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La Skymarathon 32 km 2000 m D+

Dopo la partenza dalla piazza di Villa Celiera, si intraprende subito sopra la chiesa del paese il sentiero diretto per il Monte Bertona che passa per contrada Santa Maria, ma nei pressi della Masseria Celli lo si abbandona per seguire una traccia locale ben più diretta che lambisce le propaggini sud-orientali della montagna, per poi puntare, più a monte, la lunga cresta che inizia in prossimità dell’area archeologica dell’antica civiltà Vestina; una serie di divententi saliscendi e passaggi tecnici in cresta ci consente dapprima di conquistare la Rocca di Bertona (li tre corn) e poi di pervenire in vetta a quota 1220 metri. Da qui, un divertente single track in discesa nel bosco ci lascia girare un po’ le gambe, ma finita la discesa dalla Sella Bertona-Morrone (1074 m) comincia la seconda importante ascesa della giornata verso il Morrone di Villa Celiera; il tracciato di salita nel bosco è totalmente fuori sentiero, ma è selvaggio e avvincente. Ci porta a svalicare il picco sud-est del Morrone (1280) in un ambiente popolato solamente da volpi, cinghiali, cervi e caprioli. La discesa dalla rupe inizialmente è tecnica, ma poi diventa una rilassante sgroppata su un ampio pratone, senza abbassare la guardia, però, perché il tracciato è sempre fuori sentiero. Giunti in località Case Picciali (fontana delle Scalate, quota 1140) la corsa prosegue in direzione nord-ovest per raggiungere Fonte Acquafredda (1007) dopo aver attraversato in discesa un bellissimo rimboschimento di giovani abeti; rifocillati presso il ristoro, si continua a scendere in direzione del fiume Tavo, ma giunti al crocevia di Solagne (932) si piega a sinistra per cominciare la lunga risalita verso il Voltigno. Siamo in uno dei luoghi più prestigiosi dell’intero Parco: sopra di noi i merletti di Villa Celiera (Le Scalate) mentre sotto godiamo di superbi affacci sul selvaggio Vallone d’Angora. Una serie di saliscendi e piccoli guadi ci fa giungere in breve tempo a Rovareto, da dove continuiamo a salire, immersi in un meraviglioso bosco di faggi, verso la Sorgente di Cervaro (1175) e il Fosso del Colle Arcone; da qui prendiamo il sentiero che sale in alto a destra che aggira il colle permettendoci di guadagnare quota rapidamente fino a sbucare nella fantastica radura di Valle Mastrorocco (quota 1374). Quindi il nostro itinerario prosegue in direzione Valle Caterina (1474) da dove inizierà l’avvincente salita al Monte Meta, passando per la meravigliosa radura della Zingarella (1542). Ci dirigiamo in direzione nord-ovest fino a uno svalico dal quale si gode di un’ampia veduta su Campo Imperatore, il Corno Grande e tutte le vette della catena orientale del Gran Sasso; superata una semicurva sulla sinistra, abbandoniamo il sentiero per la Vallestrina e cominciamo a seguire, in alto a sinistra, una serie di omini di pietra che ci indicano la corretta via per la cresta del Monte Meta. Superata un’abetina, siamo ormai in cresta, la seguiamo fedelmente tutta conquistando prima l’anticima del Meta (1766 m) e quindi, tramite l’ultima erta della giornata, il Monte Meta, “Cima Coppi” della gara a quota 1784. Dopo il giro di boa, si scende dalla sella in basso a destra per il Bosco Carboniere; la discesa è ripida, selvaggia ma divertente, e termina alla Fonte della Cornacchia (1390) dove approfitteremo per ricaricare le nostre borracce. Superato lo stallone, ci incamminiamo verso il Vado di Focina seguendo la via più breve e diretta. Nei pressi del Vado di Focina (1383 m) pieghiamo a destra e ci immergiamo nuovamente in una faggeta; una breve risalita ci condurrà al meraviglioso Voltignolo (quota 1475) da dove seguiremo a sinistra la carrareccia che ci riporta allo chalet in località Bufara. Nei pressi di Pantane (1344) intraprendiamo l’ultima inebriante discesa della corsa sotto ai Cimoni, quindi attraversiamo, in ordine, Fosso Secco e Fosso Grande. Siamo nei meandri di Villa Celiera, attraverseremo anche contrade, vecchie case abbandonate e zone rurali di grande suggestione. Nel finale ci saranno un paio di bivi ai quali prestare attenzione e due o tre strappi importanti nei quali è necessario avere ancora un po’ di birra in corpo. Ma l’arrivo finale nella piazza gremita e l’aria di festa ripagheranno di ogni fatica.

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