La Mizuno Wave Rider 26 cresce in dimensioni, seguendo un po’ le tendenze del momento, ma non lo fa per correre dietro a queste tendenze, in quanto, per quanto riguarda il suo carattere, non è diventata affatto una scarpa morbidosa o rimbalzosa, ma anzi, per certi versi, torna ad essere più solida, una Rider alla vecchia maniera.
Con la versione 25, la Rider era diventata una scarpa diversa, quasi divertente.
Con la Mizuno Wave Rider 26 si corre bene, in relax, ben sostenuti.

Caratteristiche

Peso 285gr / 244 gr versione femminile
Differenziale: 12mm –   38.5mm al tallone, 26.5mm all’avampiede
Intersuola: Enerzy Foam con inserto piastra Wave asimmetrica

Tomaia

Sarò quel bianco quieto, non troppo bianco e acceso, ma già a guardarla, la tomaia della Mizuno Wave Rider 26 ti infonde calma, rilassamento.

Ed anche: che peccato sporcarla!

Il tessuto della tomaia è corposo ma morbido, la forma tipicamente Rider riesce ad ospitare il piede in maniera confortevole, ed è anche in maniera ben salda, con quel contrafforte tallonare molto rigido e ben imbottito, senza eccessi, e molto lieve nel tocco anche sul piede nudo.

Il sistema di allacciatura è tradizionale, con la linguetta ben rivestita ed imbottita.

Tutto è ben misurato, ben calibrato, per fornire un ottima sensazione di accoglienza e di sicurezza durante la corsa.

Intersuola

L’intersuola della Mizuno Wave Rider 26 è fatta con la gomma Enerzy, ed è molto spessa, ed anche mi sembra più voluminosa di quanto era nella precedente versione.

E’ caratterizzata da un differenziale di 12mm, bello alto.

Ed ha una bella zona concava che si sviluppa in verticale dal centro del crash pad fino ad arrivare alla parte esterna della zona dell’avampiede, dove è profonda giusta qualche millimetro.

Una suddivisione che rimarca quello che è lo sviluppo dell’elica podalica del piede, che carica diversamente la pianta d’appoggio durante la distensione del passo.

L’inserto Wave è asimmettrico, più piatto e lungo nella zona esterna, più corto e con un arco mediale più sviluppato verso l’alto nella zona interna.

Come a fornire stabilità al piede nell’appoggio, quasi un supporto all’arcata interna – se non anti pronazione, che favorisce così il normale sviluppo dell’elica podalica, la naturale pronazione del piede.

Un “supporto” utile considerando che, visto l’elevato drop dell’intersuola, questa potrebbe invece modificare la naturale distensione del piede, favorendo l’iper pronazione.

Suola

C’è tanta suola in questa Mizuno Wave Rider 26, sia per quanto riguarda la superficie di contatto a terra, specialmente all’avampiede, che per spessore. Rende solido il tocco a terra, ma non irrigidisce affatto l’intersuola.

Comportamento

Calzare una Mizuno Wave Rider è sempre un piacere, ormai da tanti anni, non vengo mai deluso.

E’ una scarpa estremamente comoda da indossare, poi magari i tessuti saranno più o meno areanti, ma quando senti la tomaia sul piede, percepisci un tocco di .. classe.
L’avampiede, con quella sua forma unica, regala lo spazio alle dita dei piedi per stare si compatti, ma allo stesso tempo non pressati.

Il contrafforte tallonare è solido, come al solito. Ti blocca il piede ma non ti “soffoca”.

Iniziando a muoversi si percepisce una tendenza del piede di caricare sulle dita, ma questo avviene nei primi passi, lenti.

Poi quando la gamba inizia a girare, questa sensazione sparisce.

La scarpa ammortizza bene l’impatto a terra, ma non è affatto morbida, spugnosa.

Il primo momento del contatto a terra è duro, deciso.

E’ un ammortizzazione tradizionale, ben sostenuta dal Wave.

Wave che poi, dopo la fase di compressione, tiene ben su il piede durante la distensione.

Si avverte proprio un sostegno sotto l’argo che lo spinge in avanti.

Nella fase di spinta non sono tanto coinvolte le dita dei piedi, nel senso che dopo pochi passi si capisce che non serve fare tanta forza al momento della spinta, ma è come se la struttura del piede servisse solo come punto di appoggio, che l’energia stessa dell’intera massa in movimento, caricata durante la rullata, si liberasse in volo, sospinta dalla gomma energica dell’intersuola.

La corsa con la Mizuno Wave Rider quindi non affatica l’avampiede, e procede svelta.

Non veloce, svelta: senza tanta sforzo, o meglio, senza impegno, procedevo a passo corto, riuscivo a mantenere un ritmo di 5/km.

Ho cercato di spingere in velocità, di accelerare facendo forza di piede, ma questa Rider non ha quella flessibilità che permette quel tipo di accelerazione.

Si lavora di gambe, non di piede: e d’altronde l’impostazione del drop a 12mm determina proprio una corsa con maggior attivazione delle cosce e dei glutei, che non dei polpacci e del piede.


Una corsa ben diversa da quella a cui sono abituato, e che tuttavia mi è piaciuta, e che mi è servita a stimolare in maniera diversa il mio schema motorio.

E poi, per fortuna, la piastra asimmetrica ha agito di supporto allo sviluppo del passo, evitandomi di andare in ipe rpronazione col ginocchio debole, cosa che un drop alto spesso accentua.

Conclusione

La Mizuno Wave Ride 26 è una scarpa A3 molto classica nell’impostazione, ben ammortizzante senza essere fiacca.

Adatta a tutti i tipi di runner che cercano tanta comodità e stabilità, per corse dai 5min/km ai 7min/km,  su qualsiasi distanza.

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