La Hoka Bondi 8 cresce in millimetri in altezza ed in larghezza, risultando la scarpa con più ampia superficie di appoggio tra quelle della A3+++, le cosiddette MAXI, soprattutto grazie nella zona anteriore, IMMENSA.

La Hoka Bondi è appunto alla sua 8 versione, ma è la prima volta che ne provo una, per cui non ho punto di riferimento comparativo verso le precedenti versioni, semmai verso la Clifton, una scarpa che mi è molto più familiare e congeniale, per peso e volumi.
Peso che, per questa MAXI, è comunque relativamente leggero, comparabile a quello di altre “normali” scarpe di categorie A3.

Caratteristiche:

Peso: 307gr US 8
Drop: 4 mm 39 mm al tallone, 35 all’avampiede (37/33 Versione femminile)
Intersuola: gomma eva con meta-cocker
tomaia: soletta Ortholite Hybrid

Tomaia

La tomaia della Hoka Bondi 8 è fatta con un tessuto mesh leggero e ben traforato

La zona avampiede è compatta, ma la forma della tomaia è ampia, grazie al puntale strutturato.

Il sistema di allacciatura è tradizionale, con lacci piatti e linguetta paralacci ben imbottita, densa

Il collarino ha un bordo ben imbottito, rispetto alla base della conchiglia del contrafforte tallonare, andando a creare una conca che rinchiude il tallone.

Intersuola

Stranamente, al di là dell’apparenza rimarcata dalla colorazione, l’intersuola della Hoka Bondi 8 non è composta da due stradi di gomma, ma da uno solo. Gomma EVA. Senza nessun particolare nome che rimarchi mirabolanti proprietà.

L’intersuola è spessa ed è anche bella larga, con le pareti che vanno ad allargarsi verso terra, ampliando così la pianta di appoggio, che è molto larga, anche rispetto alle concorrenti della categoria delle MAXXI

La pianta di appoggio è caratterizzata da profonde scalanature .

Suola

La suola è composta da “cuscinetti” indipendenti di gomma, posti nelle posizioni più esposte al contatto a terra

Comportamento

Calzata

Appena calzata la Hoka Bondi 8 sembra quasi “scomparire” il piede, vedendolo dall’alto, così piccolo in contrasto all’intersuola che lo “circonda”.

La Hoka Bondi 8 risulta leggera e ariosa sul piede, con le dita molto compattate tra di loro, ma non pressate dal tessuto. Si può muovere il pollice verso l’alto, per sentire il tessuto, ma non lateralmente, che viene stoppato dalla parete del puntale, molto precisa. E’ la forma della seduta della scarpa che guida la sistemazione del piede, non tanto il tessuto a costringerlo.

La tomaia sembra quasi non esserci sul piede, si stende sopra ma non l’avvolge, non lo comprime. Anche a piedi nudi si percepisce una sensazione piacevole al contatto con il tessuto.

Stringendo l’allacciatura si percepisce la pressione sul collo del piede “schiacciarlo” nella scarpa, la tomaia lo avvolge ma non lo stringe.

La tomaia della Hoka Bondi 8 è “neutra”, non si fa sentire, ma non fa mancare sicurezza e stabilità. Assicurata anche dalle pareti dell’intersuola che si alzano a formare un perimetro contenitivo della seduta del piede e da un contrafforte tallonare ben rigido, stabile, con un collarino ben imbottito, che preme sulla caviglia, e all’inizio si fa sentire un pò anche sul tendine, occorre dargli del tempo – poco – per fargli prendere prendere forma.

Passo

Una volta in piedi si ha la netta sensazione di essere ben staccati da terra, con il vuoto sotta al tallone. Iniziando a camminare si percepisce la fase di compressione della gomma sotto al tallone, che reagisce in maniera solida.

Non si può parlare di contatto morbido a terra, la gomma non è morbida, anzi, bella consistente. Durante il passo si percepisce poi un momento di contrasto alla distensione del piede quando la scarpa è nella fase mediale della rullata. Come se ci fosse un supporto antipronazione che sostiene l’arcata del piede, specie nella sua parte posteriore.
All’inizio questa cosa suona un pò strana, però ci si fa presto l’abitudine.

La Hoka Bondi 8 non è ammortizzante nel senso di esser “cuscinosa” tipo Clifton o Speedgoat. E’ più “contenitiva”, ammortizza ma con meno morbidità e meno… entusiasmo. Sta più sulla “difensiva”, sul controllo.

Buona la distensione del passo, fornita dalla tecnologia rocker. In questo senso si fa poca fatica, la scarpa sembra proprio riuscire a direzionare le forze della caduta e della spinta in modo da facilitare il passo.

La zona avampiede bascula in avanti permettendo uno stacco senza sforzo.

E’ una scarpa che facilita il passaggio a terra, anche a ritmi lenti.

Ecco, ritmi lenti. Perché di spingere, proprio non è il caso. Non è tanto una questione di peso, quanto di volumi, che non è facile alzare la gamba per cercare di andare in velocità. Non è il suo compito.

Il suo compito è smorzare, sostenere, accompagnare, senza far faticare la struttura “passiva” del corpo durante la corsa.

Gira bene con un passo corto, ad alta frequenza, dove la reattività della gomma aiuta a tenere il com-passo

Conclusioni

La Hoka Bondi 8 è la scarpa maxi ammortizzante pensata per sostenere il passo dei pesi massimi che corrono a ritmi lenti, in modo da evitare rendere meno faticoso per i piedi la fase di contatto a terra e non sollecitare le ginocchia. E può essere benissimo utilizzata anche da corridori leggerissimi per affrontare lunghissime distanze a passo lento.

 

About the Author: GIANLUCA GAGGIOLI

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