largo da far stare il pollicione quasi nella sua posizione naturale, ma con un bel tiraggio della tomaia nella parte laterale interna da non far mancare stabilità in fase di appoggio.

Il puntale è ben rivestito, cha una solidità da scarpa antiinfortunistica: sbattere contro qualche ostacolo non da pensieri.

I rivestimenti poi proseguono ad estendersi lateralmente, in quei punti dove maggiormente si può “strusciare” il tessuto, e rovinare anche per le sollecitazioni dovute al movimento stesso durante la corsa.

Il tessuto ha una magliatura molto densa, e – provata anche a piede nudo – non è soffocante, ed è piacevole al contatto con la pelle.

Anche la linguetta, anche troppo imbottita se confrontata con quella di scarpe simili, si stende molto bene sul collo del piede, non sembra esserci stacco tra il tessuto delle pareti laterali e la linguetta, sembra di stare rivestiti da una calza.

Le imbottiture del collarino, che si estendono per tutta l’altezza della talloniera, accarezzano la caviglia, ed il codino non entra mai in contrasto con il tendine, in qualsiasi tipo di movimento.

 

Il contrafforte tallonare è molto strutturato, con uno strato di rivestimento esterno in plastica molto molto rigida: la tenuta è impeccabile, il piede non perde mai contatto con la pianta della scarpa, ben supportato anche da una soletta in TPU che offre un elevato livello di confort sotto il piede.

Il contrafforte è molto rastremato al codino, ma non veste stretto o con pressione disturbante

Una tomaia semplice, ben fatta, per un calzata direi perfetta, che può accontentare sia quelli che amano avampiede spaziosi che quelli che amano puntali stretti: è la via di mezzo tra Topo Athletic Pursuit 2 e Hoka Speedgoat 7.

 

INTERSUOLA

L’intersuola della Saucony Peregrine 16 cresce di ben 4mm rispetto alla versione precedente.

Si sente.

E si sente soprattutto la differenza per chi ha amato la Peregrine 12, scarpa che era molto più a contatto col fondo.

Eppure la sensazione di essere a contatto col fondo si continua a sentire, in maniera meno intensa, e ci si sente ben più protetti.

Il Rock-Plate protettivo e 4mm di gomma filtrano parecchio le asperità.

 

E con questo si va a migliorare la protezione del piede, che adesso resta quasi imperturbato dalle asperità del fondo.

E ne giova anche la percorrenza che si può fare con questa scarpa: certo, non è per tutti per farci il Tor Des Geants, ma una ultra anche sotto i 100km diventa meno problematica.

I 4 mm in più di gomma non diminuiscono affatto la capacità torsionale di questa scarpa,. che riesce a seguire molto bene il piede nelle “contorsioni” di appoggio che si possono verificare su terreni molto ostici, tipo i sentieri in bassa quota dell’appennino ricoperti da sassi rotolati che mai si amalgamano al fondo, che si smuovono sotto il piede in appoggio, e tutto ti frana sotto, che basta un attimo per ritrovarsi per terra.

La Saucony Peregrine 16, in queste situazioni, è sempre stata una scarpa agile, e anche in questa versione permette di danzare tra gli ostacoli.

Ma se un tempo sentivi il sottopiede spalmarsi e quasi premere contro il fondo, adesso è tutto più smorzato. Molto più smorzato.

Una cosa in cui è migliorata, o forse meglio dire, ammodernata, è la capacità di accompagnare il passo.

La fase di appoggio a terra è meglio accompagnata dal codino, o forse sono proprio quei 4mm in più di altezza a modificare l’angolo “di rampa” che sposta in avanti il punto di scarico d’appoggio, che diventa così meno traumatizzante per il tallone.

SAUCONY PEREGRINE 16

 

Ne giova anche la rullata, che non è smorzata dalla morbidità della gomma in fase di compressione della gomma sotto al tallone, e viene sospinta dall’atterraggio.

 

SUOLA

Ci sono sempre stati pareri discordanti sulle suole Saucony, a volte le prestazioni modificavano , nello stesso modello, anche in base alla colorazione!

Io mi ci trovavo bene, però… eh! con questa suola sembra tutto diverso.

Effetto placebo?

E’ possibile.

L’Esperimento Rosenhan ha dimostrato quanto persino gli scienziati possano sbagliarsi, e modificare la realtà, secondo i preconcetti con cui sono soliti approcciarsi a i fatti.

Il marchio Vibram sicuramente influenza la percezione, e la percezione poi cambia la realtà.

Comunque, provata sotto la pioggia, su qualsiasi tipo di fondo, la Saucony Peregrine 16 è andata benissimo.

 

CONCLUSIONI SULLA SAUCONY PEREGRINE 16

La Saucony Peregrine 16 fa parte di quelle scarpe “da lavoro”, che ti permettono di lavorare di piede, di gamba, senza aiutarti, se non nel fornirti un mezzo che ti permette di correre con leggerezza e sicurezza, ed anche accelerare, mettendoci solo del tuo.

Una scarpa per tutte le stagioni, per tutti i fondi, per tutti i tipi di corridori. E camminatori.

 

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