La Hoka Clifton 11 si evolve sulla linea tracciata dalla precedente versione, che ha segnato una rottura evolutiva agli schemi tradizionali dei modelli Hoka, con l’adozione di una misura del differenziale tacco-punta alzato ad 8mm rispetto ai classici 5mm.
Modifica che poi è stata adottata anche da altri modelli, anche da trail running.
Compresa la Hoka Challenger 8, derivazione gravel della Clifton 10, che ho provato, ma con la quale non mi sono reso effettivamente conto della differenza che ha comportato questa modifica.
La nuova misura adottata per il drop sembra essere il giusto compromesso per far lavorare in maniera armonica sia la catena muscolare anteriore che quella posteriore delle gambe, senza portare sovraccarichi a quella o l’altra zona muscolare dovuti ad un drop più basso o più alto.
Al di là di quel cambiamento, la Hoka Clifton 11 è una leggera evoluzione del modello precedente, che comunque non ha mai snaturato quello che è il carattere fondamentale di questo modello: essere una daily trainer confortevole, con cui correre corsette quotidiane in maniera spigliata oppure allungare le distanze con un passo più calmo, sempre in maniera confortevole.
Peso: 258g tg US 9
Drop: 8mm, altezza al tallone 42mm
Tomaia: Engineered mesh with 3D-printed touchpoints, reflective details, and double-lace lock tongue
Intersuola: CMEVA foam con tecnologia Active Foot Frame stability la retro piede
Suola: Durabrasion
Ideale: Corsette giornaliere, anche con vivacità , corsa calma, lenti lunghi
Tomaia
La nuova tomaia della Hoka Clifton 11 è in un tessuto mesh molto bello a versi, a toccarsi, a viversi.
La tramatura a densità differenziata permette una maggiore capacità di areazione nelle zona anteriore, e la giusta capacità contenitiva nelle zona posteriore per garantire stabilità di calzata durante il passo.

Al contatto con il piede risulta morbida, piacevole, la sensazione è quella di avere una scarpa più da riposo che da corsa, da quanto ci si sta bene…
La zona dell’avampiede è ampia il giusto da contenere il piede, farti sentire ben avvolto intorno all’osso del pollicione, ma non schiacciare l’alluce, che sta compatto con le altre dita, ma libero di muoversi, anche in senso verticale, senza sentirsi schiacciato, col tessuto che si piega sotto la sua pressione.

La forma della tomaia nella zona dell’arcata interna, rinforzata da inserti, offre un sostegno sicuro anche senza dover esagerare nella pressione di serraggio.
Il sistema di allacciatura è tradizionale, con lacci in tessuto piatti, e il doppio sistema di bloccaggio sulla linguetta che cos’ rimane ben centrata durante la corsa.

La linguetta para lacci è ampia e molto ben imbottita, in maniera compatta, risulta anche molto piacevole al tatto sul piede nudo.
Il contrafforte tallonare è flessibili, rastremato e ben imbottito, con la forma posteriore a scivolo che la rende facile da infilare e confortevole sul tendine d’Achille.

Con questo ottimo tessuto, imbottiture abbondanti, rivestimenti piacevoli, rifiniture perfette: questa Hoka Clifton 11 non mi sembra più una daily trainer da battaglia, quanto una lussuriosa cruiser per lunghi spensierati viaggi.
Intersuola
L’intersuola della Hoka Clifton 11 è in “classica” gomma Hoka CMEVA e mantiene la geometria Active Foot Frame.
L’Active Foot Frame nella zona del tallone è stato introdotto – già nella versione precedente – per fornire maggior stabilità di appoggio, dal momento del primo contatto a terra.
La schiuma CMEVA non è una gomma morbidosa ed offre un’ammortizzazione graduale, che non porta il tallone in affondo quando si va ad atterrare e che sostiene il passo per tutta la corsa senza appiattirsi o diventare molle sul finale.
Il primo momento di contatto a terra è piacevole, fluido, con il tallone che affonda nella gomma, e si percepisce essere “preso”, e ben accompagnato.
Si ha la sensazione che le pareti laterali “centrino” la sua caduta, dilatandosi durante la fase di compressione, facendo sentire che l’energia della caduta venga dissipata all’esterno, e non comporti alcun effetto rimbalzo.

È appunto una gomma che non fornisce sensazione di rimbalzo, di spinta.
Ed è quello che serve per favorire l’efficienza del passo che viene permessa dalla tecnologia del MetaRocker, che – grazie alla nuova misura più alta del drop tacco-punta – è diventato più fluido, piacevole, e fa in modo che la scarpa richieda meno sforzo in fase di spinta.
Fattore che favorisce l’economia della corsa e aumenta la capacità di resistenza sulle lunghe distanze.
La Hoka Clifton 11 è diventata una scarpa che imposti il passo ad una certa velocità , e lo porti avanti senza pensieri.
Molto differente dalla Clifton 6 – l’ultima con cui avevo corso – che era una scarpa molto più spartana, nella tomaia quasi impercettibile sul piede, e con una dinamica di passo che favoriva anche possibili accelerazioni per lavorare un po’ sulla velocità .
Niente scatti da guerrilla per la Clifton 11, che è più portata ad accompagnare un passo svelto o lento, costante – per lunghi chilometraggi.
Suola
La suola delle Hoka Clifton 11 mantiene quel suo tipico design a “tasselloni” disseminati lungo la superficie di appoggio, nei punti di maggior carico,
Conclusioni sulla Hoka Clifton 11
Mentre altri modelli della categoria tendono a farsi più morbidi e rimbalzosi, la Hoka Clifton 11 mantiene il suo carattere di scarpa molto ben ammortizzante che non vuole far perdere efficienza al passo ed anzi vuol rendere piacevole la rullata per la facilità di esecuzione.
Una scarpa per corridori tranquilli che amano macinare chilometri, una scarpa adatta anche a chi pratica camminata sportiva, e perchè no, anche per chi lavora in piedi e macina chilometri in sala (ecco perché una versione total black)








