Anello del Resegone: dal lago ai monti

Ovvero un bellissimo itinerario sul Monte Resegone, anche noto come Monte Serrada, che con i suoi 1875 m di altezza è la montagna che più caratterizza la città di Lecco.

Descritto anche ne “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, deve il suo nome alla tipica forma a sega (resega in dialetto locale) e la roccia di cui è costituito è dolomia.

Anello del Resegone: dal lago ai monti

Partenza: Rossino di Calolziocorte (LC) 370 m
Difficoltà: EE
Altitudine minima e massima: 370 m / 1875 m
Dislivello: 2300 m
Sviluppo: 28.5 km
Esposizione: varia
Periodo suggerito: aprile – ottobre. Valutare, comunque, in base all’eventuale presenza di neve o ghiaccio (con attrezzatura adeguata quali piccozza e ramponi è possibile affrontare questo itinerario anche in inverno con condizioni di neve assestata)
Durata indicativa: 6-7 ore

Itinerari per tutti i tipi

Il Resegone offre gite di soddisfazione di tutti i tipi: dall’escursionismo alle quote più basse, all’escursionismo più impegnativo se si toccano le sue vette, all’alpinismo invernale percorrendo i suoi canali del versante sud e all’arrampicata classica e sportiva sulle sue tante pareti.
Qui proponiamo un giro ad anello che tocca la vetta più alta del Resegone (la Punta Cermenati) e una cima minore, il Monte Magnodeno, da cui però si gode di una splendida visuale sul lago e sulla sottostante città di Lecco.

Il percorso

Il percorso ricalca in parte quello della gara di trail running “ResegUp” (https://www.trailrunning.it/2022/03/13/resegup-2022-2/) nel tratto lungo il sentiero n°1.

Suggeriamo di parcheggiare a Rossino di Calolziocorte (LC) nel comodo parcheggio di fianco alla farmacia e al cimitero, da cui si segue per 1.4 km la strada asfaltata, che è possibile tagliare in qualche punto per sentiero ma, per il resto, ci si mantiene su di essa: attenzione alle auto in quanto non c’è il marciapiede.

Si imbocca la vecchia mulattiera per Erve, ristrutturata nel 2015, che sale ripida con stretti tornantini e suggestivi scorci sulla Brianza lecchese e sul fiume Adda. Si giunge ad Erve sbucando sulla strada che conduce a Nesolio, da cui si scende brevemente ritornando in paese.

Anello del Resegone: dal lago ai monti

Si attraversa il paese fino al suo termine da cui parte il frequentato sentiero per la Capanna Alpinisti Monzesi: da qui, la soluzione più comoda ma anche più lunga è quella di seguire il sentiero che passa dalla fonte San Carlo. In alternativa, è possibile percorrere il sentiero Pra’ di Ratt, che viene percorso anche nella famosa gara di corsa “Monza-Resegone”. In questo caso è necessario prestare attenzione poiché il sentiero è per escursionisti esperti e richiede qualche passaggio su roccette. Poco prima della Capanna, quando si entra in un caratteristico bosco di abeti, si devia a sinistra e si prende un sentierino poco marcato con le indicazioni “Magnodeno”. Il sentiero, n°24, si fa poi ben evidente e percorre a mezza costa il ripido fianco della sovrastante Cresta della Giumenta, alternando tratti in falsopiano ad altri brevi in forte salita.

Volendo, si potrebbe anche percorrere il sovrastante sentiero attrezzato della Cresta della Giumenta, soluzione non consigliabile poiché si affronterebbero i tratti più impegnativi in discesa. Si giunge, così, in cima al Monte Magnodeno con un ultimo ripido tratto attrezzato con catene (non indispensabili in assenza di ghiaccio).

Anello del Resegone: dal lago ai monti

È d’obbligo una sosta nei pressi della croce per ammirare l’ampio panorama, prima di ritornare brevemente sui propri passi, per poi lasciare sulla destra il sentiero da cui si è arrivati e proseguire dritto rimanendo sul crinale. Poco dopo è possibile scegliere se seguire le indicazioni per il Rifugio Stoppani (percorso più diretto) oppure optare per la soluzione più lunga seguendo il sentiero che porta a Campo de’ Boi.

In quest’ultimo caso, il sentiero cala molto ripido su fondo terroso fino al bel pianoro di Campo de’ Boi, dove sorgono alcune baite, a quota 692 m.

Anello del Resegone: dal lago ai monti

Da qui si devia verso destra per riportarsi sul sentiero n°1: questo tratto è molto frequentato, specie nei weekend della bella stagione. Ora si segue per qualche centinaio di metri il sentiero n°1 e lo si abbandona per imboccare il meno frequentato sentiero per il Rifugio Stoppani (tratto ripido). Dal rifugio (890 m) ci si ricongiunge con gli itinerari più battuti e si prosegue ancora sul sentiero n°1 seguendo il classico itinerario che porta in cima al Resegone. Il sentiero nel bosco sale deciso attraversando il Torrente Bione e portandosi a ridosso dell’imponente bastionata del Resegone nei pressi della località Beduletta (1320 m). Con un tratto pianeggiante un poco esposto si attraversano gli impegnativi canali Cermenati e Comera (vie alpinistiche invernali) fino allo splendido punto panoramico del Pian Serrada. Lo si attraversa per portarsi al Passo della Sibretta (1655 m). Si supera un tratto esposto attrezzato con catene per affrontare l’ultimo ripido tratto che sbuca proprio sulla terrazza del rifugio risalendo il fianco sinistro del Canalone Valnegra con qualche semplice passaggio su roccette. Dal Rifugio Azzoni si sale in pochi minuti alla Cima Cermenati.

La discesa avviene per la via di salita fino a quota 1500 m dove, poco dopo aver riattraversato il Pian Serrada, si incontra sulla sinistra il Sentiero della Staffa (n°12A). Esso scende dapprima in maniera decisa su terreno scivoloso ricoperto di erba secca (attenzione in questo tratto soggetto a possibili scariche di pietre dai pendii soprastanti per la presenza di animali selvatici) per poi traversare con qualche saliscendi fino a sopra al Passo del Fo’ (1284 m), dove è posto il rifugio privato Ghislandi, che si raggiunge con un’ultima ripida discesa. Da qui si scende ancora per pochi minuti sull’opposto versante per raggiungere la Capanna Alpinisti Monzesi (1170 m), dove è d’obbligo fare una tappa per un buon piatto di cucina tipica. Il ritorno dalla Capanna Alpinisti Monzesi avviene seguendo brevemente le indicazioni per Erve e ricongiungendosi dopo poco in prossimità del bivio per il Monte Magnodeno che era stato imboccato all’andata. Da qui si segue esattamente il medesimo percorso effettuato all’andata fino a Rossino.

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