Adamello Trail a modo nostro

La gara di trail running Adamello Ultra Trail si svolge tra i meravigliosi parchi dello Stelvio e dell’Adamello tra Lombardia e Trentino. Ripercorre i camminamenti della Grande Guerra, passando da semplici mulattiere a sentieri di alta montagna, e si presenta al pubblico con tre distanze: la più corta è di 35 km con 1700 m di dislivello, quella intermedia è di 90 km e 5700 m di dislivello e, infine, la più lunga è di 170 km con 11500 m di dislivello. Solitamente la gara ha luogo nel mese di settembre e si svolge tra i 1000 m e i 2681 m di quota.

Adamello Trail – la gara intermedia

In questo articolo vi proponiamo l’Adamello Trail, la gara da 90 km, suddivisa in 3 tappe per chi volesse godersi di più questo meraviglioso itinerario. Vi suggeriamo, quindi, anche dove pernottare e, rispetto al percorso ufficiale, qualche variante per toccare cime panoramiche e remunerative.

Noi abbiamo percorso questo bellissimo trail a fine luglio; il nostro punto di partenza è il piccolo paese di Stadolina (BS), avendo la fortuna di avere la seconda casa qui. Questo paese confina con Vezza d’Oglio, che ospita la partenza e l’arrivo ufficiali.

Ecco di seguito qualche informazione utile:

Numero giorni suggeriti: 3 (2 pernottamenti)

Partenza: Stadolina (BS) 1030 m

Difficoltà: EE

Altitudine minima e massima: 1030 m / 2696 m

Dislivello: 2600 m il primo giorno, 2450 m il secondo giorno, 1200 m il terzo giorno; totale 6250 m

Sviluppo: 32 km il primo giorno, 30 km il secondo giorno, 34.5 km il terzo giorno; totale 96.6 km

Esposizione: Varia

Periodo suggerito: da luglio a settembre

Durata indicativa: 7h15’ il primo giorno, 7h30’ il secondo giorno, 6h15’ il terzo giorno; totale 21 ore (questi tempi sono calcolati sulla base di 14:00/km per i primi due giorni e di 11:00/km per il terzo giorno)

GIORNO 1: STADOLINA – SANT’APOLLONIA

Partendo da Stadolina (frazione di Vione), si imbocca la ripida forestale che parte dietro la chiesa, ricongiungendosi subito con l’itinerario del percorso ufficiale. Da qui, si seguono le indicazioni per la chiesetta di S. Clemente che si raggiunge in circa mezz’ora. Si prosegue verso la frazione Tu seguendo la bella forestale che si mantiene quasi pianeggiante fino alle Baite Gussanino. Qui si incontra una freccia indicatrice che riporta Cima Rovaia a 3h30min. Si imbocca quindi la ripida forestale sulla destra e la si segue fino ad incontrare il bivio per la Cima Rovaia dopo circa mezz’ora. Qui si abbandona la forestale, che prosegue verso la Val Grande, seguendo il bel sentiero nel bosco. Lo si risale con numerosi tornanti: la pendenza non è mai eccessiva ma permette di guadagnare rapidamente quota. Verso i 2000 m, il bosco si fa più rado e, poco oltre, si giunge alla località Plaza Grande (2160 m). Dopo un brevissimo tratto, è possibile deviare a destra seguendo le indicazioni per Cima Rovaia Museo oppure proseguire sul sentiero principale. Scegliendo la prima opzione (Cima Rovaia Museo) ci si porta sull’ampio costolone della Cima Rovaia, che si risale fino alla vetta; su questo itinerario si incontra il Museo all’aperto della Grande Guerra e, dopo circa un’ora, si giunge in cima superando numerose fortificazioni.

adamello ultra trailDa poco sotto Cima Rovaia, si prosegue lungo il sentiero che corre piuttosto pianeggiante per un breve tratto e, successivamente, in lieve discesa lungo il crinale, terminando il suo percorso in prossimità di una selletta. Qui si trova un grosso ometto di pietra che segnala il bivio con il marcato “Sentiero dei Soldati”, che rappresenta il tratto successivo che viene affrontato nell’Adamello Trail e che si dirama a destra con percorso a mezza costa in direzione della Porta Muralta (al bivio non esiste segnaletica). Se volete, vi suggeriamo di allungare il percorso facendo prima una tappa alla vicina Cima Mattaciul. In questo caso, dunque, si prosegue dritto al bivio in direzione dell’evidente largo crinale erboso che si eleva verso la Cima Mattaciul. Il percorso non è segnato ma si seguono delle deboli tracce tra prato e rocce, senza incontrare particolari difficoltà; l’unica accortezza è mantenersi sulla cresta poiché le pareti laterali sono molto ricche di sfasciumi. A circa 2700 m di quota si incrocia un grande ometto di pietra; poche decine di metri oltre, vi è una serie di segnavia. Qui c’è il bivio con l’itinerario 199 o “Sentiero dei Camosci”: si prosegue quindi l’ascesa lungo il crinale, superando un breve tratto di pietraia, per poi raggiungere un piccolo pianoro erboso caratterizzato dalla presenza di un grosso ometto di pietra (2760 m). Qui si lasciano i segnavia dell’itinerario 199 che piega a sinistra, calandosi con percorso a mezza costa sul selvaggio e scosceso versante Nord-Est della Cima Mattaciul in direzione del Corno del Tirlo (deboli tracce su terreno esposto e difficile). Si prosegue diritto continuando l’ascesa del crinale finora seguito, su traccia molto debole, tra toppe erbose e sfasciumi di roccia (ma senza particolari difficoltà) fino a raggiungere la vetta di Cima Mattaciul (2849 m), caratterizzata da una piccola croce sommitale e dall’ampio panorama che abbraccia quasi tutte le vette dell’alta Valcamonica, dal Passo del Tonale fino a Edolo.

adamello ultra trailDa Cima Mattaciul si scende lungo il medesimo percorso di salita fino a raggiungere il grande ometto di pietra che segnala il bivio con il Sentiero dei Soldati. Qui ci si ricongiunge con il percorso ufficiale dell’Adamello Trail: si imbocca questo sentiero, che corre a mezza costa fino a raggiungere Porta Muralta con una breve e ripida risalita tramite tornantini un po’ esposti. Da Porta Muralta (2616 m) si scende ripidamente sul versante opposto con stretti tornanti in una vasta conca occupata totalmente da una pietraia, ai piedi del Corno di Bles.

adamello ultra trailSi raggiunge il margine della vasta pietraia che occupa per intero la conca racchiusa tra il Corno di Bles ed il Monte Bles. Qui, a quota 2535 m, si trova il bivio con il sentiero 199A che si dirama a sinistra in direzione del Corno di Bles. Proseguendo, invece, in discesa, si raggiunge dopo circa 20 minuti il Bivacco Plassa Gerù, posto a quota 2213 m (qui è presente una fontana per ricaricare le scorte idriche: il primo punto utile da Gussanino!). Da qui si prosegue verso Est imboccando il sentiero che conduce ai Corni della Torre, o Tor dei Paga’ (segnato sempre con il numero 199). Una volta giunti ai Corni della Torre, si segue il sentiero 84 in direzione Cortebona: attenzione al secondo bivio che si incontra, segnalato da cartelli indicatori, dove è meglio seguire le indicazioni per Cané anziché per Cortebona, le quali conducono ad un sentiero più diretto ma ricco di fitta vegetazione urticante e piuttosto ripido che transita in canali dal fondo sdrucciolevole e scivoloso. Si segue, quindi, il sentiero per Cané che transita dapprima da Plassa Pressanalt, dove si apre il bosco, per poi scendere in maniera decisa tra i bei larici passando dal caratteristico Roccolo di Arnaldo in prossimità di un pianoro erboso chiamato Plassa Redonda (sede di un ristoro alla manifestazione Caspobles, passeggiata con racchette da neve e scialpinistica per sciatori esperti ai piedi di Cima Bles). Una volta giunti alle splendide baite di Suncané, si devia a sinistra per raggiungere la verde Val Cané passando dalle baite Vialacc e mantenendosi sulla destra orografica del torrente. Si segue per Cortebona (1766 m) percorrendo la mulattiera che sale blandamente fino a questo punto di interesse, dove si trova un agriturismo e un’area picnic.

adamello ultra trailDa Cortebona si attraversa il ponticello sul torrente per portarsi dall’altro lato della Val Canè (sinistra orografica del torrente). Oltrepassato il ponte che conduce sul lato opposto del torrente, ci si trova di fronte ad una calchera (antico forno dove veniva preparata la calce), a fianco della quale inizia in salita il Sentiero 3A che conduce in circa 45 minuti a Malga Coleazzo passando per un bel lariceto. Giunti alla Malga Coleazzo (2137 m), il paesaggio si apre e il sentiero prosegue in blanda salita verso le Baite del Coleazzo, che si raggiungono in circa un quarto d’ora. Da qui, per breve tempo il sentiero si fa pianeggiante e poi inizia a salire più deciso verso le Bocchette di Val Massa, intersecando poco dopo il sentiero che arriva da Villa Dalegno e da Santa Apollonia. In circa 40 minuti dalle Baite del Coleazzo si raggiungono le Bocchette di Val Massa (2499 m): qui si trovano, in ottimo stato di conservazione, i più imponenti e spettacolari trinceramenti della Prima Guerra Mondiale di tutta la Valcamonica. Giunti al cartello che indica le Bocchette con relativa quota, si effettua un giro ad anello lungo tutte le trincee, salendo per circa 100 m di dislivello: prima che le trincee finiscano, si deve cercare l’apposita apertura lungo la trincea che permette di uscire dalla stessa e prendere l’evidente sentiero che percorre tutto un anello fino a ritornare al cartello delle Bocchette. Una volta ridiscesi a quota 2320 m con lo stesso sentiero dell’andata, si devia a sinistra seguendo il sentiero 54 che conduce a Malga Prisigai e Santa Apollonia. Il sentiero procede con un traverso semi-pianeggiante verso sud-est per aggirare le propaggini della Cima Bleis di Somalbosco. In 15-20 minuti si giunge alla Malga Prisigai (2159 m) e poi da qui si continua a seguire per Santa Apollonia percorrendo un altro traverso con qualche saliscendi che conduce verso nord; si inizia quindi a scendere verso Santa Apollonia transitando dalla Baita Somalbosco (1954 m). Da qui si dividono il percorso ufficiale dell’Adamello Trail, che prosegue in direzione nord con il sentiero che conduce ai Laghi Monticelli (vedi “Secondo giorno”), e l’itinerario che proponiamo noi. In quest’ultimo caso, si deve scendere a Santa Apollonia. Le possibilità di pernottamento non sono molte, quindi conviene prenotare in anticipo per assicurarsi il posto: noi abbiamo dormito al Gavia Cottage, una dépendance dell’Osteria Pietrarossa che dispone di 3 camere con cucina in comune. In alternativa, se non si trova posto qui, si può proseguire, con un ulteriore sforzo, fino a Pezzo, dove si trova il Ristorante Pizzeria Room & Breakfast da Giusy.

GIORNO 2: SANT’APOLLONIA – RIFUGIO BOZZI

Dall’Albergo Pietrarossa di Sant’Apollonia (1590 m) ci si dirige verso il grande parcheggio sterrato posto proprio all’inizio della strada che porta al Passo di Gavia (all’imbocco della strada per Valle delle Messi). Il sentiero n°54 parte subito in salita nel bosco sovrastante l’Albergo Pietrarossa e in poco meno di un’ora si raggiunge la Baita di Somalbosco a quota 1952 m. Da qui ci si ricongiunge con il percorso ufficiale dell’Adamello Trail e si imbocca il sentiero 64 verso destra (nord) che taglia lungamente a mezza costa il pendio con alcuni saliscendi alternati a tratti più ripidi: la vegetazione è piuttosto fitta (attenzione alla rugiada mattutina che potrebbe bagnarvi completamente i piedi!) ma il sentiero sempre ben segnalato. Nei pressi di un ruscello, si risale il suo fianco, attraversandolo poi nella parte più alta per portarsi in una conca più aperta, da cui si continua in falsopiano verso nord fino a scorgere il Laghetto di Monticelli Inferiore (2306 m), che si raggiunge perdendo un po’ di quota.

adamello ultra trail

Superato il lago e la segnaletica, l’itinerario continua verso nord salendo un po’ di quota per superare i Corni di Monticelli e quindi affronta l’ultimo tratto un po’ esposto e con brevi passaggi attrezzati, con cui si aggirano le pendici orientali della Punta di Monticelli dominanti il sottostante Rifugio Valmalza. Un ultimo passaggio tra roccette ed il sentiero ritorna abbastanza comodo e pian piano degrada verso la grande conca prativa, attraversata dal Rio di Valmalza, dove è situato il Bivacco Linge (2273 m). Dal Bivacco Linge, con il facile sentiero 58, si lascia la conca alle spalle per scendere zigzagando tra i rododendri verso il vicino Rifugio Valmalza (1998 m). Da qui in poi si continua sulla mulattiera fino al parcheggio di Santa Apollonia passando da alcune località e dall’area pic-nic di Case Silizzi.

adamello ultra trailRaggiunta Santa Apollonia, si imbocca il sentiero 153 che diparte verso est dal retro del caseggiato posto di fronte all’Albergo Pietrarossa e al di là della strada che sale al Gavia. Inizialmente è in comune con la mulattiera 161, diretta alla vicina frazione di Pezzo, che quasi subito si abbandona in prossimità delle caratteristiche Case di Giuoco per seguire le indicazioni per il Passo delle Graole. Si mantiene il percorso 153 ignorando la deviazione che si incontra per Pezzo, zigzagando in salita con il sentiero che per due volte va a lambire la strada asfaltata del Gavia. Durante la salita, la vista spazia sulla parte iniziale della sottostante Valle delle Messi e verso le sovrastanti montagne che la dividono dalla Val di Cané. Ignorata una seconda deviazione (sentiero 160), si continua sul bel sentiero che lentamente raggiunge il versante meridionale della montagna, dove la vista può iniziare a spaziare verso le creste che delimitano a oriente la Valle di Viso, come Cima Le Sorti e Cima Bleis. Si prosegue con alcuni tornanti che salgono tra i pascoli, fino a raggiungere il Baitello delle Graole (2316 m) costruito sull’omonimo dosso. Dal Baitello il sentiero 153A spiana verso est, rimanendo semi-pianeggiante per un lungo tratto in direzione nord e correndo alto sul versante orografico destro della Valle di Viso, dove si possono ammirare le sottostanti Case di Viso e le montagne che circondano l’omonima valle. Quando il sentiero inizia a perdere quota, bisogna superare alcuni avvallamenti e canali che, a seconda della stagione, potrebbero presentare ancora dei residuati di neve (attenzione), quindi si giunge alla bella malga Forgnuncolo (2109 m). Si prosegue in debole discesa per circa 2-2.5 km sulla sterrata che scende verso l’Oglio Arcanello e Case di Viso: il percorso ufficiale della gara scende fino alle splendide baite di Viso, mentre noi abbiamo deciso di accorciare sia in termini di distanza che di dislivello, ricongiungendoci subito con il parcheggio dell’area pic-nic posta a quota 1875 m. Qui si imbocca la bella strada militare che risale verso il Rifugio Bozzi, che si può seguire per intero oppure abbreviare imboccando degli evidenti tagli, fino a giungere al Rifugio Bozzi (2478 m).

Il Rifugio Bozzi, che dispone di 17 posti letto, rappresenta il secondo punto di appoggio per pernottare: anche in questo caso, conviene prenotare con largo anticipo per non rischiare di non trovare posto.

GIORNO 3: RIFUGIO BOZZI – STADOLINA

Dal Rifugio Bozzi si prende il sentiero militare per il Passo dei Contrabbandieri, raggiungibile in 20-30 minuti con un’ultima parte piuttosto ripida ma sempre agevole. Dal Passo dei Contrabbandieri si scende sul versante opposto dapprima con sentiero marcato per circa 100 m di dislivello, poi seguendo la strada di servizio della pista da sci. Da Malga Valbiolo ci si porta a sinistra faccia a valle fino alla partenza della Seggiovia Passo Contrabbandieri e si risale il dosso retrostante (dove è presente un’area giochi) seguendo le indicazioni per Città Morta. Il sentiero scende leggermente con bel fondo divertente e corribile, poi si arriva ad un bivio dove si gira a sinistra per risalire zigzagando nei prati il versante meridionale del Monte Tonale Orientale (sentiero sempre ben segnato). Il sentiero si sposta poi sotto il versante est e giunge poco sotto la cima del Monte Tonale Orientale, in prossimità di una sella segnalata da un ometto di pietra: in circa 10-15 minuti si può salire in vetta con facile sentiero, anche se la salita al Monte Tonale Orientale non rientra nel percorso ufficiale dell’Adamello Trail… noi consigliamo di inserirla, ne vale proprio la pena e il panorama da lì è splendido.

Una volta ritornati all’ometto di pietra, si scende in pochi minuti verso nord a Città Morta, resti di un villaggio militare austro-ungarico posto a quota 2500 m circa. Da qui, il sentiero degrada rapidamente in Val Strino con vari tornantini tra i rododendri prima e nel bosco poi, fino ad arrivare a Malga Strino (1937 m) con pendenze più blande tra i pascoli. Da Malga Strino si gira a destra e si risale ripidamente nel bosco in direzione Forte Zaccarana, fino ad incrociare, proveniente da destra, il sentiero principale (n°160) che abbiamo abbandonato prima per scendere a Malga Strino e che corre più alto: lo si imbocca girando a sinistra, potendo rifiatare per un po’ grazie al percorso prevalentemente pianeggiante fino al Forte Zaccarana (2096 m). Da qui, dopo una breve discesa caratterizzata da gradoni e sassi, ha inizio uno splendido sentiero con fondo terroso tutto da correre che rimane quasi pianeggiante in direzione ovest verso l’ex Ospizio San Bartolomeo. Una volta raggiunto l’Ospizio, si scende al Passo del Tonale seguendo la strada di servizio della pista da sci (attenzione agli attraversamenti della pista da downhill!).

adamello ultra trailDal Passo del Tonale si prosegue in direzione Ponte di Legno imboccando la strada di servizio alla pista da sci Tonalina, che transita vicino all’Hotel Bezzi: poco prima di giungere alla stazione intermedia della cabinovia Ponte di Legno – Colonia Vigili, si imbocca sulla destra il sentierino che sale in direzione Vescasa (attenzione all’attraversamento della SS42) e che diventa poi una bella strada carrozzabile con blanda pendenza. Dalle belle baite di Vescasa, si prende il percorso per mountain bike “Camos”, che all’inizio scende piuttosto dolcemente nel bosco, per poi scendere in maniera più decisa portandosi sulla Tonalina. Si segue la Tonalina per poche centinaia di metri in direzione Ponte di Legno per poi abbandonarla imboccando sulla destra il sentiero che scende ai piedi di Zoanno (frazione di Ponte di Legno). Qui si attraversa la SS300 e si raggiunge il centro di Ponte di Legno, dove si imbocca Via Bulferi per salire a Villa Dalegno. Una volta risaliti a Villa Dalegno, si prende il bel sentiero pianeggiante per Lecanù, che prosegue poi fino a Vione. A Vione si imbocca la Via Tres e poi la Strada delle Valucle, fino a scendere poi a Stadolina e chiudere questo splendido tour adamellino.

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